Prima ancora di parlare del cambio di modulo, delle scelte di Paolo Bianco o dei giocatori che hanno deciso la partita, il Pisa aveva bisogno di tornare a vincere, perché le nove sconfitte consecutive con le quali si era chiuso il campionato scorso, unite a quella rimediata contro il Padova alla prima giornata, avevano allungato fino a dieci una serie negativa mai vista prima nella storia nerazzurra. Un peso che questa squadra, per quanto profondamente rinnovata durante l’estate, continuava inevitabilmente a portarsi dietro e che rendeva Pisa-Catanzaro una partita già importante, pur trovandoci soltanto alla fine di Agosto e alla seconda giornata di campionato.

Rimettersi in moto, di questo aveva bisogno la squadra, ricordarsi la sensazione dei tre punti. E il Pisa ha vinto giocando, creando e reagendo allo svantaggio. Non è stato un successo casuale. Il primo tempo del Pisa è stato convincente per intensità e numero di occasioni. La ripresa, invece, ha mostrato alcuni problemi ancora aperti. Nel complesso, però, si sono intravisti i primi tratti della squadra che Paolo Bianco sta cercando di costruire.

IL 3-4-2-1 NON E’ UN ESPERIMENTO – La prima sorpresa, per modo di dire però, è arrivata dalla formazione. Se siete stati attenti lettori delle nostre pagine, già a luglio nel corso del ritiro parlavamo della “Difesa double-face” di Bianco (link qui). Dopo il 4-3-3 utilizzato contro il Padova, Bianco è tornato alla difesa a tre. Una soluzione preparata durante il ritiro di Morgex e destinata a riapparire nel corso della stagione. Il tecnico infatti, come abbiamo più volte sottolineato, non vuole legarsi a un solo sistema. Modulo e interpreti cambieranno in base all’avversario, alle condizioni dei giocatori e alla partita che il Pisa dovrà affrontare. Contro il Catanzaro la scelta è caduta sul 3-4-2-1. Zanon e Angori hanno occupato le corsie, Leone e Correia il centro del campo. Léris e Tramoni hanno avuto libertà alle spalle di Petagna. Un assetto che ha dato al Pisa ampiezza, ma anche la possibilità di portare diversi uomini tra le linee. Le assenze di Marras, Moreo e Pittarello hanno ridotto le alternative offensive. Bianco ha risposto avvicinando Léris alla porta e lasciando a Tramoni la libertà di cercare il pallone in ogni zona della trequarti. La squadra ha trovato subito i riferimenti più adatti. Nei primi venti minuti il Catanzaro ha sofferto soprattutto sul proprio lato destro, dove Angori e Tramoni hanno creato le azioni migliori. Il cambio di modulo però ci dice anche altro. Questo Pisa è tutto tranne che prigioniero di un’idea. Vuole iniziare l’azione da dietro quando ci sono le condizioni, ma non insiste se il rischio diventa eccessivo. Insomma, se pensavate che Bianco praticasse una costruzione dal basso fondamentalista, vi sbagliavate di grosso. Confente ha cercato più volte Petagna con il lancio lungo quando le linee di passaggio erano chiuse. Senza l’obbligo di uscire palla al piede a qualsiasi costo. È una differenza netta rispetto al calcio più rigido visto nel primo periodo di Aquilani.

CARACCIOLO, UN “CASO” CHE VA PESATO – La panchina di Antonio Caracciolo è stata la decisione più forte della serata. Il capitano era già stato sostituito all’intervallo contro il Padova per scelta tecnica. Con il Catanzaro è rimasto fuori dall’undici iniziale, superato ancora da Bozhinov nelle gerarchie. Fa ancora più rumore perché in una difesa a tre. Due episodi consecutivi non possono passare inosservati. Parlare già di rottura sarebbe eccessivo, ma una questione tecnica c’è. Bianco ha fatto capire che il posto non è garantito neppure al capitano. Caracciolo deve ritrovare la condizione migliore e nel frattempo l’allenatore vuole valutare tutte le soluzioni disponibili. La scelta di Bozhinov, però, non ha dato le risposte attese. Il difensore bulgaro ha commesso l’errore più grave della partita, perdendo la lettura sull’azione che ha portato al gol di Iemmello. Anche in altre situazioni è apparso meno sicuro dei compagni. Bianco ha spiegato che il cambio è arrivato su richiesta del giocatore, ormai stanco, ma l’ingresso di Caracciolo ha restituito esperienza al reparto nel momento più delicato. La difesa a tre resta quindi un’opzione fattibile, ma deve ancora trovare una composizione stabile. Canestrelli ha dimostrato di poter essere un riferimento. Calabresi ha svolto il proprio compito senza particolari sbavature, sul terzo uomo il discorso rimane aperto.

L’IMMEDIATA REAZIONE AL GOL – Il Pisa ha subito lo 0-1 nel momento in cui stava giocando meglio. In altre fasi recenti un episodio del genere avrebbe potuto cambiare completamente la partita. Questa volta è accaduto il contrario. I nerazzurri hanno continuato ad attaccare e nel giro di pochi minuti hanno ribaltato il risultato. Canestrelli aveva già impegnato Pigliacelli di testa. Sul nuovo calcio d’angolo battuto da Tramoni ha trovato il tempo giusto e firmato il pareggio. Il centrale resta uno degli uomini più pericolosi del Pisa sui calci piazzati. La rete non è nata per caso, ma dalla capacità di insistere su una situazione che aveva già creato problemi al Catanzaro. Il 2-1 ha aperto un’altra strada. Correia ha letto il movimento di Leone e lo ha servito dentro l’area. Il centrocampista ha accompagnato l’azione e anticipato l’uscita di Pigliacelli. Un gol costruito in velocità, con pochi tocchi e un inserimento centrale dopo un recupero palla di Leris. Il Pisa ha quindi colpito prima da fermo e poi attraverso il gioco. Due soluzioni diverse nel giro di quattro minuti. Bianco ha sostenuto che la squadra avrebbe dovuto segnare cinque gol nel primo tempo. È una valutazione volutamente forte, ma rende l’idea della quantità di occasioni prodotte. Il limite è stato proprio questo: la superiorità non è diventata un vantaggio più largo e nella ripresa la partita è rimasta aperta. Di questo il Pisa dovrà interrogarsi nei prossimi giorni.

L’IMPATTO DI CORREIA E IL RITORNO DI MONSIEUR FORMIDABLE – Omar Correia è stato il migliore in campo. Ha unito forza fisica e pulizia tecnica, recuperando palloni senza rallentare la costruzione. L’assist per Leone è la giocata più bella della serata, ma la sua partita è stata molto di più. Ha coperto campo, accompagnato l’azione e dato al Pisa una presenza che era mancata contro il Padova. I circa 3,5 milioni investiti per acquistarlo dalla Juve Stabia rappresentano una cifra importante per la categoria. Dopo una sola partita da titolare non è possibile emettere giudizi definitivi, ma si è capito perché il club abbia deciso di puntare su di lui. Fisicamente imponente, di qualità palla al piede e con ancora ampissimi margini di crescita. La coppia con Leone può diventare uno dei punti fermi della squadra. Anche Leone ha mandato un segnale. Il gol è nato dal suo modo di interpretare il ruolo, con il coraggio di lasciare la posizione e attaccare l’area. I due si conoscono, si cercano e sembrano parlare la stessa lingua calcistica. Bianco dovrà trovare il modo di conservare questo equilibrio anche quando tornerà al centrocampo a tre. L’altro protagonista è stato Matteo Tramoni. Dopo una stagione difficile è tornato a incidere Nei primi minuti ha recuperato palloni, saltato l’uomo e creato occasioni, di fatto tutte le palle più pericolose sono passate dal suo piedino caldo. Verrengia gli ha negato il gol salvando sulla linea, mentre dal suo piede è arrivato il calcio d’angolo trasformato da Canestrelli. Si è visto anche un Tramoni molto più tranquillo e di nuovo coinvolto, libero e convinto di poter determinare la partita. Il Pisa ha bisogno di questa versione del corso. Se ritrova fiducia può tornare a essere uno dei giocatori più importanti della categoria.

LERIS E ANGORI – La posizione più avanzata ha aiutato Léris, confermando che il franco-algerino è decisamente sprecato come terzino sinistro. Ha giocato vicino a Petagna, attaccando l’area e arrivando più volte alla conclusione. Nel primo tempo ha impegnato Pigliacelli di testa e dal limite. È calato nella ripresa, ma ha ricordato di poter offrire molto di più rispetto al semplice lavoro sulla fascia. Anche il ritorno di Angori ha cambiato il lato sinistro. Reduce dall’infortunio, l’esterno ha dato profondità e ha dialogato bene con Tramoni. Bianco non pensava potesse restare in campo così a lungo, invece ha completato la partita senza crollare. Il recupero della condizione richiederà ancora tempo, ma il primo passo è stato positivo. Sulla destra Zanon ha svolto un lavoro meno appariscente, accompagnando l’azione e mantenendo l’equilibrio. Il nuovo assetto ha valorizzato entrambi gli esterni, chiamati a coprire tutta la corsia ma anche messi nelle condizioni di ricevere più avanti.

CONFENTE, UNA RISPOSTA CORAGGIOSA – Dopo l’errore contro il Padova, Confente era uno degli uomini più osservati. La sua risposta è arrivata senza parole, ma coi fatti. Sul gol di Iemmello non ha responsabilità. Nella ripresa ha difeso il vantaggio fermando lo stesso centravanti, Tchaouna e Koffi. È stato sicuro tra i pali e ha scelto il gioco lungo quando il Catanzaro ha aumentato la pressione. Una prestazione semplice nelle decisioni e importante nei momenti. Bianco lo ha difeso anche dopo la prima giornata e la fiducia è stata ripagata. Il portiereha mostrato la capacità di lasciarsi alle spalle l’errore. Per un giocatore arrivato in estate e subito esposto alle critiche non era scontato.

IL LAVORO E’ APPENA INIZIATO – Il secondo tempo del Pisa è stato meno brillante. Il Pisa ha perso metri, è calato fisicamente e ha lasciato più spazio al Catanzaro. Confente è dovuto intervenire in diverse occasioni e Mosti ha trovato il 2-2, poi annullato per fuorigioco, dopo essere rimasto troppo libero in area. Sono segnali da non trascurare. Quando gli ospiti hanno aumentato il numero degli uomini nella metà campo nerazzurra, la difesa ha faticato a mantenere le distanze. La squadra non è ancora pronta per controllare una partita intera con la stessa intensità. Bianco ha spiegato che dopo il 70’ la gara cambia. Contano meno le intenzioni iniziali e di più la capacità di adattarsi a stanchezza, risultato e mosse dell’avversario. Contro il Catanzaro il Pisa lo ha fatto. Il Pisa ha accettato di giocare anche una partita diversa, abbassandosi e cercando la ripartenza. I cambi non hanno risolto ogni problema, ma sono stati coerenti con ciò che serviva in quel momento.

UNA CREATURA ANCORA DA MODELLARE – Dopo due giornate il Pisa è l’unica tra le retrocesse ad avere già vinto. È un dato che vale poco per la classifica di Agosto, ma aiuta una squadra reduce da mesi difficili. Il successo sul Catanzaro ha restituito entusiasmo all’Arena e ha mostrato che il lavoro estivo sta cominciando a lasciare qualche traccia. Sarebbe prematuro capire quale campionato potrà disputare il Pisa. Mancano ancora condizione, continuità e una migliore gestione dei momenti di sofferenza. Devono rientrare giocatori importanti e Pittarello deve ancora allenarsi con i nuovi compagni. Anche le gerarchie difensive sono tutt’altro che definite. La base, però, si vede. Una squadra capace di cambiare modulo, usare il palleggio senza diventarne schiava e reagire a un episodio negativo. Bianco ha cominciato a modellarla. Lasciamolo lavorare.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.