L’affare Pittarello, a meno di colpi di scena, si farà. La quadra è sempre più vicina. Nel frattempo sveliamo qualche retroscena su come è nata la trattativa per Petagna, cosa sta accadendo e il suo rapporto con Bianco. Ecco perché questa potenziale operazione, che sembrava difficile fin da subito, se trovasse la quadra sarebbe invece un’opportunità interessante.
PITTARELLO – Ormai lo ripetiamo da quasi due settimane, il dossier più caldo resta quello di Filippo Pittarello. Come abbiamo ormai detto in innumerevoli occasioni con l’attaccante del Catanzaro sarebbe già stata raggiunta un’intesa di massima sul contratto, mentre resta da trovare l’accordo tra i due club. La società calabrese valuta il giocatore circa 2,5 milioni di euro più bonus. Il Pisa continua a trattare e punta a ridurre la distanza per arrivare alla chiusura, giocando specialmente sui bonus per provare a salire almeno sui 2,2. Lo abbiamo scritto ieri sera. Tuttavia l’affare si farà perché è lo stesso giocatore a spingere per andare via dopo i colloqui dei giorni scorsi con il presidente del Catanzaro. Una situazione simile a quella che il Pisa sta affrontando per Aebischer. Il Pisa rinuncerà a qualcosa per far partire il giocatore verso l’Union Berlino, così farà anche il Catanzaro per far partire Pittarello.
PETAGNA, I RETROSCENA E I PROBLEMI – Ieri, come scrivevamo, grazie anche alle informazioni incrociate di Sportitalia e di Monza-News, è nato un potenziale affare per Andrea Petagna. La trattativa però non è nata principalmente lato Pisa, perché il giocatore, apprendiamo, è stato offerto direttamente dal Monza. Così il sodalizio nerazzurro ha valutato l’opportunità di inserire nell’affare Idrissa Touré che è sempre piaciuto alla società brianzola. Non lo nascondiamo, la trattativa ha almeno due ostacoli. Il primo è ciò che già vi abbiamo detto ieri, legato ai problemi dell’ingaggio, il secondo problema invece è trovare un incastro economico perché le valutazioni dei due giocatori differiscono sensibilmente. Il Monza valuta Petagna una cifra, il Pisa ha offerto Touré per uno scambio alla pari, ma il giocatore avrebbe una valutazione sensibilmente diversa e permane parecchia distanza. Ci sono ovviamente altre piste, come Adorante e Abiuso, ma anche Artistico e, lo avevamo già scritto nei giorni scorsi, il Pisa sta guardando anche all’estero se non dovesse concretizzarsi nessuna di queste piste.
BIANCO E PETAGNA – La scintilla che sta spingendo il Pisa verso il centravanti triestino classe 1995 ha un nome e un cognome. Tra Paolo Bianco e Andrea Petagna il legame travalica il semplice rapporto allenatore-giocatore. Uscito da un periodo buio segnato da infortuni, una polmonite e problemi personali, il centravanti triestino ha ritrovato serenità e centralità sotto la guida di Bianco. Nel corso dell’intervista rilasciata a Sky Calcio Unplugged, Petagna ha incoronato il suo tecnico con parole al miele: “Un grande uomo, persona schietta, soprattutto a inizio anno ha ricompattato il gruppo, permettendoci di raggiungere il nostro obiettivo.” Un concetto ribadito anche nell’intervista esclusiva a MonzaNews, dove l’attaccante ha spiegato come il dialogo aperto con l’allenatore sia stato la svolta dopo mesi difficili in cui si sentiva giudicato ingiustamente: “Ho vissuto un anno e mezzo complicato per problemi personali che hanno inciso sul piano mentale e professionale. A farmi ritrovare equilibrio sono stati il lavoro quotidiano e soprattutto la fiducia del tecnico e dello staff, grazie a un confronto diretto e sincero.” Parlando poi a La Gazzetta dello Sport del suo impatto con la Serie B e della mentalità trasmessa da Bianco alla squadra, Petagna ha evidenziato quanto il tecnico chieda sacrificio a tutti per vincere: “Il Monza è fatto di giocatori di Serie A e a volte la presunzione può fregarti: ti senti più forte degli altri e la paghi. Serve umiltà, il mister lavora da sempre su questo: se gli attaccanti non corrono, non vinciamo. L’abbiamo capito, è la base per i successi.” Così è arrivata anche la “risposta” di Paolo Bianco, sulla gestone dell’uomo prima del calciatore. E dal canto suo, Paolo Bianco ha sempre rispedito al mittente l’etichetta di “rigeneratore”, mettendo in luce i valori umani del giocatore e la determinazione nel superare gli ostacoli. In conferenza stampa e ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il tecnico ha speso parole al miele per il suo centravanti: “Petagna non l’ho rigenerato, è un grande giocatore! Andrea è un ragazzo speciale con una buona personalità. Alla base c’è l’uomo che ha saputo superare i problemi in campo e soprattutto fuori dal campo.” Ricordando l’inizio della cavalcata vincente in Brianza, Bianco ha sottolineato la pazienza necessaria per compattare un gruppo disorientato, trovando in Petagna un alleato prezioso una volta chiuso il mercato: “I primi giorni sono stati molto complicati. Non c’era più la proprietà che aveva scelto i giocatori, si sentivano spaesati e volevano cambiare squadra. Ho avuto pazienza, li dovevo solo aspettare: dovevano sfogarsi e poi, a mercato chiuso, si sono messi in riga. Bisognava solo dare energia.” Parole e concetti che spiegano perché la chiamata del tecnico possa pesare più di qualsiasi altra variabile nel far spingere Petagna verso la piazza nerazzurra, ma l’affare resta complicato.



