Il pareggio contro il Sudtirol lascia più preoccupazioni che certezze. Il Pisa passa due volte in vantaggio, ma si fa raggiungere in entrambe le occasioni, confermando difficoltà che ormai non possono essere considerate semplici episodi e sono diventati un problema strutturale. Quattro partite consecutive senza vittorie sono un segnale da non sottovalutare. La squadra di Bianco sta rendendo al di sotto delle proprie possibilità e la classifica comincia a diventare scomoda. Il problema è anche la gestione complessiva della partita, nell’incapacità di controllarne i ritmi e nella frenesia che accompagna troppe scelte. E il primo avversario da battere sembra essere diventato proprio la paura, l’ansia da prestazione che, insieme alla frenesia, ha portato poca lucidità in diverse fasi del match.


La mossa Marras e un equilibrio mai trovato. Bianco sceglie Marras come quinto di destra, una soluzione studiata da tempo e già sperimentata contro Monaco e Avellino. L’idea è aumentare il potenziale offensivo, ma non funziona a dovere perché il Sudtirol gioca una partita intelligente, pressa con intensità e conquista molte seconde palle. Il Pisa arriva frequentemente in ritardo, soprattutto quando deve recuperare posizione dopo aver perso il possesso. Primasso, protagonista di un salvataggio sulla linea e di altre chiusure importanti, è uno dei pochi a garantire continuità.

Angori si dispera in Pisa-Sud Tirol (Foto Gabriele Masotti)

Le individualità non bastano a nascondere gli errori. Il gol di Tramoni, nato da un recupero e da un grande assist di Leris, è la dimostrazione della qualità che questa squadra possiede. Ma basta poco per vanificare tutto. Il primo pareggio nasce da un’incomprensione tra Pittarello e Confente, con il portiere anticipato dal compagno e Vasic libero di segnare. Un episodio che riapre anche le riflessioni sul rendimento di Confente, finora spesso difeso, ma protagonista di alcune incertezze preoccupanti. A difenderlo però è ancora il mister che attribuisce la colpa dell’errore a Pittarello. Effettivamente l’attaccante toglie il pallone dalle mani del portiere, ma sicuramente è mancata la comunicazione poiché questi episodi non dovrebbero capitare. Sul secondo gol, invece, manca la marcatura dopo una spizzata in area. Due situazioni differenti, accomunate da un deficit di attenzione. L’ennesimo.

Un Pisa che vive di fiammate. Nella ripresa il Sudtirol gestisce il pallone con maggiore continuità, mentre i nerazzurri faticano a costruire azioni organizzate. Il passaggio al 4-4-2 porta qualche beneficio e il gol su colpo di testa di Leris sembra poter cambiare l’inerzia dell’incontro. Ma la squadra non riesce a consolidare il risultato. Anche il successivo ritorno alla difesa a tre non evita il 2-2. Ormai è una costante ricerca di un equilibrio che ancora manca. E gli episodi arbitrali, compreso il possibile rigore su Rao, non possono spiegare da soli l’ennesima occasione sprecata.

Il punto centrale è nelle parole di Caracciolo. Il capitano ha individuato un problema che va oltre gli schemi: “Dobbiamo liberarci dall’ansia perché la paura ci sta un po’ frenando”. È probabilmente la considerazione più importante del dopogara. Caracciolo ha parlato anche di attitudine, consapevolezza e umiltà, sottolineando come il Pisa si lasci trascinare dagli eventi. Una sorta di ansia da prestazione. Bianco ha riconosciuto la fretta di verticalizzare e gli errori nella gestione del pallone, pur difendendo la prestazione senza possesso. Su quest’ultimo aspetto però restano dubbi evidenti: il Sudtirol ha spesso imposto il proprio ritmo e messo in difficoltà il centrocampo nerazzurro, e in generale in fase di non possesso la squadra è sempre arrivata in ritardo e difficilmente ha fatto adeguato filtro tra i reparti.

La sosta deve segnare un cambiamento. Il Pisa ha individualità importanti, ma oggi non riesce a trasformarle in una prestazione collettiva convincente. Tramoni, Leris e Primasso rappresentano le note positive di una giornata complessivamente negativa. Servono però maggiore compattezza, attenzione e soprattutto serenità. Anche la Curva Nord, attraverso il recente comunicato, ha chiesto un atteggiamento diverso rispetto alla passata stagione. Il nuovo corso societario porta inevitabilmente aspettative e responsabilità. Alla ripresa ci saranno Empoli e Modena, due appuntamenti che richiederanno risposte concrete. Perché questa squadra ha i mezzi per fare meglio, ma deve dimostrarlo sul campo. E, come ha lasciato intendere Caracciolo, il primo avversario da battere sembra essere diventato proprio la paura.

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.