Le parole di Leopardi ne “La ginestra” sono funzionali nel dirci che il Pisa torna da Verona con un punto che non solo gli sta stretto e una certezza in più: dopo aver visto che questa è una squadra forte, ora sappiamo che sa anche soffrire. Il proprio valore lo aveva fatto vedere a Vicenza, lo aveva confermato contro la Cremonese e lo ha ribadito al Bentegodi, dove avrebbe meritato di vincere. Il rammarico resta, perché le occasioni per portare a casa la terza vittoria consecutiva c’erano, ma i passi avanti ci sono tutti.


LA PIU’ FORTE DELLE RETROCESSE – Quattro punti nei due confronti con Cremonese e Verona, accompagnati da una superiorità dimostrata sul campo, sono la dimostrazione che, delle tre retrocesse dalla Serie A, oggi il Pisa appare come la squadra più forte. Il passo avanti è evidente, perché i nerazzurri erano usciti dalla massima categoria come la peggiore delle tre, adesso hanno battuto una delle compagne di discesa e costretto l’altra a difendersi a lungo nel proprio stadio. In questi mesi è stato fatto un lavoro incredibile. E non era scontato.

LA FORZA DEL GIOCO E LA SFORTUNA – Il Verona resta un avversario di qualità. Anzi, riconoscerlo rende ancora più significativa la partita del Pisa, capace di limitarne la pericolosità e di costruire molto di più. Confente non ha dovuto di fatto compiere interventi straordinari. Davanti a lui, Primasso e Bozhinov hanno dato risposte importanti ancora una volta, mentre Calabresi ha alternato buone chiusure all’episodio che gli è costato il giallo e l’assenza contro il Palermo, con una tiratina d’orecchie. Il doppio palo di Rao resta l’immagine della serata, ma ci sono anche l’occasione ravvicinata di Correia e quella di Zanon, fermato da Perilli. La sfortuna, in questa gara, ha avuto certamente un ruolo importante. Ancora ci stiamo chiedendo come sia possibile che il pallone di Rao non sia entrato. È mancato il gol rispetto alla quantità di gioco prodotta.

ANCHE SENZA TRAMONI – Un’altra risposta importante riguarda l’assenza di Tramoni. Il Pisa può permettersela senza perdere la propria identità. Due anni fa il Pisa di Inzaghi era fin troppo Tramoni-dipendente, oggi non è così. Rao ha interpretato la partita con personalità. Ha saltato l’uomo, attaccato gli spazi, cercato la porta e servito i compagni. E poi c’è Marras. Ma ne parleremo più avanti. Buona la crescita di Loyola. I suoi recuperi hanno innescato diverse azioni pericolose, ha azzeccatopassaggi, accompagnato l’attacco e sfiorato il pareggio. Bianco ha cambiato quattro uomini rispetto alla Cremonese e la qualità collettiva non si è abbassata. Questa è una delle notizie migliori del Bentegodi.

LA REAZIONE AL GOL – La forza del Pisa si è vista soprattutto dopo il gol di Iannoni.  Con le dovute proporzioni, il carattere dei nerazzurri è emerso proprio quando la partita sembrava volerli punire. Il Pisa, che aveva sprecato tante energie, si trovava sotto in uno stadio difficile e contro una squadra che poteva proteggere il vantaggio. Invece ha aumentato la pressione o, come direbbe Bianco, “non ha accettato lo svantaggio”. I nerazzurri non si sono disuniti, non hanno perso tempo a recriminare e hanno continuato a cercare la porta, costringendo il Verona a respingere cross e conclusioni, fino a trasformare buona parte della ripresa in un assalto. Quasi come una di quelle pressioni costante nel nostro caro Gioco del Ponte, fin quando la bandierina non è andata finalmente giù, grazie al gol di Marras che, ancora una volta, ci fa capire quanto sia importante la panchina.

UNICA NOTA STONATA, IL “CASO” FERRAH – In questo bel quadro positivo resta il caso Ferrah. Entrare ed essere sostituito nella stessa partita è un colpo difficile da assorbire, soprattutto per chi già trova poco spazio. Bianco ha spiegato la scelta con la necessità di inserire Piccinini per attaccare maggiormente l’area, ma una motivazione tattica come questa insomma comunque presta il fianco all’errore. Il giocatore non era pronto? Ha sbagliato Bianco a inserirlo? Il rischio è di perdere il ragazzo, servirà la mentalità del mentalista, ma anche la maturità da parte del ragazzo che è uscito visibilmente contrariato.

ORA IL PALERMO – Otto punti nelle prime quattro trasferte confermano quanto questo Pisa sappia stare in campo lontano dall’Arena, anche perché stiamo parlando di una media di due punti a partita. Ora però arriva il Palermo, la squadra da battere, in una partita che misurerà ulteriormente le ambizioni nerazzurre. Ci saranno l’assenza di Calabresi e le condizioni di Tramoni da valutare. Su quest’ultimo punto in conferenza stampa Bianco ha parlato di un fastidio muscolare e della volontà di provare a recuperarlo per mercoledì, senza dare certezze. Staremo a vedere. Il Palermo merita rispetto, ma il Pisa non ha ragioni per sentirsi inferiore in partenza. Può giocarsela, come ha fatto contro Cremonese e Verona. Con la stessa organizzazione, la stessa fiducia e una maggiore precisione davanti alla porta. Usciamo dal Bentegodi con la consapevolezza che il Pisa sta alzando il proprio livello. Mercoledì avrà un’altra occasione per dimostrarlo.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.