Mancano ancora un paio di giorni alla fine del calciomercato, ma il grosso è stato fatto e, prima ancora della nostra consueta mega analisi alla chiusura della finestra delle trattative, come sempre su Sestaporta, diamo uno sguardo alle cifre di un’estate di affari. Il Pisa ha cambiato molto senza rinunciare alla sostenibilità economica. La società ha investito per rinforzare la squadra affidata a Paolo Bianco, ma ha anche chiuso diverse cessioni importanti. Il risultato, almeno sulla base delle cifre conosciute, è un mercato finanziato interamente dalle uscite e con un saldo positivo.
LE CIFRE DELLE SPESE – I numeri devono essere letti con una certa prudenza. Commissioni, premi alla firma, ingaggi e modalità di pagamento non sono sempre pubblici. Lo stesso vale per i bonus, che potrebbero maturare soltanto nei prossimi mesi o nelle prossime stagioni. Limitandosi alla parte fissa, il Pisa ha investito circa 13,4 milioni di euro per gli acquisti della prima squadra. La spesa maggiore è stata quella per Omar Correia, valutato circa 3,5 milioni. Seguono Marras, acquistato per 2,8 milioni, Ferrah e Pittarello, costati intorno ai 2 milioni ciascuno, e Zanon, arrivato per 1,6 milioni. Il prestito di Rao è costato un milione, mentre per Confente sono stati versati circa 500 mila euro. Quasi simbolica, invece, la cifra pagata per Leone, arrivato dalla Juve Stabia per mille euro. Dal calcolo restano esclusi il valore attribuito a Petagna nello scambio con il Monza e l’investimento, mai comunicato, per il giovane Carnaroli. Considerando i bonus, Marras può arrivare a 3,1 milioni, Pittarello a 2,5 e anche l’operazione Correia prevede ulteriori premi. L’impegno complessivo può quindi superare i 14 milioni.
LE CIFRE DELLE CESSIONI – Ancora più significativo è il capitolo delle cessioni. Le parti fisse conosciute superano già i 22 milioni di euro. Durosinmi ha portato nelle casse nerazzurre 10,5 milioni, Lind 3,2, Aebischer 3,5, Touré 2,3 oltre al cartellino di Petagna, Semper circa 1,3 e il prestito oneroso di Meister un altro milione e mezzo. A queste somme bisogna aggiungere il corrispettivo, inferiore ai 500 mila euro, incassato per Beruatto e le cifre non rese note relative ad altre operazioni. Con i 200 mila euro di bonus previsti dall’accordo con l’Union Berlino, anche la cessione di Aebischer può salire a 3,7 milioni.
SALDO POSITIVO – Il saldo costruito sulle cifre disponibili è dunque positivo per almeno otto-nove milioni di euro, prima di considerare commissioni, stipendi e valore contabile dei cartellini. Un margine che potrebbe aumentare sensibilmente. Per Lind sono previsti altri 1,5 milioni di bonus e il 20% sulla futura rivendita. Durosinmi può arrivare a 11 milioni, oltre al 10% su un eventuale nuovo trasferimento. Meister, se riscattato dal Derby County, potrebbe invece garantire altri 9 milioni, più bonus e una percentuale superiore al 20%. Anche le partenze di Stojilkovic, Mlakar, Durmush e Sapola possono produrre nuovi incassi attraverso i rispettivi diritti di riscatto. Tra le singole operazioni, quella di Touré appare la più vantaggiosa. Arrivato a titolo definitivo nel 2021, dopo cinque stagioni ha lasciato al Pisa 2,3 milioni e il cartellino di Petagna. La cessione più ricca resta quella di Durosinmi, mentre Meister rappresenta l’affare con il maggiore potenziale futuro.
C’E’ ANCHE IL PARACADUTE – il Pisa ha finanziato gli acquisti attraverso le cessioni, mantenendo un ampio margine positivo. Un risultato importante dopo i costi sostenuti in Serie A e la riduzione dei ricavi provocata dalla retrocessione. A questo si aggiungono i circa 10 milioni di paracadute, che non fanno parte del calciomercato ma rafforzano ulteriormente i conti della stagione. La società è riuscita anche a evitare una svalutazione generale della rosa. Salvo alcune eccezioni, come Aebischer, molti giocatori sono stati ceduti in equilibrio rispetto all’investimento iniziale oppure producendo un guadagno immediato o potenziale. Il Pisa, quindi, ha rinforzato la squadra senza intaccare le proprie risorse. Un risultato tutt’altro che scontato dopo una retrocessione.



