E’ stata una settimana ricca di avvenimenti quella di avvicinamento alla partita di Parma di domani. Tra una retrocessione ufficiale ormai alle porte, la rivoluzione che ha caratterizzato questi giorni alla direzione sportiva, vediamo di capire cosa accadrà, fermo restando che non ci sono crisi, ma solo divergenza di vedute
DIVERGENZE SULLA GESTIONE SPORTIVA, MA SARANNO RISOLTE – Attualmente è in atto una ristrutturazione completa all’interno della gestione sportiva ed è altamente probabile che molti giocatori cambieranno casacca. Sul resto è impossibile pronunciarsi, ma una cosa è certa, l’unico auspicio è che le divergenze delle ultime settimane convergano in una strategia condivisa. E’ questo l’obiettivo della società dopo l’esonero di Davide Vaira. La famiglia Corrado e il patron Knaster hanno avuto, come noto e come rivelato su queste pagine, opinioni divergenti, ma il futuro impone una convergenza su comuni intenti ed è in questa direzione che si andrà in queste settimane che precederanno la creazione di un nuovo progetto sportivo.
LA POSSIBILE RETROCESSIONE MATEMATICA – A Parma il Pisa può arrivare anche alla resa dei conti definitiva. Molto dipenderà dagli altri risultati, ma il margine è ormai ridotto e l’aritmetica si avvicina. Basterebbe uno dei due scenari menzionati di seguito. Il primo scenario riguarda la Cremonese: se i grigiorossi riuscissero a vincere sul campo del Napoli e il Pisa uscisse sconfitto dal match contro il Parma, la retrocessione sarebbe immediata. Analogamente, se il Lecce dovesse raccogliere tre punti contro il Verona, un eventuale ko del Pisa in Emilia basterebbe a chiudere ogni discorso. In alternativa sarebbe tutto rimandato, almeno, al turno successivo, quello del Primo Maggio.
I PRIMI GIORNI DI GABBANINI – Il nuovo direttore sportivo è già dentro il processo di restaurazione. Non è un ingresso formale, ma operativo. Sta osservando, valutando, parlando con staff e giocatori. L’anticipo del suo arrivo ha proprio questo senso: iniziare subito a costruire il prossimo Pisa. Ogni allenamento, ogni scelta, ogni partita diventa materiale di analisi. Parma è anche la prima tappa concreta del suo lavoro sul campo, non solo dietro la scrivania.
IL FUTURO DELLA PANCHINA – Hiljemark è stato confermato dalla proprietà, ma è una fiducia che adesso deve essere sostenuta dai fatti. Le prestazioni e le scelte ora sono sotto gli occhi anche del nuovo direttore sportivo, così come la gestione del gruppo. Gabbanini avrà il compito di valutare fino in fondo il lavoro del tecnico, senza pregiudizi. Da qui alla fine della stagione si gioca anche questo: rendersi conto il prima possibile che Hiljemark non è l’uomo giusto dal quale ripartire il prossimo anno.
VINCERE ALMENO UNA VOLTA IN TRASFERTA – C’è anche il rischio, con le ultime tre trasferte a disposizione, che i nerazzurri non vincano neanche una partita in trasferta in questa stagione. Parma rappresenta un’altra occasione, forse una delle ultime, per cancellare questo zero. Chiudere la stagione senza una vittoria esterna sarebbe un record negativo, una macchia difficile da cancellare. Al contrario, riuscirci darebbe almeno un po’ di dignità a questa squadra.



