La “missione ricostruzione” di Paolo Bianco è al suo primo atto. I primi giorni di ritiro per il Pisa si stanno consumando su un doppio binario sottile e delicato. Da un lato c’è il lavoro sul campo, con i primi pesanti carichi atletici necessari per rimettere benzina nelle gambe. Ieri infatti la squadra per il doppio allenamento si è divisa tra lavoro in palestra e partitella. Dall’altro lato, ed è forse la sfida più complessa, c’è un’opera di vera e propria ricostruzione psicologica. La pesante retrocessione dalla Serie A, arrivata al culmine di una stagione da soli 18 punti, ha lasciato scorie profonde.
LO SPOGLIATOIO FERITO – Lo spogliatoio a fine stagione scorsa è stato un ambiente ferito, diviso tra chi ha la testa altrove e chi porta addosso le tossine di un’annata da incubo. Non è un caso che la società abbia deciso di affidarsi a Paolo Bianco, un tecnico che si è guadagnato sul campo la fama di “tattico mentalista”, capace di entrare nella testa dei calciatori e bonificare contesti apparentemente compromessi. Ne abbiamo già parlato di come Bianco a Monza e Frosinone è riuscito a ricostruire due ambienti.
IL MOSAICO PISA – Oggi a Pisa il mister si trova davanti a un mosaico complesso. Fin dalla sua conferenza di presentazione ha voluto tracciare una linea, togliendo simbolicamente dal mercato la “vecchia guardia” da cui intende ripartire: Antonio Caracciolo, Arturo Calabresi, Simone Canestrelli, Samuele Angori, ma soprattutto Stefano Moreo e Matteo Tramoni. Recuperare le motivazioni e affidarsi alla vecchia guardia è il primo snodo fondamentale. Un primo risultato pare arrivato dai primi giorni di ritiro e il video che il Pisa ha pubblicato ieri, con un gruppo che pare essere sano e che ha voglia di scherzare e di liberare la testa.
MOREO – Moreo aveva chiuso lo scorso campionato con parole d’aiuto emblematiche. Nella sua ultima intervista, a precisa domanda sul futuro, disse: “Ho proprio bisogno di staccare la testa e non pensare a niente. Ho dato tutto: non ho più energie mentali e fisiche”. Moreo sarà riuscito a svuotare la testa? E’ una delle sfide da raccogliere da parte di Paolo Bianco. Su di lui c’era il Palermo ma il Pisa ha già fatto muro.
TRAMONI – Ancora più delicata è la situazione di Matteo Tramoni, forse la sfida più grande per il nuovo allenatore. Il talento corso è reduce da un’annata da incubo: prima le difficoltà tattiche iniziali con Gilardino, poi il corteggiamento del Palermo e la protezione dello stesso Gilardino che lo convinse a restare. Proprio quando sembrava potesse diventare l’uomo della salvezza, l’esonero del tecnico e il subentro di Hiljemark hanno finito per spegnere definitivamente la luce sul ragazzo e sul gruppo. Tramoni si è ritrovato del tutto svuotato e riaccendere la sua fantasia è un compito che richiede prima di tutto empatia. Con la piazza Bianco ha già fatto presa con la battuta “dormirà con me in camera come Aristoteles con Oronzo Canà”.
I DUBBI – Accanto a questi punti fermi, ci sono situazioni di mercato e di campo tutte da decifrare. Tra i pali, Adrian Semper aveva inizialmente chiesto la cessione trovando un confronto diretto con la società, ma in questi giorni di ritiro le sue quotazioni per una permanenza stanno tornando prepotentemente in auge, nonostante il club si fosse cautelato sondando Alessandro Confente della Juve Stabia. Chi invece per ora resta un rebus imperscrutabile è Michel Aebischer: fermo ai box per infortunio dopo le ferie prolungate per i Mondiali, su di lui non si registrano offerte concrete, ma Bianco non ha ancora avuto modo di lavorarci dal vivo. Ci sono poi i casi ormai del tutto compromessi, come Rafiu Durosinmi, che non ha retto il salto di categoria ed è stato definitivamente bocciato dalla precedente gestione, o Simone Scuffet, ai ferri corti con la società. E infine c’è quella fascia di calciatori “borderline” che il “mentalista” dovrà valutare e tentare di recuperare nello spirito, da Bozhinov a Stojilkovic, passando per Meister e Idrissa Touré.
IL RILANCIO DI VURAL E LUSUARDI – Accanto alla gestione dei veterani, il lavoro psicologico e tattico di Paolo Bianco passa inevitabilmente anche dal rilancio dei profili più giovani e in cerca di riscatto, come Isak Vural e Mateus Lusuardi. Per il giovane talento turco classe 2006, dotato di grande visione di gioco ma ingabbiato nella discontinuità della scorsa annata, l’arrivo del nuovo tecnico rappresenta l’occasione perfetta per compiere il definitivo salto di qualità e ritagliarsi una centralità nell’impianto di gioco. Discorso analogo per Lusuardi: il difensore brasiliano, di rientro dal prestito dopo aver cercato minutaggio altrove, ritrova in panchina l’allenatore ideale per valorizzare la sua struttura e le sue qualità nella difesa a tre o a quattro.



