Dal 4-3-3 al 3-4-2-1, poi il ritorno alla linea a quattro. Caracciolo perde spazio, mentre Coppola può diventare una risorsa importante

TRE PARTITE, DUE SISTEMI – Il modulo fluido di Paolo Bianco si è evoluto dall’idea estiva che avevamo raccontato a Morgex. Dopo tre giornate di campionato è diventato uno dei tratti più evidenti del nuovo Pisa. Il tecnico ha schierato la difesa a quattro contro Padova e Juve Stabia, passando alla linea a tre nella gara interna con il Catanzaro. Gli uomini sono rimasti in gran parte gli stessi, ma sono cambiate le posizioni e le richieste. Il lavoro era cominciato durante il ritiro di Morgex. Già il 23 Giugno avevamo raccontato su SestaPorta il possibile utilizzo di un sistema capace di trasformarsi durante la partita. Il 19 Luglio avevamo poi parlato apertamente di una difesa “double-face”, costruita per alternare tre e quattro difensori senza perdere identità. E così è andata. In fondo Bianco era stato chiaro fin dalla presentazione: “Si può giocare sia con una difesa a 4 che a 3. È difficile avere uno stesso modulo in tutte le squadre. Nella mia breve carriera ho avuto diverse opzioni e moduli, la squadra deve avere principi precisi e cercare di dominare le gare”. Le prime giornate hanno confermato quelle parole.

LA DIFESA A QUATTRO DELL’ESORDIO – Contro il Padova il Pisa è partito con il 4-3-3. Davanti a Confente c’erano Zanon, Caracciolo, Canestrelli e Léris, adattato sulla fascia sinistra per l’assenza di Angori. Leone agiva davanti alla difesa, con Vural e Loyola ai suoi lati. Marras e Tramoni accompagnavano Petagna. Era una linea a quattro particolare, con un esterno offensivo utilizzato da terzino e Zanon chiamato ad accompagnare con continuità l’azione. Il Pisa ha cercato di tenere il pallone e alzare i laterali, ma la struttura non ha sempre funzionato nelle coperture preventive. Nella ripresa Bianco ha modificato ancora la squadra, chiudendo con il 4-2-3-1 nel tentativo di recuperare lo svantaggio. Quella partita ha segnato anche il primo passaggio delicato per Antonio Caracciolo. Il difensore è stato sostituito all’intervallo da Bozhinov. Nessun problema fisico, come chiarito dallo stesso Bianco: “Antonio non aveva nessun problema fisico. L’ho visto in difficoltà e Bozhinov è entrato bene”.

IL PASSAGGIO ALLA DIFESA A TRE – Una settimana dopo, contro il Catanzaro, Bianco ha cambiato. Fuori un centrocampista e dentro un difensore in più. Il Pisa si è disposto con Calabresi, Canestrelli e Bozhinov davanti a Confente, mentre Zanon e Angori hanno occupato le corsie. Leone e Correia hanno formato la coppia centrale, con Léris e Tramoni alle spalle di Petagna. Il 3-4-2-1 ha dato maggiore libertà agli esterni e ha permesso ai due trequartisti di muoversi senza restare legati alla linea laterale. Angori e Tramoni hanno creato una catena efficace a sinistra, mentre Calabresi ha potuto accompagnare l’azione partendo da braccetto. Il Pisa ha attaccato con diversi uomini, ma ha mantenuto tre giocatori dietro al pallone per proteggersi dalle ripartenze. Il cambio di sistema ha prodotto una delle migliori frazioni giocate finora. Soprattutto nel primo tempo, la squadra ha trovato linee di passaggio pulite e una buona occupazione degli spazi. Non era un 3-4-2-1 rigido. Quando Zanon o Angori si abbassavano, la linea diventava a quattro. Quando Calabresi avanzava, il Pisa portava un uomo in più nella metà campo avversaria.

DI NUOVO A QUATTRO AL MENTI – A Castellammare di Stabia è arrivata un’altra trasformazione. Dieci titolari su undici sono stati confermati rispetto al Catanzaro, ma Bianco ha rinunciato a Zanon per inserire Vural. Calabresi è tornato terzino destro, Angori ha occupato la corsia opposta e Canestrelli ha formato con Bozhinov la coppia centrale. In mezzo al campo Leone, Vural e Correia. Il ritorno al 4-3-3 non ha significato riproporre lo stesso Pisa visto col Padova. Al Menti la squadra ha cercato meno il possesso, fermandosi al 38%, e ha accettato di difendersi più bassa. Ha lasciato il pallone alla Juve Stabia, chiudendo gli spazi e ripartendo. Un altro modo di interpretare lo stesso sistema. Questa è la vera fluidità richiesta da Bianco. Cambiare, sì, il numero dei difensori, ma anche saper modificare atteggiamento.

Caracciolo in azione col Padova (Foto Gabriele Masotti)

CARACCIOLO IN OMBRA – Nel processo di evoluzione si è aperto anche il tema legato ad Antonio Caracciolo. Il capitano ha iniziato il campionato da titolare, ma è stato sostituito dopo 45 minuti contro il Padova ed è rimasto in panchina nelle due giornate successive. Bianco gli ha preferito prima il terzetto Calabresi-Canestrelli-Bozhinov e poi la coppia Canestrelli-Bozhinov. E infine, quando è stato colto da malore il bulgaro, gli ha preferito Coppola. Sarebbe prematuro parlare di una bocciatura definitiva, ma il segnale c’è. La stagione è lunga e Caracciolo conserva esperienza, leadership e capacità di guidare il reparto. In questo momento, però, le gerarchie sono cambiate.

L’OCCASIONE DI COPPOLA – Al Menti è tornato protagonista anche Francesco Coppola. Il classe 2005 è entrato senza riscaldamento dopo il malore di Bozhinov, in un momento complicato sul piano tecnico ed emotivo. Ha risposto con attenzione, personalità e con il gol che ha chiuso la partita. Per Coppola potrebbe essere davvero l’anno giusto. La scorsa stagione era cominciata con la frattura del malleolo mediale e un lungo percorso di recupero. Una volta rientrato ha assaggiato la Serie A, ma senza riuscire a trovare continuità. Anche la preparazione estiva è stata condizionata dall’intervento alla caviglia effettuato al termine dello scorso campionato. Se riuscirà a stare bene e ad allenarsi con continuità, avrà finalmente la possibilità di trasformare il potenziale in minuti veri.

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.