Diciassette gol subiti in undici giornate. Una media di 1,55 reti incassate a partita e la sestultima difesa della Serie B. Il 2-2 contro il Sudtirol ha riportato prepotentemente al centro dell’attenzione le difficoltà del reparto arretrato, incapace di garantire continuità e soprattutto di difendere il risultato nei momenti decisivi.
Dal Palermo al Sudtirol, sette gol in tre partite. Nelle ultime partite (ovvero 270 minuti) i nerazzurri hanno subito ben 7 reti. Ben tre reti dal Palermo, due dall’Avellino e altre due dal Sudtirol. In totale, il Pisa ha mantenuto la porta inviolata soltanto due volte su undici. Ha subito almeno due gol in cinque partite e, soprattutto, ha incassato dodici delle diciassette reti complessive all’Arena. Un dato significativo, perché proprio davanti al proprio pubblico la squadra ha concesso il 70,6% dei gol subiti.

Il caso Confente-Pittarello. Il primo gol del Sudtirol è forse l’immagine più rappresentativa delle insicurezze nerazzurre. Sul pallone messo in area da Vasco Lopes, Pittarello anticipa l’uscita di Confente, lasciando la porta libera per Vasic. Bianco ha individuato nell’intervento dell’attaccante l’errore decisivo. Forse un problema di comunicazione tra i due giocatori, in una situazione che avrebbe richiesto maggiore coordinamento? Forse Pittarello pecca per eccesso di generosità, ma la frittata ormai è fatta. Anche sul secondo pareggio la difesa si fa trovare impreparata. Dopo una spizzata in area, Vasic riesce a concludere senza un’opposizione adeguata. Ancora una volta il Pisa concede una rete evitabile, pochi minuti dopo essere passato in vantaggio.
Non è soltanto un problema dei difensori. Le difficoltà nascono spesso più avanti. Il centrocampo perde seconde palle, la squadra si allunga e gli avversari riescono a ripartire con troppa facilità. La scelta di schierare Marras come quinto destro aumenta la qualità offensiva, ma richiede coperture e movimenti che contro il Sudtirol non hanno sempre funzionato. In questo quadro spicca la prestazione di Primasso, autore di un salvataggio sulla linea e di altre chiusure decisive. Il giovane difensore, è ormai una mosca bianca e sta dando risposte importanti, ma non può essere lui da solo a compensare le carenze collettive.
L’attitudine prima ancora degli schemi. È Antonio Caracciolo a individuare un altro aspetto fondamentale: “Ci vuole l’attitudine con cui fai le cose che cambia tutto”. Il capitano aveva infatti spiegato ieri sera in conferenza stampa che la squadra è migliorata nella compattezza rispetto alla prima parte della stagione, ma ha anche riconosciuto che l’ansia sta frenando i giocatori. È questa la contraddizione del Pisa: una formazione che in alcune situazioni riesce a difendere con ordine, ma che perde lucidità non appena cambiano le condizioni della partita.


