Paolo Bianco è il nuovo allenatore del Pisa. Dopo il blitz della triade Knaster-Gabbanini-Corrado che lo ha strappato al Monza l’accordo con il tecnico aprirà ufficialmente un nuovo capitolo della storia nerazzurra, ma per capire a fondo il tecnico bisogna scorrere i fili di una trama ricca di sliding doors e legami profondi. Tra contatti e parallelismi, filosofie di gioco che richiamano illustri ex e vecchie conoscenze pronte a riabbracciarlo a Pisa, l’avventura in nerazzurro di Bianco inizia sotto il segno del destino.
SCELTA DI PRINCIPIO – Una scelta di principio da parte del tecnico, che ha lasciato una squadra lanciata e neopromossa in Serie A per rimettersi in gioco in Serie B. Divergenze legate alla gestione del periodo successivo alla promozione in Serie A con i brianzoli perché l’allenatore pugliese avrebbe gradito un confronto più rapido e una maggiore condivisione delle strategie future da parte della società e per oltre una settimana dopo il ritorno nella massima serie Bianco non avrebbe avuto contatti diretti con i vertici del club. Una situazione che avrebbe portato il tecnico a ritenere non più presenti le condizioni necessarie per proseguire il proprio percorso sulla panchina biancorossa. Motivazioni ben diverse rispetto a quelle che hanno portato invece, Inzaghi, a lasciare il Pisa la scorsa stagione andando a Palermo, con la differenza che Bianco non ha messo in piazza nulla, ma anzi si è comportato in maniera trasparente.
IL BOTTA E RISPOSTA CON INZAGHI – Destini incrociati quelli di Bianco e Inzaghi. Uomo tutto di un pezzo, Paolo Bianco. Pensate che prima di un incontro tra Monza e Palermo, lo scorso anno, verso ottobre, il tecnico replicò a una provocazione di Inzaghi dicendo: “Non me ne voglia Pippo Inzaghi, visto che lui è abituato a parlare spesso degli altri, ha la squadra più forte e costruita per vincere il campionato. Dopo anni che ci prova sono loro che devono andare in Serie A. Noi ci siamo ritrovati in Serie B ed è stato molto difficile motivare questi ragazzi all’inizio e siamo partiti in ritardo. Non sono d’accordo con quelli che dicono che quando una squadra retrocede ha avuto un vantaggio dalla partecipazione in Serie A. Bisogna ritrovarsi in queste situazioni, il Palermo è la squadra che deve vincere il campionato, altrimenti Inzaghi non sarebbe andato a Palermo”. Concetti, tra l’altro, ben applicabili anche al Pisa attuale, a chi sa leggere attentamente. Dall’altra parte un errore che Inzaghi pagò caro anche successivamente prima della semifinale col Catanzaro quando, per dichiarazioni simili, galvanizzò la squadra di Aquilani alla vigilia del match, poi perso.
LA CREATURA DI VAIRA E L’ALLIEVO DI ALLEGRI – Paolo Bianco è stato senza dubbio anche una “creatura” di Davide Vaira perché l’ex direttore sportivo del Pisa lo volle fortemente e difese come suo uomo di fiducia sulla panchina del Modena. Vaira ha puntato su Bianco per la stagione di Serie B 2023-2024, affidandogli la guida della prima squadra. Fu la prima esperienza tra i “big” come allenatore perché, al di là dell’esperienza con Siracusa e Sicula Leonzio, fu poi collaboratore tecnico di De Zerbi, ma soprattutto di Allegri, altro grande ex del Pisa. Entrambi, Vaira e Bianco, condividevano un passato professionale recente nei quadri della Juventus (Vaira fu uomo mercato in bianconero). Questa sintonia ha spinto il ds a sceglierlo, difendendolo anche quando la contestazione della piazza si faceva accesa per via dei risultati altalenanti. Dopo un buon girone d’andata i risultati però, alla fine hanno avuto una flessione e il tecnico, con la squadra tredicesima, è stato esonerato. Ma i due sono sempre rimasti in ottimi rapporti.

VURAL E LUSUARDI – I fili del destino, si sa, nel calcio si intrecciano spesso nei modi più inaspettati. Legami con Pisa, dicevamo. All’Arena Garibaldi, infatti, il tecnico ritroverà due vecchie conoscenze del suo recente passato: Lusuardi e Vural, specialmente quest’ultimo, divenuto di fatto uno dei giocatori chiave del Frosinone del 2024-25 nell’impresa che abbiamo ricordato e raccontato ieri su queste pagine. Se il centrale brasiliano rappresenta un giocatore da rilanciare, quando si sarà rimesso dall’operazione, i fari sono tutti puntati sul talento turco. Proprio Vural, sotto la gestione Bianco, ha compiuto il definitivo salto di qualità, trasformandosi nell’architetto del centrocampo del Frosinone 2024-25 nelle ultime gare del torneo, capace di prendere per mano la squadra e trascinarla in quella miracolosa impresa.



