Fiorentina-Pisa non può mai essere una partita come tutte le altre. E’ vero, il campionato viene prima e domenica prossima ci sarà la trasferta di Mantova. Ma provate a spiegare a un pisano che un derby con la Fiorentina conta soltanto fino a un certo punto. Domani il Pisa si giocherà al Franchi l’accesso agli ottavi di Coppa Italia. Ecco i cinque motivi per non perdere la partita.
IL DERBY RESTA IL DERBY – Possiamo parlare di turnover, differenza di categoria e priorità stagionali. Tutto vero. Ma Fiorentina-Pisa non è e non sarà mai una partita normale. La rivalità attraversa i secoli e va molto oltre il calcio. In campo il pronostico sarà tutto dalla parte dei viola, ma per i tifosi nerazzurri uscire dal Franchi con una prestazione all’altezza avrebbe un peso particolare. Il Pisa, inoltre, non ha mai vinto una partita di campionato a Firenze. L’unico successo esterno contro la Fiorentina arrivò nella Coppa Italia di Serie C 2002-2003, grazie a una rete di Frati. Un precedente lontano, ma sufficiente a ricordare che nelle partite secche può succedere di tutto. I precedenti del derby su Qui News Pisa ci illustrano una storia quasi sempre favorevole ai viola. Proprio per questo un’impresa avrebbe un significato enorme.
LA RISPOSTA DOPO L’ENTELLA – Il secondo motivo riguarda soprattutto il carattere. Il Pisa arriva dal peggior momento vissuto dall’inizio della nuova stagione. L’1-4 con la Virtus Entella ha riportato a galla problemi che sembravano superati dopo le vittorie contro Catanzaro e Juve Stabia. Squadra lunga, nervosismo, errori difensivi e incapacità di restare dentro la partita nei momenti difficili. Bianco ha detto che il Pisa non è ancora squadra e deve imparare a soffrire. Firenze rappresenta subito una prova, forse persino brutale, contro un avversario più forte. Nessuno può pretendere una vittoria. È invece lecito aspettarsi una reazione. Dopo l’imbarcata dell’Arena serviranno ordine, orgoglio e senso di responsabilità. Le critiche sono inevitabili, ma dopo quattro giornate non possono ancora trasformarsi in sentenze. Come avrà sicuramente visto qualche nostro attento lettore, nell’analisi del crollo con l’Entella ho messo in evidenza proprio questo confine.

IL PISA CHE NON ABBIAMO ANCORA VISTO – Paolo Bianco cambierà molto. Forse quasi tutto. Scuffet dovrebbe giocare la sua prima partita stagionale, mentre Caracciolo e Primasso sono candidati a formare la coppia centrale. Potrebbe esserci spazio anche per Denoon, Piccinini, Rao, Ferrah e Moreo. Léris, squalificato in campionato dopo l’espulsione con l’Entella, può invece essere utilizzato in Coppa. Sarà un Pisa sperimentale, ma non privo di motivazioni. Per molti calciatori la gara del Franchi rappresenterà la possibilità di cambiare le gerarchie e mettere qualche dubbio nella testa dell’allenatore.
UNA FIORENTINA FERITA, MA APPENA RIPARTITA – I viola sono stati costruiti con investimenti fuori portata per il Pisa, ma il denaro non è bastato a evitare un inizio disastroso. Le sconfitte contro Roma, Frosinone e Torino sono costate la panchina a Fabio Grosso. La società ha richiamato Paolo Vanoli, che ha iniziato il suo secondo mandato con il successo per 4-2 sul campo del Venezia. La tripletta di Mastantuono ha restituito entusiasmo a una squadra che fino a pochi giorni fa sembrava smarrita. Anche la Fiorentina potrebbe ricorrere al turnover pensando al successivo impegno con il Napoli, ma la profondità della rosa viola resta impressionante. Sarà interessante capire se la vittoria di Venezia abbia davvero chiuso la crisi oppure se il nuovo equilibrio sia ancora fragile.
I PISANI AL FRANCHI – Infine ci saranno loro, i tifosi. Pochi per forza, non per scelta. La capienza inizialmente concessa al settore ospiti supera di poco i 300 posti e la trasferta è stata riservata ai possessori della tessera del tifoso. Nonostante i rinvii della prevendita e le limitazioni, nella mattinata di ieri erano già stati acquistati 248 biglietti. Il piccolo spicchio nerazzurro sarà quindi vicino all’esaurimento, se non esaurito del tutto.


