Parma-Pisa è una partita che lascia poco spazio ad alibi e parole leggere. Non c’è la volontà di sparare sulla croce rossa, ma perdere in questo modo denota una volta per tutte la pochezza di questa squadra a livello tecnico. Dispiace per molti giocatori ai quali ci siamo affezionati, ma quando ti mangi l’ennesimo colpo del Ko e l’avversario ti punisce nel solito modo, non si può salvare nulla. Questa partita però a qualcosa è servita, scopriamo anche perché…
A COSA E’ SERVITO? – Qualcuno contro il Parma ha giocato meglio del previsto, si è vista anche una squadra molto più incisiva, per certi versi. Tutte cose positive, probabilmente con l’influenza anche di avere lo sguardo addosso del nuovo direttore sportivo Gabbanini, il cui compito è quello di valutare la rosa in vista della prossima stagione. Ne nasce una partita dal basso livello per entrambe, nella quale però il Pisa ha fatto molto di più per vincere il match.
OCCASIONI A PIOGGIA TUTTE SPRECATE – Sì, perché sono molte le occasioni nitide avute dal Pisa. A cominciare dalla mezza rovesciata di Vural, stampatasi sulla fronte di Suzuki, proseguendo con i due pali colpiti da Akinsanmiro e Stojilkovic, il secondo dei quali è veramente inconcepibile data la preparazione che aveva avuto il calciatore per fare la migliore cosa possibile. Non va dimenticata anche la ciabattata di Meister su assist di Moreo. Insomma il Pisa le ha avute le opportunità di segnare, ma le ha sprecate tutte contro un Parma al quale onestamente neanche servivano questi punti per la salvezza, anche se ieri è arrivata la matematica.
IL CONFRONTO COL PARMA – Il Pisa ha segnato 24 reti e ha messo a segno 18 punti, mentre il Parma ne ha fatte 25 però avendo 42 punti in classifica. Una enormità in fatto di differenza. Perché è stato possibile questo in campionato? Perché i gialloblu hanno messo in borsa il loro bottino di punti grazie a diverse vittorie 1-0 (ben sei in campionato) e subendo 20 reti in meno del Pisa. Insomma, con il minimo sforzo il Parma si è qualificato per la prossima Serie A.
UNA DORMITA GENERALE – Il gol subito contro il Parma nel finale è ormai emblematico di questo campionato. Ciò che lascia perplessi è la staticità della difesa, che pareva attendesse di subire gol nell’incapacità improvvisa anche di effettuare mercature semplici. Insomma, ancora una volta il Pisa subisce rete nell’ultimo quarto d’ora.
I CAMBI – Ciò si può spiegare anche coi cambi di Hiljemark, come al solito difficilmente comprensibili. Meister è dannoso, Touré ormai non si sa come impiegarlo. E poi l’innesto a dieci minuti dalla fine di Lorran e Cuadrado. Due giocatori che ormai non hanno più niente da dire in questa Serie A. Il brasiliano addirittura fatto prima fuori nelle scorse settimane e rimesso dentro come se niente fosse, il colombiano che ormai attende la fine della stagione per ritirarsi o tornare in patria dov’è cresciuto.
HILJEMARK – Il tecnico ha ragione quando dice che non si può subire gol in questo modo, che è frustrato e che bisogna segnare queste occasioni. Il vero problema però è che per tutto il suo periodo a Pisa, a parte la vittoria col Cagliari, dov’era più facile, ha sempre mortificato i suoi giocatori. In questa città pallonara si sono avuti tanti allenatori mediocri, ma anche buoni tecnici. Tra questi gli esempi di Luca D’Angelo, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, e anche lo stesso Alberto Gilardino. Altra tempra. Prima di scaricare le colpe quotidianamente a questi giocatori sono sicuro che uno di questi tecnici sopra menzionati avrebbe sicuramente fatto qualcosa per proteggere il gruppo. Non adesso perché ormai è troppo tardi, ma quando c’era ancora l’occasione e modo. Nella grande inesperienza di questo allenatore, si ricordi che il calcio è un gioco di squadra e la squadra va protetta.



