C’è un dato che vale purtroppo più di mile parole, più della rabbia e perfino più del risultato finale. Zero tiri. Zero. In novanta minuti il Pisa non ha mai concluso verso la porta della Cremonese. Nessuna occasione, nessuna situazione pericolosa. Non è finita qui, perché in tutta la partita il Pisa non ci ha neanche mai provato a tirare. Gli expected goals della gara infatti restituiscono lo 0.0xG, il dato peggiore dell’intera Serie A, ma anche il minore possibile in una partita di calcio. Peggio non è possibile fare a livello statistico. Numeri che non appartengono normalmente a una squadra di Serie A, nemmeno a una retrocessa. Cominciamo da qui l’analisi del match.

UNA PARTITA SENZA STORIA – Insomma, i numeri di Cremonese-Pisa, per come sono presentati, sono impietosi. Tra l’altro una partita senza neanche un tentativo a rete di questo tipo in Serie A non accadeva dal 5 dicembre 2021 quando il Genoa perse 2-0 contro la Juventus. Per questo la gara di ieri va oltre la sconfitta. È sembrata la fotografia definitiva del collasso nerazzurro. Un 3-0 che poteva anche lasciar spazio a una goleada maggiore e che lascia dietro soprattutto una sensazione di vuoto. La squadra di Giampaolo ha giocato una sorta di “allenamento agonistico”, come lo hanno definito i commentatori di Dazn, controllando ritmo, pallone e spazi senza mai avere realmente paura dell’avversario. Il 76% di possesso palla finale ci parla di una partita a senso unico. Un risultato così ci saremmo aspettati di subirlo, con questi dati, da Milan, Juve, Inter, Napoli o una delle sette sorelle. Non certo dalla Cremonese, comunque più calda e arrabbiata, rispetto a una squadra fredda e con evidenti postumi da sindrome post traumatica da stress in alcuni casi.

DUE ROSSI DA DILETTANTI – La partita si rompe definitivamente nel giro di pochi minuti. Bozhinov, già ammonito, entra ancora in ritardo e lascia il Pisa in dieci uomini dopo appena ventitré minuti. Due gialli evitabilissimi. Da lì in avanti la squadra perde completamente equilibrio. Arriva anche il secondo rosso di Loyola, autore di un intervento killer che chiude definitivamente ogni discorso, nei confronti del povero Pezzella, costretto a uscire. Due espulsioni quasi dilettantistiche.

DAL PRIMO GOL AL BARATRO – La rete dell’1-0 nasce nel momento in cui il Pisa sta ancora cercando di riorganizzarsi dopo il primo rosso. Hiljemark prova a passare prima al 4-4-1 e poi al 5-3-1, ma la sensazione è che il gruppo non riesca mai davvero ad assorbire il nuovo assetto. Moreo viene sacrificato per inserire Calabresi, lasciando Stojilkovic completamente isolato là davanti. Una scelta che si fa davvero molta fatica a comprendere. Anche il secondo tempo si apre con un episodio. Su un calcio d’angolo a favore del Pisa, la Cremonese riparte e in pochi secondi attraversa tutto il campo fino al gol di Bonazzoli. Una transizione difensiva disastrosa, resa ancora più evidente dal fatto che il Pisa fosse schierato con una linea a cinque. Il 3-0 poi è una serpentina di Okereke, che pare Weah.

SENZ’ANIMA – Il dato più preoccupante è mentale. Il Pisa sembra aver completamente staccato la spina dopo la retrocessione matematica. La squadra appare scarica, lenta, senza reazione emotiva. Nemmeno sotto di due uomini si vede rabbia, orgoglio o voglia di limitare i danni. Touré nel post partita ha parlato apertamente di una squadra distrutta mentalmente, spiegando quanto pesi vincere soltanto due partite in trentasei giornate. E il campo lo conferma. I nerazzurri non riescono più a fare nemmeno le cose basilari: uscire in pressione, ripartire, tenere il pallone, costruire un’azione.

HILJEMARK COME FA A RESTARE AL SUO POSTO? – La gestione tecnica continua a lasciare enormi dubbi, gargantuesche perplessità. Hiljemark sceglie ancora esperimenti, schierando una formazione molto giovane e poco equilibrata. Dopo l’espulsione di Bozhinov il Pisa impiega troppo tempo a sistemarsi e nel frattempo subisce il vantaggio. La scelta di lasciare un solo attaccante isolato per larghi tratti della partita finisce per spegnere definitivamente qualsiasi possibilità offensiva. Prima Stojilkovic, poi Meister vengono lasciati completamente soli contro tutta la difesa della Cremonese. Nel dopo gara il tecnico ha spiegato di aver cercato soltanto di “evitare il peggio”. Ma il peggio è arrivato lo stesso. E le sue parole sul futuro, con quel riferimento al “prossimo ritiro”, rischiano di aumentare ulteriormente il malumore di una piazza che ormai sembra aver perso completamente fiducia. Risultano addirittura offensive e ci si chiede come sia possibile lasciare il tecnico al suo posto, ormai divenuto una barzelletta che non fa ridere.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.