Questo pomeriggio allo stadio “Zini” andrà in scena uno dei capitoli finali di un’annata finita nel peggiore dei modi. Da una parte il Pisa, già matematicamente retrocesso e con la testa a una ricostruzione che appare tanto necessaria quanto complessa; dall’altra la Cremonese, appesa a un filo sottilissimo che rischia di spezzarsi.
La retrocessione dei nerazzurri non è figlia del caso, lo abbiamo detto ormai tante volte nelle ultime settimane, ma di un mix letale di fattori strutturali e tecnici. Il salto di categoria dopo 34 anni è stato pagato a caro prezzo: una rosa qualitativamente limitata nei momenti chiave e una gestione dei finali di gara da incubo. I numeri sono spietati: il Pisa è la squadra che ha subito più gol nelle riprese (38) e nell’ultimo quarto d’ora (12).
Si poteva fare di più? Certamente. Il mercato di riparazione non ha alzato il livello e la scelta di Oscar Hiljemark si è rivelata un azzardo ma totalmente inadatto al contesto di un’emergenza Serie A. Nonostante il dolore della caduta, la società di Corrado e Knaster guarda al progetto pluriennale. Le infrastrutture — Arena Garibaldi e centro sportivo — restano le fondamenta di un club sano. Il rischio “effetto ascensore” o, peggio, il baratro della C non è contemplato, ma la Serie B non perdona: servirà una sterzata netta e un allenatore di categoria per evitare di rimanere impantanati. Di sicuro non Hiiljemark. Oggi, per il Pisa però, il valore di questa partita si valuterà già per l’anno prossimo. A Radio Sportiva infatti il presidente Corrado la vede così: “Le ultime partite ci faranno valutare chi fin qui ha giocato poco per infortunio”

Se il Pisa piange, la Cremonese non ride. Paradossalmente, il declino grigiorosso sembra essere iniziato proprio all’andata contro il Pisa e solamente 8 punti conquistati in 21 partite, esattamente gli stessi dei nerazzurri. Il cambio in panchina tra Nicola e Giampaolo, a differenza di quello nerazzurro, appariva quasi inevitabile per scuotere un gruppo che sembrava aver scaricato il tecnico precedente, ma i risultati faticano ancora ad arrivare e la Cremonese è stata divorata dalla classifica. La sensazione è che la rosa abbia overperformato come e più del Pisa all’inizio, mostrando ora tutti i suoi limiti strutturali, ma facendo più rumore di quanto abbiano fatto i nerazzurri, ormai un ambiente che si è abituato da mesi a questo epilogo.
Per la Cremonese non resta che cercare di raggiungere un Lecce che viaggia verso una salvezza costruita sulla coerenza tattica e sulla fame. Oggi dunque da un lato si affrontano la dignità del Pisa, che deve onorare la maglia nonostante il verdetto già scritto; dall’altro una Cremonese che gioca l’ultima carta per non affondare definitivamente. Se i grigiorossi non vinceranno oggi, calerà (anche se non matematicamente) il sipario anche per loro.



