Riunioni, tante. Un lavoro certosino tra il campo di San Piero a Grado e la nuova sede delle Officine Garibaldi. Questi sono stati i primi giorni di Leonardo Gabbanini alla direzione tecnica del Pisa. Il nuovo direttore ha iniziato a valutare i giocatori, in sinergia col tecnico e i dettami della società.

UNA FASE DELICATA – Gabbanini è arrivato in una fase delicata. Giovanni Corrado, pur non essendo stato il principale promotore della decisione dell’avvicendamento alla direzione tecnica, ha mantenuto un atteggiamento istituzionale e operativo. Ha continuato a seguire da vicino il lavoro quotidiano della società e a confrontarsi con la proprietà, gestendo una fase delicata con senso di responsabilità e continuità gestionale. Il campionato non è ancora finito, ma la società deve già guardare avanti. E il suo primo compito è proprio questo: fotografare la situazione, capire il valore reale della rosa, confrontarsi con l’allenatore, ascoltare le indicazioni della proprietà e preparare le prime mosse per la prossima stagione. Il Pisa dovrà costruire una squadra competitiva, ma dovrà farlo dentro un contesto economico diverso rispetto a quello garantito dalla Serie A. Parma-Pisa servirà a questo, in attesa della matematica retrocessione. Con il ritorno in B il club perderà una quota molto rilevante di entrate tra mutualità e diritti televisivi. Si parla di circa 30-35 milioni di euro in meno, a fronte di un paracadute da 10 milioni. Una differenza che obbligherà la società a ragionare con lucidità.

TANTE CESSIONI – Per questo il tema delle cessioni sarà centrale. Prima ancora degli acquisti, il Pisa dovrà capire quali giocatori potranno rappresentare un’entrata importante. In gergo si chiamano monetizzabili, ma in realtà sono quei profili che, per età, rendimento, mercato e contratto, possono generare risorse utili per finanziare la ripartenza. Tra i nomi più osservati ci sono Idrissa Touré, Matteo Tramoni e Simone Canestrelli. Tre situazioni diverse, ma tutte potenzialmente rilevanti. Da una parte ci sarà la necessità di fare cassa, dall’altra quella di non disperdere tutto il lavoro costruito negli ultimi anni. Di fatto il concettoe espresso da Gabbanini anche nella sua presentazione: “Guardare al futuro rispettando il presente”. La società ha investito molto per arrivare in Serie A e, anche davanti a una retrocessione, l’obiettivo sarà evitare una ripartenza confusa. Servirà una squadra sostenibile, ma anche ambiziosa. Il nuovo direttore tecnico ha già iniziato a valutare i giocatori da vicino. Gli allenamenti a San Piero e le prossime cinque partite serviranno a osservare atteggiamenti, condizione, personalità, risposta al momento negativo. In sede, invece, il lavoro si sposta sui contratti, sulle scadenze, sui costi e sulle prime ipotesi di mercato. Sarà un’estate diversa da quella scorsa. Probabilmente più chirurgica. Il Pisa dovrà sbagliare poco. Dovrà capire quali giocatori possono restare motivati anche in un eventuale campionato di Serie B, quali possono essere centrali nel nuovo progetto e quali invece possono diventare risorse da trasformare in liquidità.

A PARMA UNA PARTITA “SPECIALE” CHE PUO’ DIVENTARE AMARA – Parma-Pisa può diventare la partita della retrocessione matematica dei nerazzurri, ma ci sono anche molti fili personali e societari che collegano il Pisa alla città emiliana. In caso di sconfitta contro i gialloblù, attualmente a quota 39 punti e già a un passo dalla salvezza aritmetica, il Pisa potrebbe salutare la Serie A con quattro giornate d’anticipo. Il dato sportivo, però, si intreccia con la storia recente. Giuseppe e Giovanni Corrado hanno vissuto a lungo nella città ducale e il rapporto con quell’ambiente resta forte. Non a caso, prima dell’ingresso nel Pisa, il Parma avrebbe potuto rappresentare una possibile destinazione societaria. Nel 2015, dopo il fallimento del club gialloblù e la ripartenza dalla Serie D, i Corrado seguirono da vicino la situazione. Sul tavolo c’erano varie possibilità, ma il percorso si rivelò complesso. Alla fine quella pista non si concretizzò e, nel Dicembre 2016, Giuseppe e Giovanni Corrado entrarono nel Pisa rilevandolo da Fabio Petroni. Un collegamento indiretto con Parma riguarda anche Alexander Knaster. Il patron nerazzurro, prima di investire nel Pisa, era stato accostato al club emiliano nel 2019 insieme a Jamie Dinan. Entrambi erano stati avvicinati anche alla Sampdoria, ma senza sviluppi concreti. La svolta arrivò poi con l’incontro con Corrado e con la scelta di puntare sul Pisa, rilevando il 75% delle quote da Ricci.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.