L’ex portiere nerazzurro: “Il ruolo è cambiato. La scelta del Pisa è giusta, ma Semper resta un ottimo portiere”
Davide Morello, ex portiere del Pisa, è stato ospite di “Finestra sull’Arena”. Arrivato in nerazzurro nel 2006, visse la promozione in Serie B e le due stagioni con Gian Piero Ventura, diventando uno dei protagonisti di quella squadra. Con lui abbiamo parlato di Alessandro Confente, della costruzione dal basso richiesta da Paolo Bianco e delle favorite per la promozione. Morello, portiere abile anche con i piedi, non ha dubbi: nel calcio di oggi si sarebbe divertito. Con il Pisa ha raccolto 63 presenze in campionato tra il 2006 e il 2009.
Davide, il calcio è cambiato molto rispetto al periodo in cui giocavi nel Pisa di Ventura?
“Il portiere ormai è parte integrante della squadra. Rispetto ai miei anni a Pisa, il calcio è cambiato molto. Oggi il portiere deve partecipare ancora di più alla manovra e la costruzione dal basso è diventata quasi obbligatoria. Io lo facevo già con Ventura e ho continuato anche a Torino”.
L’errore commesso da Confente contro il Padova ha aperto molte discussioni.
“Mi è dispiaciuto per quanto accaduto nella sua prima partita in casa. Sono errori: un portiere cerca sempre di non sbagliare, ma il ruolo è cambiato completamente. Questa concezione viene insegnata ormai anche nei settori giovanili. Sotto questo punto di vista il Pisa è in buone mani, perché Confente sa giocare molto bene con i piedi”.
È stata corretta la scelta di puntare su di lui?
“Secondo me sì. Confente mi è sempre piaciuto”.
Bianco aveva chiesto a Semper di modificare il proprio modo di giocare. La società ha poi scelto un portiere ritenuto più adatto alle idee dell’allenatore.
“Confente può avere caratteristiche differenti, ma anche Semper è un ottimo portiere. Bisogna ricordare che è stato una pedina importante nella promozione del Pisa in Serie A”.
Quanto è cambiato il ruolo rispetto ai tuoi anni?
“È stata una vera rivoluzione. Prima il portiere doveva soprattutto parare. Adesso è quasi un giocatore di movimento aggiunto. Deve essere bravo tra i pali, ma anche quando esce dall’area e quando partecipa alla costruzione”.
A te sarebbe piaciuto giocare in questo calcio?
“Io con questo gioco sarei andato a nozze. Lo facevo già allora: calciavo sia di destro sia di sinistro e qualche volta provavo anche il dribbling. Mi è sempre piaciuto partecipare alla manovra. Oggi questo coinvolgimento è ancora maggiore”.
Anche le rimesse dal fondo sono cambiate.
“Non si cerca quasi più il lancio lungo. La palla viene giocata e l’azione comincia dal portiere. Lo vedo anche a Palermo con la squadra di Inzaghi. Nella passata stagione questa soluzione veniva utilizzata meno, mentre adesso il portiere partecipa sempre alla costruzione e rinvia raramente”.
Pisa e Palermo sono le principali favorite per la promozione?
“Fino alla scorsa stagione avevo diversi dubbi sul Palermo. Non ero convinto che potesse salire in Serie A. Quest’anno, invece, la squadra è stata cambiata e rinforzata. C’è qualità in ogni reparto e ci sono due giocatori per ogni ruolo. Palermo e Pisa, secondo me, sono le due principali favorite, davanti anche a Cremonese e Verona”.
Quindi Palermo primo e Pisa secondo?
“Non importa l’ordine, mi basta che salgano entrambe. Rispetto allo scorso anno la situazione a Palermo è cambiata. La società è più presente e ha investito molto. Lo stesso ha fatto il Pisa, che non deve essere sottovalutato e dispone di un attacco molto forte”.
Quanto può incidere in Serie B un portiere come Perin?
“Il Palermo ha dato un segnale forte. Offrire a un portiere della sua esperienza un contratto di tre anni rappresenta un investimento importante. È anche un leader e ha giocato tante partite ad alto livello. Joronen aveva disputato una grande stagione e meritava il rinnovo, ma l’arrivo di Perin ha completato ulteriormente il reparto”.
Poi è arrivato anche Mazzitelli.
“È un giocatore che in Serie B può fare la differenza. La società è intervenuta ancora e ha consegnato a Inzaghi una squadra molto forte. Quest’anno non può fallire l’obiettivo”.


