Penultimo appuntamento del ciclo di incontri  “Parlando di libri”, organizzato dal Teatro di Pisa nell’ambito della Stagione Lirica, ecco anche a Pisa la presentazione del felice libro diAlberto Mattioli “Meno grigi più verdi. Come un genio ha spiegato l’Italia agli Italiani”mercoledì pomeriggio (13 febbraio), alle ore 18, nel Foyer del Teatro. A conversarne con l’Autore sarà il direttore artistico Stefano Vizioli.

Alberto Mattioli, noto giornalista del quotidiano «La Stampa», esperto d’opera, titolare di una rubrica su «Classic Voice», al proprio attivo diverse collaborazioni con molti teatri e riviste italiani e internazionali, in questo suo nuovo libro, che ha ottenuto un immediato e fulminante successo di pubblico e di critica (tanto che è già alla prima ristampa ed è uscito anche in e-book), con penna sapiente ed insieme brillante e ironica mette in luce quanto Verdi, con acuta consapevolezza, abbia saputo descrivere gli italiani non per come credono di essere, ma per come sono veramente; quanto le opere verdiane siano i modelli dei nostri (tanti) vizi e delle nostre (poche) virtù; quanto nei suoi capolavori ritroviamo atmosfere, situazioni e istituzioni che sono, nel bene e nel male, tipicamente italiane: la famiglia, il rapporto con le donne e con la Chiesa, la noia della provincia, il ruolo degli intellettuali, il peso del denaro.

Con sterminata ammirazione, Alberto Mattioli ci insegna così a riconoscere in queste pagine divertite e partecipi come Verdi – rappresentandoli con lucida e profonda consapevolezza – ha fatto gli italiani. Senza dimenticare che, in fondo, anche gli italiani hanno fatto Verdi.

«Quello di Alberto Mattioli – si legge su “Critica letteraria” – è un libro animato da un brio polemico mai fine a se stesso, e che anzi l’autore, forte della propria competenza in materia, sa modulare con ironia e intelligenza dal piano al forte. Un libro sciolto da ogni pedanteria accademica, scritto con uno stile divulgativo che tuttavia non ammicca per il gusto di fare l’occhiolino al lettore, dato che lo invita fin da subito a documentarsi bene anche altrove sui fondamentali verdiani. In ogni caso, secondo il giornalista, di Verdi e del suo “godimento”, prima ancora che del suo “sterile studio”, c’è bisogno oggi più che mai: ma – e qui stanno l’auspicio e il consiglio – senza gli estremi dei cascami critici fossili e delle facilonerie da allestimento usa-e-getta e programmaticamente scandalistico. Il migliore dei mondi lirici possibili, comprensivo di addetti ai lavori e di pubblico, parrebbe essere quello che, partendo da una vera e profonda comprensione dell’opera verdiana, fosse capace di individuarne senza paura la contemporaneità dei messaggi più scomodi e meno rassicuranti, non tanto per apprezzarne con diligente sottomissione l’antipatico valore di contrappunto didattico quanto per vivificarne a proprio vantaggio la vis incendiaria. »

L’ingresso è libero.  Per maggiori informazioni 050 941 111, www.teatrodipisa.pi.it

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