Il Pisa domina, si fa rimontare e trova la forza di reagire. Sei gol, un’Arena infuocata e una squadra che cresce, ma deve ancora imparare a gestire certi momenti.

Una partita che vale più del risultato finale, perché raccontano qualcosa di una squadra, del suo carattere e del punto in cui si trova il suo percorso. Pisa-Palermo è stata una di queste. Novanta minuti e oltre nei quali è successo praticamente di tutto, con i nerazzurri capaci di passare dal paradiso all’inferno e poi di tornare a galla. Il 3-3 dell’Arena Garibaldi lascia inevitabilmente dei rimpianti, ed è giusto che lo faccia, perché da quell’arrabbiatura mister e giocatori sapranno tirare fuori ancora qualcosa di più, ma lascia anche una sensazione che, almeno personalmente, faccio fatica a ignorare: questo Pisa sta crescendo. E forse lo sta facendo più velocemente di quanto ci si potesse aspettare soltanto qualche settimana fa.

IL MIGLIOR PISA DELLA STAGIONE, ALMENO PER UN TEMPO – Partiamo da un dato che mi sembra difficilmente contestabile. Nei primi quarantacinque minuti la squadra di Paolo Bianco ha giocato una partita di altissimo livello, probabilmente la migliore della stagione per intensità, aggressività e qualità delle soluzioni offensive. Il Palermo, una delle formazioni più attrezzate del campionato, è stato costretto soprattutto a difendersi. E anche Inzaghi ha completamente sbagliato il piano gara, facendo più turnover del dovuto. A domanda del collega Nicola Binda, in conferenza stampa, Inzaghi si è dimostrato il solito affettuoso permalosone, rispondendo “non l’ho persa, avevo ragione io”. Il Pisa invece ha comandato il ritmo, ha occupato bene gli spazi e ha avuto il merito di trasformare la propria superiorità in due reti. L’1-0 non è stato un vantaggio casuale. Il 2-0 è stata la conseguenza di un primo tempo nel quale i nerazzurri avevano interpretato la partita esattamente come dovevano, con personalità e senza alcun timore reverenziale nei confronti di un avversario costruito per vincere il campionato. E questo, considerando da dove arrivava il Pisa soltanto poche settimane fa, è senza dubbio alcuno già un elemento importante.

QUEI DICIASSETTE MINUTI UN PO’ PAZZERELLI – Poi arriva il calcio, quello che sfugge alle previsioni e che spesso rende impossibile spiegare una partita soltanto attraverso l’analisi tattica. Tra il 52′ e il 69′ il Palermo segna tre volte e ribalta completamente il risultato. Da 2-0 a 2-3. Una situazione che, dopo quanto visto nel primo tempo, sembrava francamente impensabile. Paolo Bianco ha parlato di tre reti arrivate da situazioni particolari, quasi senza che il Palermo avesse costruito vere occasioni. È una lettura comprensibile, abbiamo tutti rosicato, soprattutto per come sono nate alcune delle marcature. Ma sarebbe sbagliato fermarsi soltanto alla casualità degli episodi. Perché quando una squadra incassa tre gol in così poco tempo, qualche domanda deve necessariamente porsela. Il Pisa a un certo punto ha perso un po’ di lucidità e la capacità di controllare il ritmo della gara. I rosanero hanno trovato spazi che nella prima frazione sembravano inesistenti e la difesa è andata progressivamente in difficoltà. Sicuramente la squadra di Inzaghi ha avuto più fortuna di quanta ne meritasse (e i dati xG lo dimostrano), però si parla comunque di tre reti subite.

LA REAZIONE CHE VALE PIÙ DI UN PUNTO – Eppure, nel momento peggiore, il Pisa ha mostrato qualcosa che non può essere allenato soltanto sul campo: il carattere. Perché andare sotto 2-3 dopo aver dominato e condotto con due reti di vantaggio avrebbe potuto distruggere psicologicamente qualsiasi squadra. Soprattutto una formazione giovane, ancora in costruzione e reduce da mesi nei quali le certezze non erano certo abbondanti. Il Mentalista insomma, sta costruendo un bel palazzo mentale nella testa di questi giocatori, che potrà trasformarsi in un castello nei prossimi mesi. I nerazzurri hanno continuato a giocare, hanno cercato di riorganizzarsi e hanno trovato il pareggio grazie a un’azione costruita, con gli ingressi dalla panchina che hanno restituito freschezza e imprevedibilità. Per l’ennesima volta. E questo è forse il segnale più importante della serata. Il Pisa non si è lasciato travolgere dagli eventi e ha dimostrato di possedere risorse mentali che nelle settimane precedenti non erano sempre emerse.

La squadra esulta sotto la Curva Nord (Foto Gabriele Masotti)

MARRAS E PITTARELLO, I SIMBOLI DELLA NUOVA IDENTITÀ – Se dobbiamo individuare due volti di questa partita, la scelta non può che ricadere su Marras e Pittarello. Il primo continua a crescere e a risultare decisivo, trovando il terzo gol consecutivo e confermando di essere ormai una risorsa fondamentale per la fase offensiva. Il secondo ha firmato una doppietta da centravanti vero, dimostrando senso della posizione, concretezza e capacità di lavorare per la squadra. Due giocatori che rappresentano anche il senso del progetto costruito durante l’estate. Profili arrivati con la necessità di dimostrare il proprio valore, inseriti in un gruppo che sta cercando una nuova identità dopo la retrocessione.

LA SOSTA HA CAMBIATO IL PISA – C’è poi un aspetto che merita una riflessione più ampia. Bianco, in conferenza stampa, ha spiegato come la pausa per le nazionali abbia rappresentato un momento fondamentale per il lavoro della squadra. Ed è difficile dargli torto. Il Pisa visto nelle ultime tre partite sembra profondamente diverso rispetto a quello che aveva faticato nelle prime giornate. C’è maggiore organizzazione, una migliore conoscenza reciproca tra i giocatori e soprattutto un’identità tattica che comincia a essere riconoscibile. Ancora una volta, il Mentalista ha colpito. Il sistema di gioco sta acquistando efficacia e la squadra sembra aver assimilato molte delle richieste dell’allenatore. La circolazione del pallone è più rapida, le distanze tra i reparti sono spesso migliori e la capacità di creare situazioni offensive è aumentata sensibilmente. Forse ci sarà spazio anche per tornare alla difesa a quattro a dicembre. Insomma, il percorso sembra finalmente aver trovato una direzione e, soprattutto, una continuità di prestazioni che prima mancava.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.