Il calcio, si sa, è fatto di attimi. Un palo interno che esce, un rigore parato al 90′ o, più spesso, un contratto firmato con qualche ora di ritardo. La stagione 2025-26 del Pisa rimarrà scolpita nella memoria dei tifosi nerazzurri non per i successi sul campo, ma anche, in un certo senso, per il sapore amaro del “poteva essere e non è stato”.
IL CASO TROILO, SCIPPATI DAL PARMA – L’obiettivo numero uno per la difesa era lui: Troilo. Un profilo giovane, fisico, perfetto per la filosofia di crescita del club. La trattativa sembrava incanalata sui binari giusti, ma il Pisa ha peccato di eccessivo zelo burocratico. Il giocatore era arrivato addirittura a dichiararsi già venduto al Pisa, ma passò un’intera settimana a limare bonus e commissioni anche per il procuratore del giocatore. Così il Parma, con un blitz notturno, ha pareggiato l’offerta alzando leggermente la parte fissa. Il risultato? Troilo è diventato un pilastro della difesa ducale, mentre il Pisa si è dovuto accontentare di soluzioni d’emergenza last-minute. La scelta poi ricadde sul vecchio Raul Albiol, venuto a prendere la pensione.
SIMEONE E IL RICHIAMO DEL TORINO – Per l’attacco il sogno era il “Cholito” Simeone. Un colpo che avrebbe infiammato l’Arena Garibaldi anche per la sua storia personale e familiare, essendo il figlio di un grande ex nerazzurro e, chissà, forse garantito quella doppia cifra necessaria per la salvezza. Il giocatore aveva dato un’apertura iniziale, ma chiedeva garanzie tecniche ed economiche. La trattativa durò almeno un paio di mesi tra sussurri, ammissioni, tanto che lo stesso direttore sportivo Vaira la confermò nel corso dell’estate. Anche nel gruppo squadra sembrava che il giocatore potesse essere acquistato di li a breve, tanto che il 19 luglio Canestrelli da Morgex commentò così su Sky: “Simeone sarebbe un valore aggiunto, ci potrebbe dare una grande mano”. Il Pisa ha tentato la strategia dell’attesa, sperando che il prezzo calasse negli ultimi giorni di agosto. Un azzardo fatale: il Torino, perso il proprio titolare per infortunio, si è fiondato sull’argentino chiudendo l’accordo in meno di 48 ore. Al suo posto in nerazzurro arrivò Nzola, e tutti sappiamo com’è andata, con l’interruzione del prestito a dicembre.
MATIC, L’ESPERIENZA CHE SERVIVA – In mezzo al campo serviva fosforo, leadership e “pelo sullo stomaco”. Matic rappresentava l’usato sicuro, l’uomo capace di gestire i ritmi nei momenti di tempesta. Avrebbe fatto coppia con Aebischer rendendo il centrocampo nerazzurro granitico. Nonostante i contatti avanzati, il Pisa non riuscì a chiudere. Qui però il Pisa aveva fatto tutto bene, ma in questo caso, forse, ha pagato lo scarso appeal. Il club toscano aveva infatti avviato un contatto diretto con Matic, culminato in una videochiamata che aveva lasciato sensazioni molto positive tra le parti. Il giocatore era rimasto colpito dall’incontro con il direttore sportivo del Pisa, Davide Vaira, e con il presidente Giuseppe Corrado. A far pendere la bilancia in favore del Sassuolo è stato però l’incontro di persona con Fabio Grosso e con l’amministratore delegato Giovanni Carnevali. A quanto pare non fu l’unico motivo. In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Matic confermò tutto. “Mi ero sentito col Pisa e mi aveva convito il progetto, ma poi ricevetti una chiamata dal Sassuolo. Una bella riunione a Milano con Giovanni Carnevali e Fabio Grosso mi convinsero. Mi hanno spiegato come funziona il club, l’importanza dei giovani. E poi ho visto lo splendido centro sportivo. Quando finirà la stagione, ci parleremo di nuovo. Il Sassuolo sa che se lo sono felice non ho problemi ad andare avanti”. Non solo dunque i colloqui con Carnevali e Grosso, ma anche il centro sportivo, determinante per attrarre calciatori importanti. Forse quest’anno, tra le tante sliding doors, è mancato anche e soprattutto questo. Il Pisa sta accelerando sulla costruzione dell’avveniristico centro sportivo, ormai nel vivo dei lavori, attirando anche sponsor importanti e un pool di banche che ha sottoscritto il progetto, iniettando importanti finanziamenti, che affiancano quelli di patron Knaster. Il centro sportivo è importante e a dirlo è stato proprio un calciatore della levatura del serbo. Al suo posto anche se in un ruolo diverso, è arrivato Cuadrado come uomo di esperienza e, anche in questo caso, tutti sappiamo com’è andata.



