Quasi un secolo di rivalità torna al Franchi. Il Pisa cerca orgoglio e segnali dopo l’Entella, contro una Fiorentina costruita per altri obiettivi

UNA PARTITA A SE’ – Ci sono partite che possono essere pesate con la classifica, il valore delle rose e gli obiettivi stagionali. Poi ci sono i derby. Gare che sfuggono ai calcoli perché appartengono prima alle città e soltanto dopo alle squadre. Fiorentina-Pisa è una di queste. Si può parlare del turnover annunciato da Paolo Bianco, della differenza di categoria e di una Fiorentina costruita investendo circa 150 milioni di euro. Si può ricordare che per il Pisa il campionato viene prima della Coppa Italia. Tutto vero. Ma stasera, quando le squadre entreranno sul terreno del Franchi, queste considerazioni finiranno inevitabilmente in secondo piano. Perché il derby è sempre il derby.

Carlos Dunga

LA RIVALITA ‘ – La rivalità tra Pisa e Firenze esisteva molto prima del calcio. Prima delle maglie, degli stadi e delle classifiche c’erano due città divise dalla storia, dalla politica e dal modo di guardare la Toscana. Pisa ghibellina e Firenze guelfa. La Repubblica Marinara, la crescita della potenza fiorentina, la conquista del 1406. Persino il Gioco del Ponte fu vietato durante la dominazione perché ricordava l’identità militare e l’indipendenza pisana. Il pallone è arrivato molti secoli dopo, ma ha trovato un terreno già pronto. Il primo confronto ufficiale risale alla stagione 1926-27, proprio nell’anno della nascita della Fiorentina che, guarda caso, ha appena compiuto 100 anni. Il Pisa era già una società con diciassette anni di vita e soltanto cinque anni prima aveva sfiorato il titolo italiano contro la Pro Vercelli. Da allora questo derby ha attraversato epoche lontanissime. Il calcio pionieristico, gli anni del fascismo, la Serie A del presidente Giuseppe Donati e quella di Romeo Anconetani. Amarildo, Antognoni, Passarella e Roberto Baggio. Carlos Dunga, passato da Pisa prima di diventare un simbolo viola. Le sfide degli anni Ottanta, gli stadi pieni, cose che oggi ci sembrano lontane anni luce.

L’episodio nel 1968 con l’arbitro Lo Bello (archivio Pisanellastoria)

ISTANTANEE NELLA MEMORIA – In mezzo ci sono immagini rimaste nella memoria. L’arbitro Concetto Lo Bello che nel 1968 continuò a dirigere da bordo campo mentre un massaggiatore del Pisa cercava di sistemargli una scarpa. Il 4-2 nerazzurro in Coppa Italia con Piovanelli, Been e la doppietta di Severeyns. Le sfide dell’era Anconetani, quando affrontare la Fiorentina significava misurare le ambizioni di un Pisa capace di stare tra le grandi. C’è poi la notte del 21 Agosto 2002. Il Pisa di Benedetti vinse 1-0 al Franchi grazie al gol di Alessio Frati. Resta l’unico successo nerazzurro ottenuto a Firenze. Era una gara di Coppa Italia di Serie C, la prima partita ufficiale della nuova proprietà viola dopo il fallimento dell’era Cecchi Gori. Un precedente lontano, ma impossibile da cancellare. Anche stavolta si gioca in Coppa e ancora una volta il Pisa parte sfavorito.

I calciatori del Pisa afflitti dopo la sconfitta di Firenze (Foto Gabriele Masotti)

L’ULTIMO CONFRONTO – L’ultimo viaggio al Franchi è invece molto più vicino. Era il 23 Febbraio scorso e il Pisa perse 1-0, punito da Kean dopo un errore in costruzione. I nerazzurri regalarono il primo tempo, poi provarono a cambiare passo nella ripresa. Troppo tardi. Rimase il rimpianto per un derby affrontato davvero soltanto per metà. Stasera servirà qualcosa di diverso. Servirà una squadra capace di “restare dentro la partita”, come dice Bianco, di aiutarsi e di non disunirsi alla prima difficoltà. È ciò che è mancato contro la Virtus Entella. Il pesante 1-4 dell’Arena ha riaperto dubbi che sembravano superati dopo la vittoria con la Juve Stabia. Ha mostrato un Pisa fragile, nervoso e incapace di soffrire.

I giocatori affranti dopo la sconfitta (Foto Gabriele Masotti)

UN ESAME – Il Franchi diventa così un esame importante per capire se la lezione è stata compresa. Bianco cambierà molti uomini. Giocheranno Scuffet, Caracciolo, Primasso, Loyola e altri calciatori utilizzati meno. Qualcuno cercherà condizione, altri dovranno dimostrare di poter conquistare spazio. Il turnover, però, non può diventare un alibi. Chi indossa questa maglia in un derby deve sapere che non esistono riserve. La Fiorentina arriva con il morale opposto. Il ritorno di Paolo Vanoli ha portato il 4-2 sul campo del Venezia, con Mastantuono protagonista. I viola hanno qualità, alternative e una profondità della rosa fuori portata per il Pisa.

ABBIATE CORAGGIO – Ma la storia del calcio è piena di partite che sulla carta non dovevano esistere. Al Pisa non si chiede di cancellare in una sera tutti i problemi emersi nelle prime giornate. Si chiede di avere coraggio. Di accettare i momenti difficili senza perdere la testa. Questo derby non assegna punti per il campionato. Può però restituire fiducia, orgoglio e senso di appartenenza. Può aiutare un gruppo che, usando le parole di Bianco, non è ancora diventato squadra. Forse il punto è proprio questo. Una squadra può nascere anche così. In una notte nella quale nessuno le chiede di essere favorita.

Immagine di copertina creata con ausilio di AI

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.