E’ passata più di una settimana dall’ultima giornata di campionato contro la Lazio. Il dolore degli ultimi mesi è stato un blocco di cemento sullo stomaco. La retrocessione brucia e continuerà a farlo, inutile girarci intorno, e il silenzio che abbiamo invocato per la ricostruzione serve anche a smaltire la delusione di un verdetto amarissimo. Ma il calcio ha una memoria strana. Tra un po’ di tempo, quando le cicatrici di questa stagione si saranno trasformate in semplici statistiche e l’Arena Garibaldi starà vibrando per altre battaglie, ci volteremo indietro. E quel giorno, superata la rabbia, ci accorgeremo che in questo anno disgraziato abbiamo comunque vissuto alcuni momenti che ci scalderanno ancora il cuore, ci sarà qualcosa che ci porteremo dentro. Perché la Serie A, dopo averla rincorsa per oltre tre decenni, ci ha anche regalato dei frammenti di pura identità pisana. Ho selezionato sei cartoline di questa stagione: sei ricordi da custodire in un cassetto, per quando saremo pronti a riaprirlo.
Il battesimo di Bergamo: quel 24 agosto da leoni
C’era l’ansia del debutto, il timore di essere gli invitati di pietra nel salotto buono del calcio italiano, a casa di coloro che avevano anche vinto un’Europa League. Invece, quel 24 agosto, il Pisa scese in campo a Bergamo con la bava alla bocca. L’1-1 finale contro l’Atalanta fu il nostro primo, storico punto in classifica, ma anche la dimostrazione che potevamo starci. Quella sera abbiamo capito che il Pisa era tornato, ed era un Pisa bellissimo e coraggioso.

Pisa-Roma 0-1: il brivido del ritorno della Serie A all’Arena
Il tabellino dice che abbiamo perso, ma la cronaca non racconterà mai l’elettricità che si respirava in città nei giorni precedenti. Il ritorno ufficiale della Serie A sul prato dell’Arena Garibaldi, contro la Roma, è stato un momento quasi mistico per chi ha vissuto gli anni bui della C2 e dei fallimenti. La corsa contro il tempo per riuscire a mettere a norma l’Arena Garibaldi. Quell’uno a zero subito a testa alta, sotto i cielo di un’Arena sold-out e ribollente di passione, ha riallacciato i fili della storia. Eravamo di nuovo lì, nel calcio che conta.
Il Derby con la Fiorentina: 34 anni di attesa in novanta minuti
Un’attesa infinita, tramandata di padre in figlio per ben 34 anni. Lo 0-0 contro la Fiorentina non sarà stata la partita più spettacolare del secolo, anche perché è uno dei tanti ladrocini subiti nella prima parte del campionato, ma l’atmosfera sugli spalti e la tensione agonistica in campo hanno ricordato a tutta Italia cosa sia il vero sapore dei derby toscani nella massima serie. Resta l’illusione di un gol annullato, bellissimo, di Meister, da casa sua. Uscire imbattuti da quel confronto, con la consapevolezza di aver lottato centimetro su centimetro, resta un piccolo pezzo di orgoglio cittadino anche se l’amarezza della mancata vittoria è rimasta cocente per tutto l’anno

L’invasione vietata (ma fiera) di San Siro contro il Milan
Il 2-2 di Milano contro il Milan è stata la notte dell’orgoglio operaio. Una partita giocata contro tutto e tutti, a partire dai discutibili divieti che hanno limitato e complicato la trasferta del popolo nerazzurro. Eppure, chi è riuscito a entrare e i ragazzi in campo hanno spinto il cuore oltre l’ostacolo. Quel pareggio strappato con le unghie nella scala del calcio, contro i giganti rossoneri, rimarrà l’emblema di una squadra che, finché ha avuto benzina e anima, non ha mai avuto paura di nessuno. Fino al 93′ il Pisa la stava portando a casa, poi la rete subita ha fermato il tabellone sul pareggio. Una beffa atroce, ma è stato bello aver fatto paura al diavolo per una sera.

Pisa-Cremonese 1-0: il boato della prima vittoria
Se chiudete gli occhi, potete ancora sentire il boato dell’Arena al triplice fischio. L’1-0 sulla Cremonese ha rappresentato la prima, vera, liberatoria vittoria in questo campionato di Serie A. Peccato che ne sia seguita solamente un’altra in tutto il campionato, il 3-1 sul Cagliari. Tre punti sudati, voluti, difesi strenuamente. È stata la giornata in cui abbiamo assaporato il gusto dolce dei tre punti nell’élite del calcio, una gioia pura che nessuno potrà mai sottrarci. E’ durata poco, ma è stato comunque bello.
La grande illusione: la doppietta di Moreo e il momentaneo 0-2 di San Siro contro l’Inter
Sì, lo sappiamo com’è finita: sei gol sul groppone e una serata tramutata in un incubo sportivo. Ma provate a cancellare l’epilogo e congelate per un attimo l’immagine dei primi venti minuti. Il Pisa che si porta sul momentaneo 0-2 a San Siro contro l’Inter che sarebbe poi diventata campione d’Italia. Per un quarto d’ora abbondante, il settore ospiti è impazzito, sotto il nuovo coro cantato dai tifosi “Lotta ancora, oggi come allora, per la nostra storia, noi saremo sempre qua”. La città davanti alla TV ha toccato il cielo con un dito e abbiamo vissuto una clamorosa, bellissima e folle illusione. È finita male, d’accordo, ma quel brivido lungo la schiena è stato reale. E ce lo teniamo stretto.



