Tra le priorità in casa nerazzurra c’è quella di non svendere e proteggere i propri asset. In questo senso un dettaglio sta dando una mano alla dirigenza ed è quello relativo alle clausole rescissorie. Ma non solo, Pisa resta una bottega cara sul calciomercato per chi vuole acquistare i suoi calciatori.
Il Pisa non è un outlet, questo ormai tante società lo stanno capendo. Dai vari Angori, Touré, Moreo, passando per Aebischer, Durosinmi appena venduto per una cifra record, ma non solo. Con buona pace di chi diceva che la società aveva fatto spese pazze e avrebbe perso tutti i suoi giocatori a cifre basse. Invece, da un lato la politica societaria, dall’altro anche le clausole rescissorie, il Pisa ha mandato un segnale a tante società.
Partiamo proprio da quest’ultimo aspetto. Le clausole rescissorie stanno infatti dando una mano in questo senso. Questo già lo abbiamo visto con la situazione legata a Michel Aebischer. Per lui infatti c’è una clausola da 4,5 milioni di euro e chi lo vuole dovrà attenersi a questa cifra. Sempre in merito alle clausole rescissorie abbiamo già parlato nelle scorse settimane di quella relativa a Rafiu Durosinmi, pari a 18 milioni di euro che ha permesso di sedersi al tavolo con il Genk e di risolvere la situazione per 10,5 milioni di euro. C’è anche la clausola di Isak Vural, a quanto sappiamo proibitiva e, se nell’ultimo anno non sono cambiate le cose a livello contrattuale, di sicuro il giovane nerazzurro, acquistato a bilancio per 2,3 milioni dal Frosinone, resta un asset importante. Molti altri dettagli ancora non li conosciamo. Diverso il caso di Felipe Loyola, su cui il Pisa ha investito in totale quasi 7 milioni. Anche in questo caso però, la società non ha la minima intenzione di venderlo per una cifra inferiore all’investimento, se arriverà qualcuno a bussare alla porta di via Gioberti.
Tuttavia il Pisa sta facendo necessariamente anche fare i conti con l’inevitabile realtà post-retrocessione: la volontà dei singoli. È fisiologico che qualcuno dei protagonisti della sfortunata annata appena conclusa non abbia lo stimolo di scendere di categoria. Una dinamica che sta comunque inevitabilmente condizionando il mercato. Il Pisa però, in questi 10 anni di gestione, non ha mai costretto nessuno a rimanere e questo concetto non dovrebbe cambiare. Vitale da questo punto di vista, lo abbiamo visto già dal ritiro di Morgex, rivalorizzare chi potrebbe apparentemente calare di valore, ma anche gestire eventuali malumori senza che ciò si trasformi in una minusvalenza. Su questo l’alfiere designato è ovviamente il nuovo acquisto più prezioso di tutti, il tecnico Paolo Bianco. Trattenere un giocatore controvoglia è un rischio, ma lasciarlo partire a prezzo di saldo è un suicidio economico che il Pisa non può e non vuole permettersi. La proprietà del Pisa è solida e non ha alcuna intenzione di dissipare il patrimonio tecnico accumulato in questi anni. Ecco perché una carta importante da giocare è relativa al tecnico Paolo Bianco. Anche il nuovo allenatore sta avendo un peso importante nell’opera di convincimento e di ricostruzione dello spogliatoio. Solo lui puoi togliere dal mercato (come ha già fatto) alcuni giocatori.



