Due giorni di riposo per il Pisa dopo il pareggio contro il Sudtirol. La squadra di Paolo Bianco ripartirà martedì e approfitterà della sosta del campionato per recuperare energie e preparare la ripresa, quando i nerazzurri saranno attesi dalle sfide contro Empoli e Modena. Ma soprattutto sarà il momento di affrontare i problemi emersi nelle ultime settimane, culminati nel 2-2 dell’Arena col Sudtirol, sempre più bestia nera dei nerazzurri.
LA DIFESA. Il primo nodo riguarda ovviamente la tenuta difensiva. Diciassette reti incassate in undici giornate, appena due partite senza subire gol e sette reti concesse nelle ultime tre gare. I problemi sono sia individuali sia collettivi. La crescita di Primasso è una buona notizia, ma il reparto deve ritrovare sicurezza.
IL CENTROCAMPO E IL POSSESSO. Contro il Sudtirol il Pisa ha perso troppe seconde palle, lasciando agli avversari il controllo del gioco. Loyola ha vissuto una giornata negativa, Correia non è riuscito a incidere e la squadra ha spesso cercato la verticalizzazione senza preparare l’azione adeguatamente. Bianco dovrà lavorare sulla gestione dei ritmi, cercando maggiore equilibrio tra recupero del pallone e costruzione.
LE SCELTE TATTICHE. L’impiego di Marras come quinto destro offre qualità offensiva, ma impone sacrifici nella copertura. Anche il passaggio al 4-4-2 durante la ripresa ha mostrato soluzioni interessanti, ma è durato il tempo di passare in vantaggio. La sosta permetterà di valutare alternative e meccanismi, compreso l’impiego dei giocatori finora meno utilizzati che, altrimenti, potrebbero essere persi.
LA CONCRETEZZA. Il Pisa continua a trovare la rete, ma spreca occasioni importanti e fatica a trasformare il possesso in azioni realmente pericolose. Tramoni e Leris hanno fatto la differenza contro gli altoatesini, mentre altri elementi offensivi non sono riusciti a incidere. Serve maggiore precisione nell’ultimo passaggio e nelle conclusioni, ma anche una manovra meno dipendente dalle iniziative individuali.
LA TESTA. È forse l’aspetto più delicato. Bianco ha parlato di fretta e poca lucidità. Caracciolo è andato oltre, indicando nell’ansia e nella paura due fattori che stanno frenando la squadra. Il capitano ha richiamato tutti all’attitudine, alla consapevolezza e all’umiltà. Non basta cambiare modulo se poi, nei momenti decisivi, i giocatori perdono tranquillità. Addirittura, come detto da Bianco, se poi l’Arena che incoraggia gli stessi ragazzi finisce invece per diventare dannosa, non per colpa del pubblico, ma per colpa della di una tensione che sta divorando gli stessi giocatori dall’interno.
LA RIPARTENZA. Quattro gare senza vittorie iniziano a essere problematiche, anche sul piano della fiducia. La sosta deve offrire a Bianco il tempo per lavorare, ma la fretta dopo 11 giornate inizia a essere anche un nemico pe ril Pisa. Empoli e Modena saranno due verifiche importanti.
UNO SGUARDO A GENNAIO – La sosta inoltre sarà importante proprio per capire dove si può intervenire davvero. Io continuo a pensare che Bianco abbia più meriti di quanti oggi gli vengano riconosciuti. Questo non significa assolverlo, ma nemmeno attribuirgli problemi che potrebbero essere strutturali, dunque colpa allora di cattive valutazioni tanto di Corrado, quanto di Gabbanini. E se lo fossero, a gennaio sarà la società a dover dare una risposta concreta.


