Il tecnico verso Mantova-Pisa: “Dobbiamo imparare a soffrire. Caracciolo è il capitano e l’anima di questa squadra”. Paolo Bianco ha presentato la trasferta di Mantova, in programma Domenica pomeriggio.

Cosa si porta dietro dalla partita di Coppa Italia e quale gara si aspetta contro il Mantova?

“Mi porto tante cose positive. Non sono contento del 3-0, perché è un passivo troppo pesante per quello che ha detto la gara. La colpa, però, è nostra. A volte stacchiamo troppo facilmente e dobbiamo imparare a restare dentro le partite in ogni momento. Ci saranno fasi nelle quali dovremo soffrire di più e dobbiamo imparare a farlo. Quando avremo la possibilità di colpire, invece, dovremo essere capaci di far male. Contro la Fiorentina abbiamo avuto diverse occasioni, ma siamo stati troppo rispettosi e timidi davanti a un avversario oggi superiore a noi”.

“Il Mantova sta bene e sta portando avanti un percorso iniziato nell’Ottobre scorso con lo stesso allenatore. La rosa è stata migliorata con giocatori adatti alle sue idee. Credo sia la partita giusta per noi in questo momento. Affrontiamo una squadra che sa cosa fare e lo fa molto bene. Sono convinto che ci faremo trovare pronti”.

Rao può giocare insieme a Tramoni? È possibile anche un cambiamento tattico?

“Rao e Tramoni possono giocare insieme alle spalle di una punta. Sono contento della partita disputata da Emanuele, così come delle prestazioni di Primasso, Zanon, Piccinini, Loyola e Caracciolo. Tutti giocatori che, per motivi diversi, hanno avuto meno spazio in questo inizio di stagione”.

“Per quanto riguarda il modulo, noi allenatori dobbiamo essere bravi a trovare velocemente le soluzioni giuste e a dare certezze ai calciatori. Bisogna partire dalle loro caratteristiche e scegliere ciò che li mette maggiormente a proprio agio. Abbiamo cambiato tantissimo e servirà un po’ di tempo, ma io devo essere bravo a dare loro più certezze possibile. Si può fare tutto, ma senza mettere i giocatori in difficoltà”.

La squadra ha subito sette gol nelle ultime due partite. La linea difensiva troppo alta può essere un problema? Caracciolo è pronto per tornare titolare?

“Non abbiamo subito sette gol perché difendevamo a metà campo. Li abbiamo presi perché abbiamo commesso errori che non possiamo permetterci. Anche gli ultimi due gol contro la Fiorentina sono arrivati con la squadra dentro la propria area di rigore. Non è una questione di difendere più alti o più bassi, a tre oppure a quattro. Conta cosa vuoi ottenere e come vuoi farlo”.

“Gli ultimi due gol di Firenze sono il segnale di una squadra che non ha ancora compreso fino in fondo il percorso da seguire. Anche contro l’Entella, a parte il primo gol che ci ha destabilizzati, abbiamo subito reti che non dobbiamo prendere. L’allenatore deve capire quale sia la soluzione migliore per questo momento, che non è necessariamente quella che utilizzeremo fino alla fine”.

“Caracciolo è il capitano e l’anima di questa squadra. Che giochi dall’inizio, entri oppure resti fuori, per lui non cambia niente. Siete più voi a parlarne e a trasformarlo in un caso, quando non lo è mai stato. Questo mi dispiace, perché Antonio mette il Pisa davanti a ogni altra cosa. Se mi darà più garanzie rispetto agli altri giocherà, altrimenti scenderà in campo un altro. È molto semplice”.

Rao si è conquistato una maglia da titolare?

“Emanuele ha disputato una grande partita, ma per me può fare ancora di più. Una grande prestazione è quella nella quale salti l’uomo, tiri e fai gol. Se salti l’uomo e vai al tiro senza segnare, hai fatto una buona partita, ma manca sempre un pezzo. È quel dettaglio che permette di vincere le gare o di non perderle”.

“Rao è un calciatore del Napoli. È un ragazzo del 2006 e, se il Napoli lo ha acquistato, significa che ha intravisto in lui qualità importanti. Lo ha mandato in prestito al Pisa e noi dobbiamo restituire un giocatore migliore. A Firenze ha dimostrato di poter stare in campo anche contro avversari di quel livello. Gli manca ancora qualcosa, come manca a tutta la squadra”.

Loyola è pronto per partire titolare?

“Sì, è pronto come tutti gli altri. A Firenze è partito dall’inizio e ha disputato molto bene la partita che gli avevo chiesto. Felipe ha un’anima sudamericana e mette sempre qualcosa in più. Poi, all’interno di una gara, non esiste soltanto l’aspetto agonistico. Ci sono anche la parte tattica e quella tecnica. Devo scegliere di volta in volta i giocatori che considero più adatti. Sono molto contento della sua prestazione”.

Quanto è importante ottenere un risultato positivo prima della sosta?

“Allegri, oltre a sottolineare l’importanza della partita che precede la sosta, dice anche che bisogna saper stare dentro le gare. È ciò che mi dispiace maggiormente. Contro l’Entella, dopo aver subito gol al primo minuto, avremmo dovuto aspettare che passasse il momento negativo. Invece abbiamo cercato di ribaltare immediatamente la partita, nonostante ci fossero ancora novanta minuti”.

“Lo stesso vale per Firenze. Se sei sotto 1-0 al 75’, devi riuscire a mantenere quel risultato, perché il gol può arrivare in qualsiasi momento. Non puoi subire il secondo e il terzo. È diverso arrivare all’80’ sull’1-0 rispetto a trovarsi sotto di due o tre reti. È un concetto che sto provando a trasferire alla squadra”.

Le prime punte sono andate poco al tiro. In cosa deve migliorare la fase offensiva?

“Pittarello, sull’azione di Rao a Firenze, è stato anticipato da Piccinini. Petagna ha avuto quattro o cinque occasioni importanti nelle prime tre giornate. Ha avuto opportunità contro Padova e Catanzaro, una parata contro l’Entella e ha sbagliato un rigore. Avrebbe potuto essere il capocannoniere della squadra”.

“Le occasioni ci sono state. Non abbiamo segnato e questo è un altro discorso. Siamo la squadra che ha creato più occasioni nel campionato ed è un dato importante”.

Canestrelli può giocare al centro della difesa? La presenza di Caracciolo garantisce maggiore solidità?

“Le partite contro Entella e Fiorentina sono state completamente diverse. A Firenze abbiamo abbassato il baricentro per tutelare le caratteristiche dei giocatori schierati. Se fai una determinata scelta tattica, devi utilizzare gli uomini più adatti”.

“A Castellammare abbiamo giocato in maniera aggressiva e non abbiamo concesso occasioni alla Juve Stabia. Contro l’Entella, con gli stessi giocatori e un’impostazione simile, abbiamo concesso molto perché il gol iniziale ci ha destabilizzati. A Firenze abbiamo preparato una partita differente contro un avversario con valori diversi. Antonio ci ha dato maggiore solidità, ma erano differenti anche le altezze della squadra. Canestrelli per me può giocare da centrale in una difesa a quattro”.

Affrontare adesso una squadra forte e organizzata come il Mantova può rappresentare un’opportunità?

“Io la vedo sempre come un’occasione. Più affronti squadre forti e più è bello. A Firenze abbiamo avuto una grande possibilità di ottenere un risultato importante, ma in qualche modo abbiamo avuto paura di riuscirci. Forse abbiamo pensato più a non fare una brutta figura davanti a tutta Italia”.

“Non siamo ancora una squadra pienamente consapevole. Devo essere bravo a far capire ai giocatori che hanno le qualità per mettere in difficoltà anche la Fiorentina. Lo abbiamo dimostrato, anche se poi non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo”.

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.