Ventisette anni senza Romeo Anconetani. Il 3 Novembre 1999 si spegneva a Pisa l’uomo che aveva cambiato la storia del calcio nerazzurro. Quest’anno l’anniversario assume un significato particolare. Per la prima volta, infatti, la città ricorda il suo Presidentissimo dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, arrivato lo scorso 21 Settembre nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti.
Basta pronunciare il suo nome per tornare indietro nel tempo. All’Arena degli anni Ottanta, alle domeniche con gli spalti gremiti, alle trasferte impossibili, ai grandi campioni arrivati sotto la Torre. A Kieft e Berggreen, a Dunga e Simeone, a Larsen e a tanti altri protagonisti di un’epoca che ancora oggi occupa un posto speciale nel cuore dei tifosi nerazzurri. Quattro promozioni in Serie A, due Coppe Mitropa, ma soprattutto la sensazione, per tanti anni, che con Romeo tutto fosse possibile.
Anconetani era un personaggio unico, vulcanico, imprevedibile, capace di accendere gli entusiasmi e di dividere le opinioni, ma soprattutto di identificarsi completamente con il suo Pisa. Con le sue intuizioni, le sue battaglie, le sue frasi rimaste iconiche. Era un calcio diverso, fatto di presidenti che si esponevano in prima persona, di trattative interminabili e di un legame diretto, quasi familiare, con la propria tifoseria.
Quest’anno il ricordo assume un significato ancora più particolare. Il 21 Settembre scorso, nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, Romeo Anconetani ha ricevuto alla memoria la cittadinanza onoraria di Pisa.
Sono trascorsi ventisette anni, il calcio è cambiato, sono passate generazioni di giocatori, allenatori e presidenti. Ma per chi ha vissuto quegli anni Romeo resta una presenza familiare, quasi fosse ancora lì, a bordo campo, pronto a festeggiare una vittoria o a difendere il suo Pisa.
E per chi non ha potuto conoscerlo, restano le fotografie, i filmati sgranati, le storie tramandate dai padri ai figli. Il racconto di un uomo che riuscì a far sognare un’intera città.


