A sorpresa, ma forse neanche tanto, Knaster ha scelto Paolo Bianco. L’accordo, apprendiamo, col tecnico nativo di Foggia, sarà un biennale, fino al giugno 2028, con una opzione di rinnovo, a determinate condizioni, per il 2029. Il tecnico ha risolto il suo contratto col Monza. Ecco tutti i retroscena.
Avevamo ragione a non fidarci, qualche ora fa, della conferma del tecnico sulla panchina del Monza che era emersa due giorni fa, lasciandolo nella shortlist. Quando era emersa la pista Bianco, il 26 maggio scorso su queste pagine, per la prima volta, si parlava di “suggestione”. Poi era avevamo avuto la prova di contatti confermati due giorni dopo. Infine anche Di Marzio aveva inserito Bianco in shortlist lo scorso 4 giugno. Poi quello che è successo da Mona aveva fatto propendere inizialmente per un defilarsi dalla pista nerazzurra, ma nonostante questo è stato lasciato su queste pagine come un elemento della shortlist del Pisa. E ieri sera infatti, sempre qui su Sestaporta, avete potuto leggere un approfondimento dedicato. L’allenatore infatti da giorni ha tentennato all’offerta del Pisa nonostante il contratto fino al 2028. Ci ha pensato Knaster a risolvere l’impasse contrattuale con i brianzoli. Bianco infatti si legherà al Pisa con lo stesso contratto fino al 2028 e anche una opzione per un eventuale terzo anno. Già questa mattina lo suggeriva l’ottimo Monza-News.
Bisogna ora chiedersi perché il patron nerazzurro e la dirigenza abbiano scelto proprio Bianco per il progetto Pisa. Pecchia era un allenatore affamato che veniva da un anno sabbatico, Baroni era un sicuro protagonista anche in Serie A e Zanetti forse uno dei più adatti, forte di aver portato in A un progetto simile a quello nerazzurro ai tempi di Venezia. Bianco però, pensandoci bene, ha guidato il Monza alla risalita dalla Serie A rimotivando un gruppo di fatto retrocesso con gli stessi punti con cui è retrocessa la formazione nerazzurra, 18. Con contratti forse più onerosi di quelli che percepiscono i calciatori del Pisa adesso e anche con il pericolo che si nota anche con le ultime parole degli stessi protagonisti (vedere alla voce Aebischer e Semper), di un potenziale fuggi fuggi. Bianco a Monza ha saputo insomma anche ricostruire un gruppo dalle macerie di una retrocessione, tra l’altro nel mezzo di un cambio societario. Forse proprio questo è stato uno degli elementi chiave che può aver portato la società a scommettere su di lui e non va assolutamente sottovalutato, ma anzi può essere un valore aggiunto. Tra le imprese di Bianco, da non sottovalutare dal punto di vista della ricostruzione psicologica, c’è anche la salvezza del Frosinone 2024-25 (anch’esso neoretrocesso), che era in condizioni difficili, in piena zona retrocessione. Grazie al suo arrivo in panchina lo salva con una grande rimonta.



