Il direttore sportivo Leonardo Gabbanini ha presentato i nuovi nove acquisti del Pisa Sporting Club della sessione estiva di calciomercato. Ecco la presentazione del direttore e tutte le interviste dei nuovi acquisti.
ECCO LA DIRETTA TESTUALE
Prende la parola il direttore sportivo Leonardo Gabbanini per introdurre l’evento del Media Day: “E’ stata una campagna abbastanza dura. Abbiamo lavorato tanto e siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a portare. E’ importante ricordare il principio che ci ha mosso. Ogni giocatore arrivato è stato valutato anche a livello caratteriale e motivazionale.. Servivano giocatori che avessero alti valori umani. Questo è stato il leitmotiv e abbiamo anche cercato di fare qualcosa che ci servisse in proiezione. Calciatori esperti, ma anche giovani. Eventuali innesti per il futuro in base a quello che sarà il risultato sportivo dell’annata”.
Quali sono state le azioni più difficoltose in entrata e in uscita? “Sicuramente quella di Pittarello è stata molto complessa, per un discorso di tempo ma anche di contrattazione. Solo un giocatore è stato davvero più difficile e non ci siamo trovati d’accordo. I nomi che volevamo sono tutti venuti. Fa capire ciò che il Pisa ha rappresentato e rappresenta per i calciatori. I nostri obiettivi li abbiamo presi al 95%.”
Il mister è stato accontentato su tutto e avete creato una squadra forte con almeno due alternative per ruolo.
“Il mister sente giustamente il senso del progetto. Lo ha percepito fin dai primi momenti. E’ per questo che è stato corretto, dopo la stagione scorsa, un mercato che non fosse personale o per far vedere che è bravo a comprare questo o quell’altro calciatore. C’è sempre un momento per fare qualsiasi operazione. Conosco bene il mercato internazionale. Ma quest’anno bisognava far qualcosa per essere uniti anche in quello che volevamo fare. Accontentare l’allenatore che così volentieri ha sposato il nostro progetto e ha rinunciato alla Serie A per noi, questo è stato importante ed è stato un segnale. Tutti hanno dato un segnale. Per essere competitivi bisognava avere due giocatori per ruolo. Mi auguro che con il tempo ci siano 11 intoccabili, ma penso che ci sarà una lotta non facile. Per l’allenatore sarà sicuramente non semplice sceglierli ogni domenica ed è anche giusto così. Un Marras o un Ferrah possono sembrare calciatori uguali ma non lo sono. Abbiamo fatto importantissimi investimenti e questo crea anche motivazione”.
E’ un ottimo mercato anche sulle cifre, spendendo molto meno di quanto ha incassato. Avevate dei paletti da parte della società?
“C’era un budget da seguire ovviamente, per quanto riguarda i giocatori usciti è stato fatto un lavoro di alto livello e questo sta a significare che al di là delle situazioni createsi lo scorso anno il valore c’era. Altrimenti non avremmo venduto chi è partito. Abbiamo lavorato forte e ci siamo dati una mano ma ovviamente i calciatori per la maggior parte sono riusciti a convincere qualche altra squadra. Abbiamo usato delle formule intelligenti, vedremo in alcuni casi che valore ci sarà in futuro”.
L’aspetto difensivo, se si analizza, numericamente è positivo, ma ci sono molti giovani. Come esperienza vera c’è solo Caracciolo. E’ un dubbio.
“Non reputo Simone un giocatore giovane, è un giocatore fortissimo ed esperto per la categoria. Abbiamo uno dei giocatori più forti e con maggiori prospettive nel suo ruolo. Abbiamo dei ragazzi, poteva essere l’idea di tappare un ragazzo o due, magari mettere un giocatore in più. Ma il concetto è che è una rosa molto ampia che può far ruotare molto gli uomini. Calabresi forse non può giocare nei quattro, ma nei tre si. La rosa c’è, il numero c’è e per me abbiamo dei giocatori che ancora non abbiamo visto ma che sono molto forti, come Coppola. Se gli daranno pace gli infortuni potrà fare molto bene. Se abbiamo tenuto Primasso è perché abbiamo reputato che avesse delle qualità”.
Avete dovuto dire no a giocatori che avevamo idea di cambiare aria?
“Non avevo menzionato la situazione di Moreo, è un acquisto importante per quanto ci riguarda. E’ stato corteggiato in maniera assidua e profonda e alla fine tutti insieme, lui per primo, abbiamo deciso di proseguire insieme. Non lasciarlo andare era un discorso ampio, un calciatore come lui nell’ultimo anno aveva fatto bene, riuscendo a performare nelle difficoltà. Non volevo essere il direttore che vendeva Moreo al Palermo. Il ragazzo ha preso una sbandata perché era deluso, ma è motivato e contento di essere rimasto. Questo vale anche per altri calciatori”.
Hojholt, Mbambi e Vignato.
“Sono situazioni su cui stiamo ancora lavorando”
La scelta dei portieri come è stata dal punto di vista del mercato?
“Il mister l’ha spiegata perfettamente, aveva una richiesta di un portiere molto aggressivo nel coprire gli spazi e nell’accorciare. Indubbiamente questo è quello che gli abbiamo dato con Confente. Che meglio incarna questa tipologia di giocatore. Adrian è un super portiere, ma il mister ha colto il punto sui ragazzi che volevano mettersi in discussione”.



