Che fine hanno fatto le squadre che disputarono il campionato di Serie B del 2016-2017, quello del noto passaggio di proprietà da Petroni al gruppo Ricci-Corrado? La metà delle squadre non ce l’hanno fatta, ovvero Spal, Carpi, Novara, Bari, Avellino, Brescia, Trapani, Latina, Cesena e Vicenza, altre società hanno rischiato di sparire come Ascoli, Spezia, Perugia o Ternana. Altre ancora stanno sgomitando nell’inferno della Serie C come Salernitana, Cittadella, la Pro Vercelli o hanno fatto altalene come Benevento o Virtus Entella. Solo in poche “ce l’hanno fatta” come il Verona, il Frosinone e il Pisa, che possono contare su società solide e non rischiano di sparire dal calcio.

Partiamo dalla Spal, vincitrice del campionato e promossa in Serie A. Dopo tre stagioni in massima Serie ha avuto una serie di vicissitudini societarie ed è fallita per inadempienze finanziarie, ripartendo dall’Eccellenza. Il Verona invece, al secondo posto in quella stagione, ha vissuto anni positivi, con diverse stagioni di Serie A, per poi ritornare, solo quest’anno, in Serie B assieme al Pisa. E’ una delle pochissime società ad aver avuto sempre una gestione virtuosa. Stessa cosa si può dire con il Frosinone, giunto terzo in quella stagione, che ha fatto la spola tra Serie A e Serie B grazie al patron Maurizio Stirpe. Un’altra mosca bianca.

Scendendo ancora troviamo, al quarto posto il Perugia. Gli umbri infatti nel 2019-20 sono retrocessi in C per poi tornarci l’anno successivo, ma solo per due anni. Dal 2022 sono persi nell’inferno della terza serie. Il Benevento, giunto quinto, quell’anno andò in Serie A. Una retrocessione con ultimo posto l’anno successivo, per poi tornare in massima serie nel 2019-20. Nel 2022-23 però è retrocesso in Serie C dov’è rimasto tre stagioni. Al termine dell’attuale torneo è tornato su. Lo ritroveremo in Serie B.

E il Cittadella? Giunto sesto in quella stagione, è rimasto stabilmente in B per un decennio. L’anno scorso però è retrocesso e quest’anno si giocherà i playoff per tornare in B. Malissimo invece il Carpi, giunto settimo, che in quegli anni potè anche vantare una clamorosa promozione in Serie A. Fu solo un fuoco fatuo perché la società fu divorata dai debiti per poi fallire nel 2021. Oggi milita nuovamente in C.

All’ottavo posto c’è invece lo Spezia. Senza un vero e proprio progetto societario, i liguri hanno fatto capatina in Serie A ma a meno di colpi di scena torneranno in Serie C dov’è a rischio anche la loro sopravvivenza. Al nono posto il Novara, oggi di proprietà di due società con le stesse percentuali del Pisa. Nel 2021 però è fallito e adesso si destreggia nell’inferno della Serie C.

Al decimo c’è la Salernitana, un caso molto particolare. Dopo essere andata in Serie A si è salvata per miracolo per due volte, per poi retrocedere al terzo anno ed essere una delle uniche due società, negli ultimi 10 anni, a compiere il passo della doppia retrocessione in Serie C. All’undicesimo posto c’è la Virtus Entella. Ha fatto per diversi anni l’altalena tra Serie B e Serie C e quest’anno lotta per evitare la retrocessione in C.

Proseguendo in questo viaggio c’è il Bari, giunto dodicesimo. I pugliesi sono falliti nel , dai dilettanti. Oggi sono in Serie B e rischiano la retrocessione in C. Ancora il Cesena, che oggi è stato rilevato da una proprietà straniera, è però fallito nel 2018. Come il Bari, due posizioni più in basso c’è l’Avellino. Fallito nel 2018, il team irpino si è solo quest’anno affacciato nuovamente in cadetteria.

Ancora più in basso c’è il Brescia. Società storica del campionato italiano. Anche le Rondinelle però lo scorso anno sono fallite, ripartendo dalla C solo dopo aver acquisito il titolo sportivo della Feralpisalò come Union Brescia. Dopo diversi anni di Serie B l’Ascoli è infine retrocesso in C nel 2023-25. Salvatosi l’anno successivo, quest’anno potrebbe tornare in B passando per i playoff.

Anche la Pro Vercelli merita un discorso a parte. La società milita stabilmente in Serie C ed è recentemente stata acquisita dal gruppo olandese Bridge Football Group, ma non si rivede in B dal 2018. Sotto la Pro Vercelli se la sono passate tutte male le squadre che hanno affrontato quel torneo. La Ternana infatti rischia seriamente il fallimento e ha cambiato almeno quattro proprietà, tre solo quest’anno. Il Trapani è fallito ed è stato rifondato nel 2021. Stessa sorte per il Latina, fallito al termine proprio di quel campionato. E’ ancora in Serie C. Uguale anche il Vicenza che è fallito nel 2018 e non è mai riuscito a tornare competitivo come un tempo, sotto la presidenza di Stefano Rosso.

Lisuzzo ruba palla a Omeonga (Foto Andrea Valtriani)

Insomma, il confronto con quel campionato ci spiattella però una verità semplice: al netto della retrocessione, il Pisa resta una società fortunata. Ha sbagliato una stagione, anche pesantemente, ma non riparte dal niente. Riparte da una proprietà solida, da una struttura economica seria, da investimenti già avviati e da una base che molte altre piazze, passate da quella Serie B, oggi non hanno più. La caduta in B fa male, ma non mette in discussione la sopravvivenza del club. Ora servirà un nuovo progetto sportivo, ma possiamo cadere in piedi. E non è una cosa scontata. Anche se c’è a chi può dare fastidio questo concetto, in fondo è solo un problema loro.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.