Contro il Catanzaro i nerazzurri cercano la prima vittoria e una risposta alle scorie del passato. L’Arena è pronta a spingere il nuovo corso di Bianco.
C’è una parola che accompagna il Pisa verso la partita col Catanzaro. Coraggio. Paolo Bianco l’ha utilizzata parlando dell’errore di Confente, ma il concetto riguarda tutta la squadra. Il portiere ha sbagliato contro il Padova, il suo errore è costato il gol e quindi la partita. Ma il coraggio è soprattutto quello di osare, di mettersi in gioco.
Il ragionamento fatto da Bianco in conferenza stampa è andato anche oltre. Ha toccato la partenza di Semper, il rapporto con il gruppo e il modo in cui ogni giocatore deve vivere la concorrenza. Nessun posto può essere considerato intoccabile, arrivato. Chi vuole andare avanti deve accettare di rimettersi in discussione e dimostrare ogni giorno di meritare quello che ha. “Nella vita bisogna alzarsi tutti i giorni e dimostrare ogni giorno chi si è”, ha detto il tecnico.
È un messaggio che vale per Confente, per Semper e per l’intero Pisa. Anche per me che scrivo o per i nostri lettori, visto che il tecnico ha ampliato questo ragionamento anche nella vita oltre che nello sport. Vale soprattutto adesso, dopo una retrocessione che ha lasciato ferite profonde e una prima giornata terminata con un’altra sconfitta. Il nuovo gruppo non è responsabile di tutto ciò che è successo nella passata stagione, ma deve essere abbastanza forte da spezzare quel filo. Le scorie non spariscono cambiando categoria, allenatore o qualche giocatore. Si cancellano vincendo.
Contro il Padova il Pisa non aveva giocato male. È mancato il gol. Poi un episodio ha indirizzato la partita e i nerazzurri sono rimasti senza punti. La prestazione non deve essere buttata, ma neppure utilizzata come consolazione. Nel calcio si può meritare più dell’avversario e perdere. La Serie B è anche questo. Il Pisa dovrà continuare a creare, ma essere più concreto. Dovrà anche restare dentro la gara se qualcosa non andrà come previsto. È proprio lì, nella reazione alla difficoltà, che si misura il carattere di una squadra.
Non siamo davanti a una finale. È soltanto la seconda giornata di un campionato lunghissimo, imprevedibile e pieno di trappole. Una vittoria permetterebbe al Pisa di respirare, toglierebbe forza ai pensieri negativi e darebbe sostanza al lavoro iniziato da Bianco. Il risultato, come ha ricordato lo stesso allenatore, resta la cura migliore.
Le prime giornate hanno già demolito l’idea di una Serie B semplice per chi scende dalla Serie A. Pisa, Verona, Catanzaro e Cremonese hanno iniziato perdendo. Avere una rosa di valore non basta. Nessuno vince per diritto acquisito e la definizione di “corazzata” spesso diventa spesso soltanto un peso. Prima di pensare a dominare il campionato bisogna imparare a vincere le singole partite, anche quelle che si complicano.
Il Pisa dovrà farlo in un momento non semplice. Chi andrà in campo dovrà prendersi qualche responsabilità in più. Senza alibi. La società ha rinforzato la squadra e di fatto completato il mercato. Adesso il giudizio torna al campo.
Dall’altra parte ci sarà un Catanzaro altrettanto ferito. I calabresi hanno perso a Vicenza dopo essere passati due volte in vantaggio. Hanno mostrato qualità, aggressività e capacità di occupare gli spazi, ma sono crollati nel finale. Tra Coppa Italia e campionato hanno già subito tre reti dopo l’80’. Il Pisa dovrà avere pazienza, tenere alto il ritmo e sapere che la partita potrebbe aprirsi proprio quando la stanchezza inizierà a mostrare i suoi primi segni.
Stasera il Pisa dovrà dimostrare di sapersi rialzare. È la prima cosa che si chiede a chi vuole costruire qualcosa di importante. Il passato ha già preso abbastanza. Adesso servono il coraggio di Confente, la fame di chi vuole guadagnarsi un posto e la forza di un gruppo disposto a rimettersi in discussione.
Pisa, ora tocca a te.



