Come noto il Pisa ha raccolto sette punti nelle prime cinque gare. Due anni fa il Sassuolo ne aveva otto, poi dominò la Serie B. Il Pisa di Inzaghi era invece già a quota 13 per poi chiudere la stagione al secondo posto dietro i neroverdi.

I PARAGONI COL PASSATO – Cinque giornate sono poche. Abbastanza per individuare pregi e difetti di una squadra, molto meno per capire quale sarà il suo campionato. Quattro giorni fa avevamo analizzato l’andamento del Monza di Bianco, partito esattamente come il Pisa di quest’anno: 7 punti nelle prime cinque giornate. Un precedente che avevamo raccontato [qui] e che portò poi i brianzoli a chiudere terzi e conquistare la promozione attraverso i playoff.

Il pubblico nerazzurro al Mapei Stadium contro il Sassuolo nello scontro diretto in Serie B 2024-25

DUE ANNI FA ERA TUTTO ROVESCIATO – C’è però un altro confronto che aiuta a leggere diversamente questo inizio. Basta tornare indietro di due stagioni, al campionato 2024-25, quello della promozione in Serie A del Pisa di Filippo Inzaghi. Dopo cinque giornate la situazione era praticamente opposta. Il Pisa era primo con 13 punti, quattro vittorie e un pareggio, e aveva già costruito quattro lunghezze di vantaggio sulle seconde. Lo Spezia e il Südtirol erano a quota 9. Il Sassuolo, appena retrocesso dalla Serie A e indicato fin dall’estate tra le squadre più attrezzate del torneo, aveva invece soltanto 8 punti: due vittorie, due pareggi e una sconfitta. Un solo punto in più rispetto al Monza di Bianco della stagione successiva. Un solo punto in più rispetto al Pisa di oggi. E sappiamo come sarebbe andata a finire.

IL SASSUOLO POI PRESE IL LARGO – Quell’avvio non impedì al Sassuolo di trasformarsi progressivamente nella squadra dominante del campionato. La formazione di Fabio Grosso conquistò matematicamente la promozione con cinque giornate d’anticipo e concluse la stagione al primo posto con 82 punti, davanti proprio al Pisa, secondo a quota 76. Il Pisa era partito fortissimo e mantenne comunque un rendimento da promozione diretta. Il Sassuolo aveva avuto bisogno di qualche settimana in più prima di trovare continuità, ma alla distanza riuscì a imporsi. Ed è questo l’aspetto che interessa maggiormente osservando il Pisa attuale.

RETROCEDERE SIGNIFICA ANCHE RIPARTIRE – Una squadra che scende dalla Serie A non arriva automaticamente in Serie B pronta a dominare. Cambiano il campionato, gli avversari, il modo di giocare le partite e spesso anche una parte importante della rosa. Serve tempo per ritrovare equilibri e identità. Il Sassuolo del 2024 ne è un esempio. Il Monza della scorsa stagione un altro. Due neoretrocesse costruite con ambizioni importanti che, dopo cinque giornate, avevano rispettivamente 8 e 7 punti. Entrambe sarebbero poi tornate in Serie A, seguendo però percorsi diversi. Il Sassuolo vincendo il campionato, il Monza passando dai playoff. Questo naturalmente non significa che il Pisa seguirà automaticamente la stessa strada, non stiamo parlando di una regola scritta. I precedenti non assegnano promozioni e i problemi evidenziati nelle prime partite restano reali. Ma serve anche dare il giusto peso al momento della stagione.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.