Contro il Bologna resta in campo nonostante una lussazione alla spalla col dolore e guidando la difesa. Ora Arturo sarà da valutare per i prossimi giorni, in attesa della sfida con la Juve.
In una stagione in cui spesso si cercano appigli, immagini e simboli, c’è una scena che resta addosso più di altre. Arturo Calabresi contro il Bologna ha giocato per circa un’ora con una lussazione alla spalla, uscita dalla sede, restando in campo fino all’inevitabile cambio e diventando, di fatto, il volto della serata nerazzurra. Nelle prossime ore si capirà l’entità dell’infortunio in attesa delle analisi.
L’episodio arriva nel cuore della partita, quando il difensore si fa male alla spalla nel primo tempo e per qualche minuto si capisce che qualcosa non va. Il braccio tenuto in un modo innaturale, il dolore evidente, la fatica anche solo nel fare i movimenti più semplici. Eppure Calabresi non esce. Stringe i denti e continua.
Calabresi guida, prende posizione, si carica addosso duelli e letture, prova a limitare i danni contro un Bologna che, soprattutto nel primo tempo, costruisce le occasioni migliori. Una prestazione da migliore in campo, da “gladiatore” per intensità e sacrificio per un calciatore che ha superato da poco le 100 presenze in nerazzurro.



