Alla cerimonia per la cittadinanza onoraria a Romeo, Adolfo Anconetani critica il rapporto con i tifosi e si augura un ritorno di una proprietà pisana. Matteo Anconetani contro il naming dell’Arena.
Il conferimento della cittadinanza onoraria a Romeo Anconetani diventa anche l’occasione per una critica alla proprietà del Pisa. A sollevarla è la famiglia del Presidentissimo, con due interventi che toccano il rapporto tra società e tifosi e il nome dello stadio.
Il figlio Adolfo Anconetani esprime un giudizio netto sulla distanza che, a suo avviso, si è creata tra il club e la sua gente. “Il rapporto tra tifo e società al momento è nullo. Bisognerebbe essere più comprensivi nei confronti dei tifosi”, ha detto. Parole che chiamano in causa la capacità della società di ascoltare la piazza. Adolfo guarda poi alla proprietà, auspicando per il futuro un ritorno di imprenditori del territorio alla guida del club: “Spero che in futuro possano tornare anche proprietari pisani al Pisa, ci sono tre o quattro famiglie importanti in città”. E ancora: “La passione si fa con il cuore, che sta mancando, e non solo con i soldi”. Per il figlio di Romeo, dunque, l’impegno economico non basta a costruire il legame con la tifoseria. Serve anche una partecipazione che, nelle sue parole, oggi viene meno.
Il nipote Matteo Anconetani ha invece concentrato l’attenzione sul nome dello stadio, rivolgendo un richiamo anche al mondo dell’informazione. “Lo stadio di Pisa si chiama Arena Garibaldi Romeo Anconetani, non me ne voglia la famiglia Lacorte, ma anche i giornalisti dovrebbero scriverlo, dire le cose come stanno”, ha detto.


