Pisa-Genoa arriva in un punto della stagione in cui la classifica conta ancora, ma non basta più a spiegare il senso di questa partita. A sei giornate dalla fine, il Pisa si gioca soprattutto il modo in cui vuole uscire da un campionato che ha riportato la Serie A in città e che, fin qui, ha lasciato più delusioni che soddisfazioni. Il tema di fondo è tutto qui: salvare quello che resta del presente, ma soprattutto iniziare a dare una direzione al futuro.

QUATTRO PARTITE DIGNITA‘ – Il calendario, in questo senso, propone al Pisa una sequenza di gare che sembrano quasi un esame finale. Genoa, Parma, Lecce e Cremonese rappresentano un tratto di campionato in cui i nerazzurri possono ancora lasciare un segnale diverso rispetto a quello visto finora. La salvezza resta appesa solo alla matematica, ma il punto è un altro: chiudere male vorrebbe dire trascinarsi dietro sfiducia e una sensazione di depressione che rischierebbe di farsi sentire anche sulla prossima stagione. Chiudere con una reazione, invece, servirebbe almeno a restituire un orizzonte, a dare un senso. In una piazza come Pisa, che dopo la promozione aveva immaginato un ritorno in A capace di consolidare entusiasmo e appartenenza, questo passaggio ha un valore significativo per la piazza.

LA POSIZIONE DI HILJEMARK – Dentro questo scenario c’è soprattutto Oscar Hiljemark. La sua posizione, da qui alla fine, sarà inevitabilmente uno dei temi centrali. Il contratto fino al 2027 non basta da solo a blindare il futuro di un allenatore che, dal suo arrivo, non è riuscito a cambiare davvero il passo della squadra. Il bottino raccolto finora è rimasto troppo limitato per consentirgli di sentirsi al riparo e da essere confermato. Molto più probabile un esonero a fine campionato. Se facesse ancora peggio potrebbe essere esonerato prima, con una soluzione interna che potrebbe essere individuata in Antonio Manicone.

IL PASSATO DI HILJEMARK – Proprio contro il Genoa l’allenatore svedese ritrova una tappa importante della sua carriera da calciatore. In rossoblù ha vissuto anni significativi, da professionista stimato e da centrocampista apprezzato per intelligenza tattica e serietà. La sua esperienza genovese appartiene a un passato solido, costruito sul lavoro. Hiljemark arriva al Genoa nel Gennaio 2017 dal Palermo, inizialmente in prestito con obbligo di riscatto. L’impatto è immediato: debutta da titolare e segna subito alla prima presenza, segnale di un inserimento rapido in un contesto complicato. La sua esperienza in rossoblù è divisa in due fasi. Dopo i primi mesi a Genova, viene mandato in prestito al Panathinaikos nell’estate 2017. Torna però già a Gennaio 2018, anche per la volontà di Davide Ballardini (considerato suo maestro da allenatore), che lo considera un giocatore affidabile e funzionale agli equilibri della squadra. Il percorso al Genoa si chiude di fatto nel 2019, quando un problema serio all’anca lo costringe a fermarsi e anticipa il declino fisico che poi porterà al ritiro precoce nel 2021, a soli 28 anni.

DUE GIOCATORI FUORI ROSA – Le esclusioni per scelta tecnica di Lorran e Iling-Junior, accompagnate da parole molto nette sull’intensità da tenere in allenamento, hanno confermato ancora una volta anche una questione di disciplina interna e di gerarchie. In questo finale il club vuole capire chi c’è davvero, chi può restare dentro un progetto e chi invece è destinato a uscire di scena. Le mele marce, i giocatori che non hanno più niente a che fare col campo, non li vuole vedere più nessuno.

BILANCIO E FUTURO – La prossima stagione si avvicina e porterà con sé un rinnovamento ampio, probabilmente inevitabile, in una rosa che ha mostrato limiti evidenti e che dovrà essere ripensata. Sullo sfondo c’è l’idea di un club che si prepara a entrare in un’annata importante, con il centro sportivo sempre più al centro del discorso strategico e con la necessità di restituire entusiasmo a una tifoseria che ha accompagnato il ritorno in Serie A con aspettative forti, ma finora disattese. Il finale di campionato serve quindi anche a individuare i giocatori su cui costruire il domani, quelli che possono reggere una stagione difficile e restare riferimenti affidabili quando si dovrà ripartire.

IN FONDO IL TEMA E’ SEMPRE UNO – In fondo, il tema resta uno solo: come vuole essere ricordato questo finale di stagione. C’è ancora il tempo per evitare che il campionato si spenga in modo grigio o addirittura nerissimo. C’è ancora il tempo per restituire alla piazza qualche segnale credibile. C’è ancora il tempo per far capire se dentro questa squadra esiste una base da cui ripartire oppure se sarà necessario ricominciare quasi da zero. Contro il Genoa si gioca una parte di ciò che vedremo la prossima estate. In un certo senso, sono quasi prove generali di calciomercato.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.