La sua partita contro il Genoa non ha lasciato segnali particolarmente incoraggianti sul piano del rendimento immediato. Era, forse, inevitabile. Però, all’interno di una serata negativa per il Pisa, il ritorno in campo di Isak Vural resta una notizia positiva da tenere stretta, soprattutto in prospettiva.
Il centrocampista è tornato a giocare dopo 112 giorni di assenza. L’ultima presenza risaliva al 27 Dicembre, nella sconfitta casalinga per 0-2 contro la Juventus, quando sulla panchina nerazzurra c’era ancora Gilardino. In quella occasione Vural aveva disputato 52 minuti, prima di fermarsi di nuovo. A bloccarlo è stata un’altra infiammazione al tendine rotuleo, problema che lo ha tenuto fuori per tre mesi e mezzo e che ne ha inevitabilmente frenato il percorso.
Dopo la panchina contro la Roma, il suo rientro vero e proprio è arrivato dunque nella sfida con il Genoa. L’impatto sulla partita non è stato buono. Si è visto un giocatore comprensibilmente fuori ritmo, ancora indietro nella condizione e poco dentro i tempi del match. In una gara già complicata di suo, il suo ingresso non ha cambiato l’inerzia e in alcuni momenti ha anzi evidenziato tutte le difficoltà di chi torna dopo uno stop così lungo.
Fermarsi alla prestazione di ieri però sarebbe riduttivo. La notizia vera, per il Pisa, è che Vural sia tornato disponibile e abbia rimesso minuti nelle gambe. In questo finale di stagione, ormai orientato più alle valutazioni che alla classifica, ritrovare un ragazzo del 2006 è un passaggio importante. Perché Vural ha solo 19 anni, ha ancora margini e soprattutto rappresenta uno di quei profili su cui il club può e deve ragionare in vista del prossimo campionato.
Il Pisa adesso ha bisogno proprio di questo: capire su chi poter costruire qualcosa per il futuro, anche partendo da un finale amaro. Vural, al netto della prova opaca contro il Genoa, rientra pienamente in questo discorso. Il suo ritorno non cancella una serata difficile, ma consegna comunque una piccola buona notizia. Dopo tre mesi e mezzo di stop, il percorso è ripartito. E per uno della sua età è già un punto da cui ricominciare.



