Il Pisa sta portando avanti una strategia di mercato incredibilmente mirata: intercettare e valorizzare i migliori profili italiani in piena parabola ascendente. L’arrivo di un prospetto come Simone Zanon — strappato a una concorrenza spietata per assicurarsi uno dei terzini più promettenti della categoria —, unito agli innesti di profili come Tommaso Marras, Leone e Rao, ne è la dimostrazione palese. Si tratta di rinforzi e operazioni strutturate con una visione a lungo termine. Ed è la visione del club che sta facendo la differenza sul mercato.
SOSTEBIBILITA’ E GIOCATORI ITALIANI AFFAMATI – La parola d’ordine è una sola: sostenibilità. In un calcio italiano in cui trovare giocatori nostrani da gettare nella mischia è diventata una merce rara, il Pisa sta gettando le basi per provare il salto verso la massima serie passando dalla porta principale, costruendo un blocco di italiani destinato a fare la fortuna futura del club. La grande differenza rispetto al passato sta nella maturità dei profili individuati. Se soltanto un paio di anni fa la società andava a pescare giovani di prospettiva salendo direttamente dalla Serie C — si pensi all’operazione Angori che arrivava dal Pontedera —, oggi l’asticella si è alzata. I giocatori che arrivano all’Arena Garibaldi vantano già campionati di Serie B strutturati alle spalle, numeri importanti nei piedi (pensiamo ai 6 gol di Rao o ai 7 di Marras nella scorsa stagione in B) e, soprattutto, una feroce fame di vittoria. Il Pisa sta trattando anche profili d’attacco reduci da annate in doppia cifra, e questo ci fa capire che si vuole avere in rosa elementi pronti e in piena crescita.
LA CRESCITA SOTTOVALTUATA DEI GIOVANI IN CASA NOSTRA – C’è tuttavia un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato nelle analisi esterne: la crescita esponenziale del patrimonio giovane già presente in casa nerazzurra. Il concetto l’aveva espresso con chiarezza il direttore generale Giovanni Corrado con una riflessione a fine stagione scorsa sulla salute aziendale: “Se si retrocede dalla Serie A con 10 ragazzi che non hanno più di 23 anni, si sarà perso forse il risultato sportivo, ma non si è persa la salute della società”. È la fotografia perfetta della filosofia societaria. Basta guardare alla rosa attuale per capire cosa significhi concretamente questo principio. Giocatori che fino a ieri dovevano fare esperienza e accumulare minutaggio, oggi si riscoprono risorse fondamentali. Pensiamo a Vural: le sue apparizioni in massima serie lo scorso anno a soli 19 anni sono state una palestra incredibile, e oggi si affaccia alla Serie B come un profilo pronto a fare la differenza prima di prendersi di nuovo la Serie A con tutt’altra maturità. Discorso identico vale per lo stesso Angori, per Coppola, per Bozhinov, o per Marras. Parallelamente, la gestione di prospetti Under 23 come Meister, Primasso, Mbambi, Lusuardi e Denoon risponde alla medesima logica: che sia attraverso l’attesa della loro maturazione interna o tramite cessioni strategiche da monetizzare sul mercato, il Pisa ha blindato il proprio futuro.
LA VISIONE DEL CLUB – In questa fase l’attrattività del Pisa è massima. Tanti stanno scegliendo la società nerazzurra e il club è arrivato a rivaleggiare con il Palermo, con il quale ha vinto la maggior parte dei duelli di mercato, così come con altre squadre. Perché il Pisa si sta imponendo in questo modo? Non si tratta ovviamente solo della bravura dei dirigente, ma anche e soprattutto per la visione del club nel medio-lungo periodo. Knaster è un proprietario ambizioso e tra un anno l’avveniristico centro sportivo vedrà la luce. Si punta ad acquisire lo stadio e, in generale, sono proprio le ambizioni del club ad attrarre così tanti profili. Il Pisa è una società stabile, solida ed economicamente al top. Forse è stato proprio questo ad attrarre anche lo stesso Paolo Bianco, facendogli fare un passo indietro col Monza e facendolo approdare in città. Così anche per gli stessi calciatori. Stiamo assistendo al miglior periodo degli ultimi 35 anni di storia del Pisa.



