Meno possesso del Catanzaro, ma più tiri, occasioni e incursioni dentro l’area. I dati confermano il grande primo tempo e il calo avvenuto nella ripresa.

NO AL FONDAMENTALISMO – Le sensazioni lasciate da Pisa-Catanzaro trovano conferma anche nei numeri. Il Pisa non pratica una insistita costruzione dal basso, che non è altro che una delle soluzioni. Il 45% di possesso dei nerazzurri ha fatto da contraltare il 55% del Catanzaro, ma la squadra di Paolo Bianco ha concluso di più, è entrata con maggiore frequenza dentro l’area e ha prodotto un volume offensivo superiore.

OCCASIONI A PIOGGIA – Secondo i nostri dati statistici il Pisa ha chiuso la partita con 2,04 gol attesi, il dato che misura la qualità delle occasioni create, contro l’1,12 dei calabresi. I tiri sono stati 19 a 15, quelli indirizzati nello specchio 9 a 7, mentre le conclusioni effettuate dentro l’area sono state 16 contro 10. Ancora più evidente la differenza nei tocchi nell’area avversaria: 46 per i nerazzurri, 30 per il Catanzaro. La squadra di Bianco ha costruito cinque grandi occasioni, contro le due degli ospiti, ma ne ha sprecate tre. È il dato che spiega perché la partita sia rimasta in bilico fino alla fine e dà un senso anche alle parole del tecnico, secondo il quale il Pisa avrebbe dovuto segnare cinque gol nel primo tempo. Frase divisiva, ma la quantità di situazioni create dimostra che il 2-1 maturato all’intervallo fosse persino riduttivo.

PRIMO TEMPO A SENSO UNICO – Nel primo tempo il Pisa ha avuto il 53% del possesso, ha prodotto 1,48 xG contro appena 0,35 e ha concluso 13 volte, più del doppio rispetto ai sei tentativi del Catanzaro. Anche i tiri in porta, sei contro tre, confermano la maggiore pericolosità dei nerazzurri. Il dato più netto riguarda però l’occupazione dell’area. Nei primi 45 minuti il Pisa ha effettuato 31 tocchi dentro quella avversaria, lasciandone soltanto 11 al Catanzaro, e ha costruito quattro grandi occasioni senza concederne nessuna. Il gol di Iemmello, arrivato in seguito all’errore difensivo di Bozhinov, è nato quindi dentro una frazione nella quale gli ospiti avevano prodotto poco.

LA RIPRESA E IL CAMBIO DEI RAPPORTI DI FORZA – Dopo l’intervallo la situazione si è ribaltata. Il possesso del Pisa è sceso al 38%, mentre quello del Catanzaro è salito al 62%. I calabresi hanno completato 253 passaggi con l’89% di precisione, contro i 141 dei nerazzurri con il 78%. Gli ospiti hanno tirato nove volte contro sei e hanno prodotto 0,76 xG, lasciando il Pisa a 0,56. Anche la presenza dentro l’area è cambiata. Il Catanzaro ha chiuso la ripresa con 19 tocchi contro i 15 del Pisa, due grandi occasioni contro una e cinque calci d’angolo contro uno. Confente ha effettuato quattro delle sue sei parate complessive proprio nel secondo tempo. Sono i numeri del calo fisico visto dopo il 50’, ma anche della pressione esercitata dalla squadra di Gorgone nel tentativo di pareggiare. Il Pisa, tuttavia, non ha smesso completamente di attaccare. Ha comunque prodotto sei conclusioni, tre delle quali nello specchio, e ha avuto con Piccinini la possibilità più evidente per chiudere la partita. Il problema è stato soprattutto nella capacità di accompagnare l’azione con lo stesso numero di uomini del primo tempo. Le distanze si sono allungate e il Catanzaro ha trovato più spazio tra centrocampo e difesa.

I NUMERI DEL MIGLIORE IN CAMPO – Correia ha giocato 90 minuti, servito l’assist per il gol decisivo di Leone e completato 30 passaggi su 34, con l’88% di precisione. Ha creato una grande occasione e ha perso soltanto due palloni in tutta la partita. Il dato tecnico è accompagnato da quello fisico. Correia ha recuperato dieci palloni, effettuato quattro contrasti e due intercetti, chiudendo con otto azioni difensive. Ha inoltre completato due dribbling su tre e vinto sette dei dodici duelli disputati a terra. I numeri confermano quanto visto dal campo, è stato il punto di equilibrio dell’intero reparto. I suoi 57 tocchi possono sembrare pochi rispetto a quelli di un regista tradizionale, ma Correia non è rimasto fermo davanti alla difesa per amministrare il possesso. Ha accompagnato l’azione, occupato l’area quattro volte e portato il pallone oltre la prima pressione. La sua è stata una partita di movimento e non di semplice gestione.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.