Se il campo e la lotteria finale dei rigori hanno consegnato al Pisa la qualificazione e la suggestione del derby contro la Fiorentina, vediamo ora cosa ci dicono i dati ufficiali del Match Report ufficiale.
LA COSTRUZIONE DAL BASSO – Il primo elemento di riflessione riguarda l’atteggiamento della linea difensiva nell’impostazione della manovra. Il Pisa cerca sistematicamente l’uscita pulita palla al piede, affidando ai propri centrali la gestione iniziale del possesso. I numeri confermano questo orientamento: Simone Canestrelli ha completato 56 passaggi con un’accuratezza del 94%, affiancato da Antonio Caracciolo che ha registrato 50 passaggi riusciti con la medesima percentuale di precisione. Anche Zanon ha garantito sostanza al palleggio con 39 passaggi andati a buon fine ed un’efficacia dell’86%. Se da un lato questi dati mostrano la volontà di dominare sul piano del gioco, dall’altro mettono in luce i margini di rischio fisiologici di un sistema che, alle prime battute stagionali, può concedere qualcosa al pressing avversario, come infatti avvenuto.
UN INCONTENIBILE LERIS – Il vero e proprio gigante statistico della serata è stato Mehdi Léris, protagonista assoluto in entrambe le fasi di gioco. L’esterno francese è stato il calciatore nerazzurro a toccare e smistare più palloni in assoluto, mettendone a referto ben 61 con l’87% di precisione. A impressionare è soprattutto la sua proiezione offensiva: con 21 passaggi verticali andati a buon fine si è piazzato al primo posto dell’intero match in questa speciale graduatoria , impreziosendo la sua prestazione con l’assist per il gol di Marras e ben 6 palloni recuperati in fase di ripiegamento.
L’ATTACCO – Nel reparto d’attacco è Matteo Tramoni il nerazzurro più insidioso nello specchio della porta con 3 tiri totali, di cui 2 indirizzati verso il portiere, conditi da 3 occasioni da gol create. Tommaso Marras si è dimostrato l’uomo del cinismo: oltre alla stoccata vincente dell’uno a zero , ha disputato una gara ad alto tasso di rischio giocate, propiziando soluzioni nell’ultimo terzo di campo. Diverso il discorso per gli attaccanti centrali: la prestazione di Stefano Moreo, condensata in soli 13 passaggi riusciti, fa vedere che il calciatore ha speso tutta la partita nel lavoro sporco e nei duelli fisici spalle alla porta con i tre centrali avversari.



