Voglia di ascoltare e idee chiare. Si è presentato così il nuovo presidente nerazzurro Damien Comolli negli incontri con la stampa locale. Un manifesto, per dare centralità anche a quella stampa che il Pisa non lo ha mai lasciato in tutti questi anni. Perché, a differenza dei canali nazionali, è “la più importante perché la più vicina alla città”.
L’ORDINE DELLE PRIORITA’ – Comolli ha chiarito subito un punto, che farà cadere dalla sedia chi ha sempre avuto poca fiducia e non credeva ai nostri retroscena, raccontati sempre passo dopo passo su Sestaporta. L’obiettivo del Pisa è quello, già da quest’anno, di voler tornare in Serie A, costruendo le condizioni per rimanerci e legando a quella crescita gli investimenti più impegnativi. Letto nel suo insieme, il discorso del presidente indica soprattutto un ordine delle priorità. E’ anche un messaggio. Sul campo, il presidente considera il Pisa già in grado di competere per la promozione. Fiducia, ma anche una richiesta di responsabilità. Se la rosa è ritenuta competitiva, il primo miglioramento deve arrivare dal lavoro sui giocatori disponibili. Gennaio potrà offrire correttivi; nel frattempo squadra e area tecnica sono chiamate a ottenere di più dalle risorse presenti.
UN PASSO EVOLUTIVO – Il passaggio dalla famiglia Corrado a Comolli andrà misurato su questo terreno. La proprietà di Alexander Knaster resta il riferimento, mentre cambia la guida operativa. Ma sarebbe una forzatura leggere nelle parole del nuovo presidente una bocciatura del passato. Comolli ha riconosciuto il lavoro dei predecessori e, alla domanda su cosa cambierà, ha scelto di partire dall’ascolto: “La prima cosa che ho sempre pensato è che un manager debba ascoltare quando arriva in un club, e imparare”, riconoscendo il lavoro svolto da chi c’era prima.
IL CAMBIO DI ROTTA SULL’ARENA – Per conoscere i cambiamenti nell’organizzazione serviranno decisioni concrete. Intanto emerge la volontà di capire il rapporto fra società, città e tifosi prima di intervenire. Per Pisa sarà importante che questo ascolto trovi continuità anche quando arriveranno scelte difficili, imparando anche dagli errori del passato. Il punto più significativo riguarda l’Arena. Comolli lega il futuro intervento sullo stadio alla presenza stabile nella massima categoria, alla sostenibilità economica e alla solidità del progetto tecnico. Questo nuovo progetto non ha una scadenza certa, ma una condizione sportiva ed economica da raggiungere. I ricavi della Serie A diventano parte essenziale della possibilità di sostenere l’investimento. Si va dunque sempre di più verso la ricerca di una sostenibilità, altro concetto che emerge concretamente da questo incontro.
NUOVA STRATEGIA RISPETTO A DUE ANNI FA – Qui si coglie una delle indicazioni più nette della nuova presidenza, ma anche un cambio totale a livello concettuale, nelle idee di Knaster. Se prima il proprietario della maggioranza di quote aveva fretta di intervenire con il restyling, quando rilasciò la sua intervista ad Antonio Scuglia sul Tirreno non più tardi di due anni fa, oggi invece vi è stato non tanto un ripensamento, quanto una nuova strategia societaria. Lo stadio resta nell’orizzonte del Pisa, ma i suoi tempi dipenderanno dal percorso della squadra e del club. Il centro sportivo intanto è già in cammino e si è accelerato ancora di più. Comolli ha riferito di aver visitato due volte il cantiere e ha confermato il 2027 come anno di apertura. È anche il punto in cui la continuità con la gestione Corrado risulta più evidente. Intanto però rimane una domanda: Quanto occorrerà per arrivare alla stabilità? Forse anche questa non sarà una questione di se, ma di quando.


