Il Pisa cerca la terza vittoria consecutiva, ma guai a pensare già al derby con la Fiorentina. Serviranno pazienza, carattere e un’Arena pronta a spingere.
Il pomeriggio di Castellammare ha segnato la memoria di questa squadra e del pubblico. Per il risultato, netto e meritato, ma anche soprattutto per quello che è successo a Rosen Bozhinov. Il Pisa ha avuto paura per il proprio compagno, si è stretto attorno al compagno e poi ha trovato la forza per tornare a giocare. Da quel momento è diventato ancora più squadra. Ha dominato, ha segnato tre gol e ha continuato a pressare fino alla fine.
Adesso, però, bisogna voltare pagina. Contro la Virtus Entella saranno novanta minuti da affrontare con la massima concentrazione.
È una partita trappola. Lo dicono i numeri, ma soprattutto lo dice il modo in cui l’Entella arriva all’Arena. Un punto in tre giornate può portare qualcuno a pensare a un avversario in difficoltà. Sarebbe l’errore più grave. La squadra di Chiavari è aggressiva, concede poco e prova a giocare. Ha un gruppo che lavora insieme da tempo e due attaccanti come Forte e Corona che conoscono bene la categoria. Verrà a Pisa senza avere niente da perdere, pronta a chiudere gli spazi e a sfruttare ogni disattenzione.
Il Pisa dovrà essere maturo. Dovrà avere pazienza se il gol non arriverà subito. Non dovrà farsi prendere dalla frenesia e neppure pensare che basti presentarsi in campo con il peso del pronostico dalla propria parte. In Serie B non funziona così. Lo abbiamo già visto contro il Padova e lo ha ricordato anche Paolo Bianco: “in questa categoria basta un episodio per cambiare una partita”.
La frase più importante pronunciata dal tecnico alla vigilia è un’altra. “Questa squadra si era abituata a perdere e ora deve abituarsi a vincere”. In queste parole c’è tutto il percorso che il Pisa sta provando a compiere. La retrocessione e le nove sconfitte consecutive della scorsa stagione avevano lasciato delle ferite. Non potevano sparire in poche settimane. Serviva ricostruire fiducia, ritrovare il piacere di giocare e tornare a credere che ogni partita potesse essere vinta. Ora però il Pisa sta attraversando appieno questo percorso.

Da Empoli a Castellammare si è vista una crescita costante. Contro il Padova il Pisa ha perso una gara che non meritava di perdere. Con il Catanzaro ha creato tanto, ha rimontato e ha conquistato i primi tre punti. Al Menti, invece, ha comandato dall’inizio alla fine. Ha segnato anche negli ultimi minuti, dimostrando di esserci con le gambe e con la testa.
Ora serve un altro passo.
Una vittoria contro l’Entella avrebbe un valore che andrebbe oltre la classifica. Sarebbe la terza consecutiva, un risultato che manca da circa un anno e mezzo. Ma soprattutto confermerebbe che la strada intrapresa è quella giusta. Vincere aiuta a vincere. Restituisce sicurezza, fa crescere i giovani e permette anche a chi entra dalla panchina di sentirsi parte di qualcosa.
Bianco dovrà fare i conti con le assenze di Bozhinov, Marras ed Esteves. Torna Moreo, anche se difficilmente sarà impiegato dall’inizio. Pittarello può avere la sua prima occasione da titolare, mentre Calabresi sembra pronto a guidare una difesa che potrebbe tornare a tre. Ma il Pisa dovrà soprattutto conservare la fame mostrata nelle ultime due partite.
Anche l’Arena avrà il suo compito. Alla Fiorentina penseremo dopo. Al turnover, ai biglietti e a un derby atteso ci sarà tempo per dedicare ogni pensiero. Prima c’è una partita che vale tre punti. Una di quelle meno affascinanti sulla carta, ma capaci di dire molto sul futuro di una stagione.
Il Pisa ha tracciato la sua strada. Adesso deve continuare a percorrerla, con la testa bassa e senza sentirsi arrivato. Perché l’appetito viene mangiando, ma soltanto se nessuno dimentica quanta fatica sia servita per tornare ad avere fame.


