Il Pisa ha perso una partita che meritava di vincere. Ha controllato il gioco per quasi un’ora, ha costretto il Padova a difendersi e ha portato al tiro tutta la batteria offensiva. Bianco ha contato quindici conclusioni. Alcune pericolose, altre meno, però l’andamento è stato sempre al top prima del il pasticcio che ha deciso la gara.

E il calcio funziona così. Puoi giocare meglio, occupare il campo, costruire occasioni e restare senza punti. Il Padova ha avuto il merito di resistere e la lucidità per sfruttare il regalo ricevuto. Calabro ha una squadra seria, organizzata e destinata probabilmente a entrare nella corsa playoff. Questo rende ancora più indicativa la prestazione del Pisa fino al gol.

FINALMENTE UN PISA CHE GIOCA A PALLONE – Lo dico sapendo che a qualcuno darà fastidio: finalmente all’Arena ho rivisto una squadra giocare a pallone con continuità. Il Pisa di Bianco ha provato a comandare la partita attraverso il possesso, le rotazioni e l’occupazione delle fasce. Zanon ha spinto per tutto il tempo in cui ha avuto benzina. Leris ha accompagnato l’azione sull’altro lato. Petagna è venuto incontro, ha protetto il pallone e liberato spazi per gli esterni. Tramoni ha ritrovato libertà e voglia di puntare la porta. Marras si è mosso bene, pur sbagliando qualcosa di troppo al momento della conclusione. Si sono viste trame di grande pregio. Il pallone usciva dalla difesa, passava in mezzo e arrivava davanti senza bisogno di affidarsi sempre a una giocata casuale. Il gol è mancato e questo pesa. La prestazione, però, c’è. Cancellarla per il risultato significherebbe raccontare un’altra partita. E soprattutto significherebbe non capire di calcio.

BIANCO E AQUILANI, DUE MODI DIVERSI DI COSTRUIRE – L’accostamento tra il calcio di Bianco e quello di Aquilani è superficiale. Chi sostiene che siano la stessa cosa ha capito poco di ciò che si è visto in campo. Con Aquilani l’uscita corta diventava spesso un principio rigido. La squadra insisteva anche quando mancavano gli spazi, rallentava e finiva per esporsi. Bianco utilizza la costruzione dal basso come una delle possibilità. Ce ne sono altre. Il difensore può avanzare, il terzino può portare fuori la pressione, Petagna può ricevere direttamente e gli esterni possono attaccare la seconda palla. Contro il Padova il Pisa ha alternato queste soluzioni. Confente viene coinvolto perché possiede le caratteristiche richieste dall’allenatore. Quella giocata con cui ha condizionato la partita è un errore enorme, ma non può inficiare quanto visto nei 90 minuti. Ridurre il calcio di Bianco a quel passaggio sarebbe comodo, ingiusto e porta solo malafede.

CONFENTE, L’ERRORE E LE RESPONSABILITÀ – Confente ha sicuramente sbagliato. Il passaggio consegnato a Fusi è grave e ha deciso la partita. Dispiace però che il portiere fosse stato contestato ancora prima del debutto dai soliti vomitatori d’odio di professione che oggi addirittura godono delle disgrazie altrui. Era arrivato a Pisa da due giorni. Adesso va recuperato mentalmente, ma è un professionista. Un estremo difensore chiamato a partecipare alla manovra commetterà sicuramente qualche errore. Dovrà imparare a riconoscere quando il rischio è inutile. I compagni, allo stesso tempo, dovranno offrirgli linee di passaggio migliori. Perché diciamoci la verità, una parte di colpa va anche a Loyola che si è fatto bruciare da Fusi.

I SINGOLI DANNO MOTIVI PER AVERE FIDUCIA – Canestrelli ha disputato una partita di alto livello. Ha difeso in avanti, ha letto bene le situazioni ed è apparso sicuro. Caracciolo è uscito per scelta tecnica, perché il mister lo ha visto in difficoltà, mentre Bozhinov lo ha sostituito secondo me in maniera positiva. Chi ha fatto una prestazione sontuosa è stato Zanon, una presenza continua sulla fascia: ha chiuso, spinto e calciato. Ha fatto la fiera sulla fascia stoppando Zanimacchia e Caprari, fino ai crampi. In mezzo al campo il Pisa ha mostrato qualità. Loyola è stato leggermente sottotono, forse il peggiore del trio di mezzo, però non ha sfigurato. Correia ha dato subito l’impressione di avere qualcosa in più per forza, ritmo e capacità di entrare dentro la partita. Leone ha tenuto ordine e Vural è stato il centrocampista più pericoloso, andando due volte vicino al gol. Il cambio di Vural era comprensibile per l’ammonizione. Davanti Tramoni è sembrato rivitalizzato. Ha cercato il tiro, saltato l’uomo e acceso la partita. Forse lo avrei fatto rimanere in campo ancora un po’. Rao infatti ha portato velocità, ma senza riuscire a produrre lo stesso pericolo. Marras ha giocato una gara generosa e un po’ imprecisa. Petagna ha fatto molto bene nel lavoro per la squadra, soprattutto quando è venuto incontro. Oggi non possiede ancora la condizione per reggere novanta minuti con quella intensità. L’assenza di Moreo e l’esclusione di Meister hanno obbligato Bianco però a lasciarlo in campo fino alla fine.Poi c’è Ferrah. È uno di quei giocatori da innamorati di calcio. Entra, punta l’avversario e cerca la porta. In pochi minuti ha creato due situazioni e costretto Sorrentino a intervenire. Andrà aspettato e inquadrato dentro gli equilibri della squadra, però il talento si vede. Sicuramente è un acquisto molto interessante.

I PROBLEMI DOPO IL GOL – La parte più preoccupante della partita comincia dopo lo 0-1. Il Pisa accusa il colpo, perde distanze e lucidità. Bianco ha spiegato che questo gruppo arriva da molte delusioni. La scorsa stagione si è chiusa con nove sconfitte consecutive (e questa sarebbe la decima) e certe ferite non spariscono durante un ritiro estivo. La reazione alle difficoltà sarà il passaggio più delicato del nuovo percorso. Il tecnico ha detto di essere curioso di vedere la squadra dopo una sconfitta. Ha ragione. Il valore del gruppo si misurerà già nella prossima partita. Ci sono aspetti da correggere. Serve maggiore precisione negli ultimi metri. Petagna va accompagnato nella crescita fisica. La squadra deve imparare a restare dentro la gara anche dopo un episodio negativo.

A PISA SERVE EQUILIBRIO – Ora un consiglio per tutti. Consentitemelo da amico e fratello di sciarpa prima ancora che giornalista. Il nostro ambiente ha passione, competenza e una capacità rara di stringersi attorno alla squadra. Allo stesso tempo, basta pochissimo per passare dall’entusiasmo alla condanna. Dopo una vittoria si comincia a parlare da corazzata, alla prima sconfitta sembra tutto da buttare. Calma. Il Pisa è una squadra di valore, costruita per stare in alto, però deve ancora completarsi e assimilare le idee di Bianco. Molti giocatori sono arrivati da pochi giorni. Anche i risultati della prima giornata invitano alla prudenza. Pisa, Verona, Catanzaro e Cremonese sono partite con una sconfitta. Il Palermo ha superato di misura la Juve Stabia. La Serie B non concede percorsi lineari. Sarà un campionato pieno di inciampi, partite bloccate e pronostici smentiti. Il Pisa dovrà rendere concreto quanto costruisce e imparare a raccogliere punti anche nelle giornate complicate. Contro il Padova ha prodotto abbastanza per vincere, poi è rimasto a mani vuote. Il risultato va accettato, la prestazione va letta per ciò che è stata. Non ci facciamo subito del male da soli.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.