Il Padova sarà il primo avversario del Pisa nel campionato di Serie B 2026-2027, domenica 23 Agosto all’Arena Garibaldi. Una squadra che arriva all’appuntamento dopo una stagione positiva e con una rosa profondamente ritoccata. I biancoscudati hanno cambiato allenatore, affidandosi ad Antonio Calabro, e sul mercato hanno inserito diversi giocatori già pronti per la categoria. Il primo test ufficiale, la Coppa Italia contro l’Udinese, si è chiuso con una sconfitta di misura che ha però lasciato indicazioni incoraggianti.

VOGLIA DI CRESCERE – Il punto di partenza è la scorsa stagione. Il Padova era tornato in Serie B dopo sei anni di assenza, al termine di una cavalcata in Serie C chiusa con 86 punti, 26 vittorie, 8 pareggi e appena 4 sconfitte. Un campionato vinto davanti al Vicenza con 65 gol segnati e soltanto 24 subiti. Al primo anno tra i cadetti i veneti non si sono limitati a difendere la categoria: hanno chiuso al decimo posto con 46 punti, frutto di 12 vittorie, 10 pareggi e 16 sconfitte. Il percorso non è stato però lineare. Andreoletti, tecnico della promozione, è stato esonerato a Marzo dopo quattro sconfitte consecutive. Al suo posto è arrivato Roberto Breda, che ha portato la squadra alla salvezza diretta. Il momento decisivo è arrivato il 1° Maggio contro il Pescara: Sorrentino ha parato un rigore al 79′, poi Pastina ha segnato al 94′ il gol dell’1-0 che ha regalato la permanenza in Serie B. Il Padova ha così trasformato una stagione partita con l’obiettivo della salvezza in un campionato chiuso nella parte centrale della classifica. In estate è arrivato un altro cambio. La società ha scelto Antonio Calabro, sotto contratto fino al 2028. Un tecnico che conosce bene la categoria e soprattutto le squadre costruite senza grandi proclami: con la Carrarese aveva conquistato la promozione dalla Serie C e poi due salvezze consecutive in B. È anche per questo che il Padova può presentarsi ai nastri di partenza come una delle squadre potenzialmente in grado di andare oltre un semplice campionato di mantenimento. Il decimo posto dello scorso anno ha creato una base, il mercato ha provato ad alzare ulteriormente il livello.

IL CALCIOMERCATO – Sul mercato il Padova si è mosso parecchio. Tra le operazioni principali ci sono il riscatto di Alessandro Sorrentino dal Monza, gli arrivi di Bordoni dalla Lazio, Zanimacchia dalla Cremonese, Lovato, Cocchi dall’Inter, Zuelli dalla Carrarese e Carissoni dalla Juve Stabia. Nel corso dell’estate si sono aggiunti anche Alessandro Dellavalle dal Torino, Marco Pompetti dal Catanzaro e Simone Scaglia. Sul fronte delle partenze, la tabella di mercato registra tra le altre quelle di Penta e Castegnaro all’Arzignano e Tumiatti al Mestre. Per il Pisa ci sono diversi incroci interessanti. Il primo riguarda Emanuele Zuelli, acquistato a titolo definitivo dalla Carrarese e legato al Padova fino al 2030. Il centrocampista è un ex nerazzurro: arrivò a Pisa dalla Juventus nella sessione invernale del 2023 e raccolse cinque presenze in Serie B prima di trasferirsi alla Carrarese. Proprio con Calabro ha poi trovato continuità e conquistato la promozione. A Padova è stato preso per giocare davanti alla difesa, da pivot del centrocampo. Altro nome conosciuto dalle parti dell’Arena è Matteo Cocchi. Il Pisa aveva lavorato concretamente sul classe 2007 dell’Inter nelle prime settimane del mercato, cercando una formula che prevedesse il diritto di riscatto. Alla fine l’esterno ha scelto Padova, dove è arrivato in prestito con diritto di opzione e contro-opzione a favore dell’Inter. È uno dei giovani sui quali il club veneto punta maggiormente. E gli incroci potrebbero non essere finiti. Il Padova sta ancora cercando un attaccante e tra i nomi seguiti c’è Gabriele Artistico della Lazio, altro giocatore valutato dal Pisa nelle scorse settimane. Nelle ultime ore i veneti stanno cercando l’intesa per l’ex Spezia. Rimane aperta anche la pista Walid Cheddira, mentre nel quadro delle trattative compaiono De Luca della Cremonese, Giorgini della Juve Stabia, Harder della Fiorentina e Kamate dell’Inter Under 23. Proprio il reparto offensivo può rappresentare l’ultimo salto di qualità della rosa di Calabro.

LA SCONFITTA IN COPPA ITALIA – Il primo esame vero della stagione è arrivato a Ferragosto. Al Bluenergy Stadium il Padova è stato eliminato dalla Coppa Italia dall’Udinese, vittoriosa 1-0 con un gol di Keinan Davis al 35′ del primo tempo. Calabro ha schierato un 3-5-2 con Sorrentino in porta; Dellavalle, Sgarbi e Pastina in difesa; Carissoni, Pompetti, Zuelli, Fusi e Zanimacchia a centrocampo; Lasagna e Caprari davanti. Una formazione che mostra già il peso avuto dal mercato estivo nella costruzione del nuovo Padova. La partita è rimasta bloccata per buona parte del primo tempo. L’Udinese ha gestito maggiormente il pallone, senza però costruire molte occasioni. Zaniolo ha provato più volte a trovare spazio sul sinistro, quindi al 35′ è arrivato l’episodio decisivo: Solet ha servito Davis in area, l’attaccante si è girato e ha incrociato sul secondo palo battendo Sorrentino. Prima dell’intervallo lo stesso portiere biancoscudato ha evitato il raddoppio fermando Zaniolo. Il Padova ha avuto una grande occasione in apertura di ripresa con Bortolussi, entrato al posto di Lasagna, ma l’attaccante non è riuscito a indirizzare verso la porta il cross basso di Dellavalle. Per buona parte del secondo tempo l’Udinese ha controllato, poi i veneti sono cresciuti nel finale. Interessante proprio l’ingresso di Cocchi, subito pericoloso con un pallone messo al centro sul quale Solet è dovuto intervenire. Lo stesso difensore francese ha poi chiuso ancora su Bortolussi. Nel recupero il Padova ha avuto un’ultima possibilità, sempre con Bortolussi, ma il tentativo sul primo palo è terminato fuori. L’Udinese ha passato il turno, ma il Padova è rimasto in partita fino all’ultimo minuto.

CALABRO “Non pensavo fossimo già a questo livello” –  È soprattutto questo l’aspetto che Antonio Calabro ha voluto sottolineare dopo la partita. “Già il fatto che, al cospetto di una squadra di Serie A stabilmente di media classifica, siamo stati in partita fino alla fine, è un segnale importante. Abbiamo concesso poco e creato i presupposti per fare bene”. Il tecnico ha riconosciuto che è mancato qualcosa negli ultimi metri, ma ha promosso soprattutto atteggiamento e personalità. “Onestamente, non pensavo nemmeno io che la squadra fosse già a questi livelli, sia fisici che tattici”. Calabro è rimasto soddisfatto anche delle risposte arrivate dalla panchina. “Sono molto soddisfatto sia di chi ha iniziato, sia di chi è subentrato. Gli ingressi hanno permesso di rialzare il livello di intensità quando la condizione fisica sembrava calare”. C’è però un episodio che il tecnico vuole correggere prima dell’Arena: “Analizzeremo il gol subito perché non mi è piaciuto: con la squadra schierata ci siamo fatti schiacciare troppo in quel momento”. La partita di Udine è stata utilizzata anche pensando direttamente al Pisa. Lovato sarà infatti squalificato alla prima giornata e Calabro ha spiegato di aver scelto volontariamente un assetto difensivo che potesse essere riproposto all’Arena: “Non ritenevo opportuno presentarmi alla sfida contro il Pisa senza aver prima provato un assetto difensivo alternativo”. Anche Lasagna è stato gestito: sostituito all’intervallo per un affaticamento, non è stato rischiato proprio in vista dell’inizio del campionato.

GLI SCONTRI DI UDINE – Fuori dal campo resta invece aperto il caso legato a quanto accaduto prima di Udinese-Padova. Secondo la ricostruzione della Polizia, circa cinquanta ultras padovani hanno raggiunto il parco Ardito Desio, nei pressi della sede degli ultras friulani, mescolandosi agli oltre 800 sostenitori biancoscudati presenti a Udine. Da lì sono partiti lanci di petardi, fumogeni e oggetti contundenti verso la tifoseria dell’Udinese. L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. Dieci sostenitori del Padova sono stati identificati, denunciati per rissa aggravata e colpiti da Daspo da tre a otto anni. Quattro erano già stati destinatari di provvedimenti analoghi. Sono stati sequestrati anche bastoni, mazze, fumogeni e petardi, mentre proseguono gli accertamenti per identificare gli altri partecipanti agli scontri. L’episodio può adesso pesare sulle valutazioni relative alla trasferta di Pisa, con il rinvio della vendita dei biglietti e sicuro obbligo di tessera. Prima dei fatti di Udine, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva già inserito Pisa-Padova tra le gare con profili di rischio: la determinazione dell’11 Agosto prevede la vendita dei biglietti del settore ospiti soltanto ai possessori della fidelity card del Padova, senza un divieto legato alla provincia di residenza. Gli incidenti di Ferragosto sono successivi a quel provvedimento e resta quindi da capire se porteranno a misure ulteriori prima della partita dell’Arena.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.