Filippo Inzaghi torna all’Arena Garibaldi con il Palermo primo in classifica e una storia che, a Pisa, non si è chiusa come tutti avremmo voluto. Mercoledì ritroverà lo stadio della promozione, una parte dei giocatori con cui l’ha conquistata e una città che lo ha amato. Ritroverà anche le domande lasciate senza una risposta convincente, il dispiacere per un addio arrivato subito dopo la festa, le polemiche, e il ricordo di altre parole che hanno reso più difficile accettarlo, senza contare le incursioni sul mercato, la travagliata questione del film della promozione, mai pubblicato e tanti altri temi.

IL PRESENTE – Partiamo però dal campo che, nel qui ed ora, consegna a Pippo una posizione di forza: sette vittorie e un pareggio nelle prime otto giornate, ventidue punti, nessuna sconfitta, imbattuto, imbattibile. Il Palermo arriva da capolista, con la qualità e la profondità di una squadra costruita per salire. Anche contro la Carrarese ha trovato il modo di vincere una partita complicata, come fanno le grandi squadre. All’Arena arriverà dunque un avversario fortissimo, oltre all’allenatore che riportò il Pisa in Serie A.

Il gruppo a fine partita contro il Brescia nel momento in cui decide di allenarsi e non sfruttare il giorno di riposo domenicale (foto Pisa SC)

LA PROMOZIONE COL PISA – Per capire che cosa rappresenti questo ritorno bisogna ripartire dal 4 Maggio 2025. Dalla sconfitta di Bari diventata irrilevante grazie al successo della Reggiana sullo Spezia, dalla promozione dopo trentaquattro anni, da una città che finalmente poteva festeggiare ciò che aveva aspettato per una generazione. Inzaghi fu uno dei protagonisti di quella conquista. Aveva dato alla squadra identità, convinzione e una continuità che aveva permesso di trasformare un’ambizione in un risultato storico. Il suo posto in quella giornata resta intatto, come anche nella memoria collettiva. La gloria della storia non cambia e non cambierà mai. “Ci hanno fatto lavorare al meglio e non ci hanno fatto mancare nulla”. È anche da quelle parole che nasce lo stupore per quanto accadde nelle settimane successive: una distanza apertasi quando dall’esterno sembravano esserci tutte le condizioni per continuare insieme.

Inzaghi lascia Pisa in aeroporto

L’ADDIO – L’addio maturò attorno a una diversa idea di come affrontare la Serie A, questo è uno dei pochi dati certi. Le ricostruzioni pubblicate in quei giorni, anche su queste pagine, hanno raccontato un Pisa intenzionato a proseguire attraverso sostenibilità, valorizzazione e investimento sui giovani, mentre il tecnico avrebbe chiesto maggiori “garanzie” ed esperienza per affrontare la salvezza. Il confronto produsse una spaccatura, ma era già nell’aria da mesi. I contatti tra Inzaghi e il Palermo infatti esistevano già nel gennaio del 2025. Insomma, il tecnico aveva le idee chiare di un piano B già da diversi mesi e aveva già deciso di lasciare Pisa prima della fine del campionato, dal mese di aprile. La separazione diventò ufficiale il 13 Giugno, ma a molti pisani non piacque mai fino in fondo quel modo di lasciare Pisa, con parole e smentite, rivelatesi mendaci.

QUELLE DICHIARAZIONI INFELICI – Sul possibile addio Inzaghi ci aveva detto che erano tutte sciocchezze, anche lo stesso giorno in cui trapelò la notizia dell’addio definitivo, ponendo una distanza incolmabile e una profonda frattura nella fiducia tra ciò che si era sentito dire, ciò che era stato detto e ciò che in realtà stava accadendo. Ci era rimasta la gratitudine per la promozione, accompagnata però dalla sensazione di non essere stati preparati con sufficiente chiarezza a una decisione già capace di cambiare tutto, anche nei modi. L’addio improvviso di fatto ha spiazzato l’ambiente e la stampa locale. Nelle dichiarazioni successive, tra cui la conferenza stampa di presentazione a Palermo, Inzaghi ha spiegato di aver lasciato Pisa “per troppo amore” e perché “qualcosa non andava per il verso giusto”, scatenando polemiche e amarezza tra i tifosi e gli addetti ai lavori. E’ questo l’Inzaghi che mi ha amareggiato, perché con poche parole ha acceso un fuoco di cui si è discusso per due anni, contribuendo a rendere velenoso l’ambiente di Pisa. Sputando, a mio avviso, nel piatto dove aveva mangiato. Fu soprattutto quell’indeterminatezza a far storcere il naso. Che cosa non andava? Quali condizioni erano cambiate rispetto ai ringraziamenti del giorno della promozione? Evocare tra l’altro un problema senza mai chiarirlo ha lasciato sulla società un’ombra difficile da discutere nel merito. Non proprio l’atteggiamento migliore di lasciare una piazza, l’effetto è stato quello di un cratere emotivo a più livelli che ha danneggiato l’ambiente nei mesi a venire. A tal proposito, a Luglio, intervenne Giovanni Corrado, giudicando poco felici alcune espressioni della presentazione e respingendo l’idea di una rottura. Aggiunse un particolare significativo, di fatto una frecciata: “Durante l’anno ci ha sempre espresso la volontà di vincere ancora in Serie B”. Era la lettura della dirigenza, diversa da quella suggerita dalle parole pronunciate a Palermo che conferma che Inzaghi, Pisa, la voleva lasciare da tempo come piano B.

UN FILO TOSSICO ALIMENTATO DAL CALCIOMERCATO – Nel frattempo il filo fra Inzaghi e Pisa continuò ad alimentarsi attraverso il mercato. Già nel Giugno 2025, furono tanti gli interessamenti per diversi nerazzurri, da Tramoni a Moreo passando per Piccinini: nomi che appartenevano all’ossatura della promozione e che il Pisa aveva le proprie ragioni per trattenere. I tentativi e gli accostamenti proseguirono nelle sessioni successive. Tramoni rimase il nome più ricorrente, tanto da essere vicinissimo alla cessione nel gennaio scorso, con un’insistenza mai vista su temi di calciomercato in tanti anni di carriera. Da questo atteggiamento nacque la nostra polemica sulle possibili azioni di disturbo e su quella che, nel commento, definimmo un’“ossessione”. Il risultato, però, fu comunque lo stesso: Tramoni, Moreo e Piccinini non seguirono mai Inzaghi a Palermo. Anzi proprio Moreo, vicino ad andare a Palermo questa estate, rinnovò col Pisa fino al 2028.

I DIRITTI DI IMMAGINE SUL DOCUMENTARIO DELLA PROMOZIONE – Ci fu anche una vicenda fuori dal campo a rendere ancora più amaro il distacco: il documentario sulla promozione. Da tempo ho raccontato su Qui News Pisa che Inzaghi non aveva ancora concesso l’intervista e la liberatoria per l’utilizzo della propria immagine. Erano in corso interlocuzioni, anche sugli aspetti economici, mentre gli altri protagonisti coinvolti avevano aderito gratuitamente. Alla fine però il tecnico non concesse mai il via libera sulla sua immagine, chiedendo cifre molto elevate e fuori mercato per apparire nel film, tanto da far arenare questo progetto destinato, come poi confermò l’ex presidente Corrado, a Netflix.

UNO SGUARDO CONTINUO SU PISA – Inzaghi, da parte sua, ha continuato a rivendicare il legame con la città. Nel Luglio scorso, commentando il calendario, disse: “Mi interessava solo la data del ritorno a Pisa che per me rimane un posto speciale”. Una dichiarazione che ora incontra la realtà di una partita, di uno stadio e di un’accoglienza che, comunque lascerà dentro di noi tante emozioni. C’è chi privilegerà la riconoscenza, chi ricorderà soprattutto l’uscita e chi terrà insieme entrambe le cose. Farà sicuramente strano però, senza dubbio.

SENZA CORRADO E CON IL DUBBIO TRAMONI – Alcuni dei protagonisti di questa vicenda non ci saranno o potrebbero non esserci. Ad esempio la famiglia Corrado, che nel frattempo, solo pochi giorni fa, ha concluso il suo rapporto con il Pisa Sporting Club per decisione di Knaster. Poi c’è il dubbio Tramoni. Il giocatore a lungo desiderato potrebbe mancare proprio nella sfida contro il suo vecchio allenatore. A Verona è rimasto fuori per un fastidio muscolare e Bianco ha spiegato che il Pisa proverà a recuperarlo per Mercoledì, senza poter garantire la sua presenza. Un’eventuale assenza toglierebbe alla partita uno dei suoi incroci più attesi, tra campo e mercato.

IL PESO DI TANTE EMOZIONI E RICORDI – Non so neanch’io come reagirò al ritorno di Inzaghi dopo 519 giorni, questo sarà il tempo passato dal 28 maggio 2025, giorno in cui si seppe con certezza dell’addio di Inzaghi, al 28 ottobre 2026. “One year of love”, cantavano i Queen, tanto è durato l’idillio con Superpippo. Poi però ci sono stati quasi due anni di strascico, troppo perfino per un’ex fidanzata. Per me ha rappresentato tante emozioni, positive ma anche negative. Ci sono state notti in cui non ho dormito, pensando a come le nostre strade si fossero allontanate e a come anche il rapporto tra me e lui si fosse incrinato. L’ho stimato tanto e continuo a stimarlo, ma il ricordo di quell’addio resta amaro. Chissà, forse ritrovarsi sarà anche l’occasione per lasciarsi qualcosa alle spalle. Ora torneremo a essere vicini, almeno per una sera, eppure così lontani: Pisa e la Sicilia, gli otto punti che ci dividono in classifica, un Palermo che vola verso la promozione diretta e la vittoria del campionato, un Pisa che contro i rosanero non parte certo favorito. Tutto il resto è dentro di noi.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.