Ci sono figure che lasciano il segno non solo per i risultati, ma anche nel modo in cui quei risultati vengono costruiti, raccontati e condivisi. Davide Vaira, in questi due anni, è stato entrambe le cose. Per questo il suo percorso a Pisa merita un ringraziamento pubblico, sincero e sentito. E allo stesso tempo il passaggio di testimone con Leonardo Gabbanini apre una fase nuova, delicata, che parte da basi importanti ma impone scelte forti.

Questa è una lettera aperta. Un modo semplice per dire grazie a chi ha dato tanto e per augurare buon lavoro a chi adesso dovrà raccogliere una responsabilità grande.

Grazie Davide.
Sei arrivato in punta di piedi, senza rumore. Ti sei inserito dentro una struttura già definita, hai capito in fretta il contesto, hai fatto squadra con la società, con Giovanni Corrado e sei entrato subito dentro il progetto nerazzurro con intelligenza e misura. Da lì in poi il tuo lavoro ha contribuito in modo concreto a scrivere una pagina che resterà nella storia recente del club: la promozione in Serie A.

Quel traguardo porta la firma di tante persone. La società, il direttore generale Giovanni Corrado, l’area tecnica, l’allenatore Filippo Inzaghi, il gruppo squadra. Ma dentro quella promozione c’è anche il tuo lavoro, quotidiano, spesso silenzioso, fatto di scelte, relazioni, intuizioni e gestione. Per questo il tuo nome resta legato a una delle stagioni più importanti del Pisa degli ultimi anni.

C’è però un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Ed è quello che spesso resta sullo sfondo, ma che in realtà conta molto. Il rapporto con la stampa, con la piazza, con l’ambiente. Sotto questo profilo hai avuto un merito preciso: hai migliorato in modo netto la comunicazione tra società e mondo esterno. Lo hai fatto con disponibilità, con educazione, con presenza. Lo hai fatto aprendo spazi di confronto, favorendo incontri, conferenze, occasioni di dialogo davanti ai microfoni e anche lontano dai riflettori.

In un calcio dove spesso si alzano muri, si scelgono silenzi o si preferisce la distanza, questa è stata una differenza concreta. Hai aiutato a creare un clima più aperto, più leggibile, più umano. Professionale. Hai dato una mano a rendere il Pisa più vicino, più raccontabile, più comprensibile anche nei momenti complessi. E questo non è un dettaglio da poco. Perché una società di calcio vive di risultati, certo, ma vive anche di relazioni, di fiducia, di equilibrio con il territorio e con chi ogni giorno prova a raccontarla.

Quando queste qualità si uniscono alla competenza, alla serietà e al senso del ruolo, allora fanno la differenza. Nel tuo caso è successo proprio questo. E credo sia giusto riconoscerlo apertamente.

Benvenuto Leonardo.
Adesso si apre una pagina nuova. Ti presenti a Pisa con un curriculum importante, con un bagaglio di conoscenze ampio, con esperienze che parlano anche una lingua internazionale. Il percorso legato a realtà multiproprietarie come Watford e Udinese racconta un profilo abituato a stare dentro contesti strutturati, a lavorare con visioni ampie, a confrontarsi con modelli organizzativi complessi. Questo, in una fase come quella che si apre, può rappresentare un valore aggiunto.

Arrivi però in un momento che richiede molto. Perché il compito che hai davanti non è ordinario. Ti trovi a raccogliere un’eredità significativa, ma anche a misurarti con una fase che chiede ricostruzione, lucidità e coraggio. Il Pisa ha bisogno di ripensare un gruppo, di ridefinire una squadra, di dare forma a un progetto nuovo che sappia rimettere il club sulla strada giusta.

Il lavoro che ti aspetta è profondo. C’è da restaurare, da ricostruire, da rimettere insieme tanti pezzi. Ci sarà da scegliere uomini, idee, equilibrio interno. Ci sarà da capire da dove ripartire e con quali tempi. Ci sarà da tenere insieme il presente e il futuro, senza disperdere ciò che di buono è stato costruito ma avendo anche la forza di cambiare quello che servirà cambiare.

Non sarà semplice. Sarebbe sbagliato raccontarla in altro modo. Ti aspetta un incarico complesso, dentro un ambiente esigente, appassionato, ma paziente, che arriva da stagioni intense e che vuole tornare a riconoscersi in un progetto credibile. Proprio per questo il tuo lavoro sarà decisivo.

A Davide Vaira va dunque un grazie vero, per i risultati raggiunti e per il modo in cui ha saputo stare dentro il Pisa. A Leonardo Gabbanini va un benvenuto pieno, con la consapevolezza che il cammino che inizia oggi passa da una grande responsabilità ma anche da una grande occasione di crescita.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.