Mario Petrone, ex allenatore del Pisa nella stagione 2017-18, è stato nostro ospite nella prima puntata della nuova stagione di Finestra sull’Arena. Con lui abbiamo parlato di Petagna, del mercato nerazzurro e delle prospettive della squadra di Paolo Bianco.

Mister Petrone, bentornato a Finestra sull’Arena. Come sta?

“Grazie per l’invito Michele. Un saluto a tutti. Sto bene. Lo sai, d’estate, quando non alleno, porto avanti il nostro progetto ad Olbia. Mi tiene molto impegnato, però appena posso trovo anche il tempo per guardare un po’ quello che è il mio lavoro, il calcio. Tra partite e qualche talento sparso per il mondo non ci facciamo mancare nulla”.

L’abbiamo chiamata anche perché ha lavorato con uno degli ultimi acquisti ufficiali del Pisa, Andrea Petagna, che ha allenato ad Ascoli. Che giocatore arriva in nerazzurro?

“Vi dico una cosa che per me, ma credo anche per tanti nel mondo del calcio, conta molto: quando si parla di uomini veri, Andrea è un ragazzo così. Credo che il Pisa abbia preso veramente una persona perbene. È un uomo spogliatoio, un uomo squadra, un uomo società. Che giochi 95 minuti oppure 10, dà sempre il massimo per la squadra. Credo che queste siano prerogative importanti per un tecnico e per un progetto come quello del Pisa, anche per come ho conosciuto io l’ambiente. Sono molto contento che Andrea sia venuto a Pisa per cercare di riportarlo in Serie A”.

Cosa può dare Petagna a un allenatore con cui ha già fatto bene come Paolo Bianco?

“Questo è un altro aspetto molto importante e positivo. L’allenatore ha le idee chiare, almeno per quello che ho visto, anche guardando gli uomini che ha voluto e sui quali la società lo ha accontentato. Portare Marras, prendere Petagna e uno dei centrocampisti più importanti della categoria come Leone davanti alla difesa significa avere una direzione precisa. L’allenatore ha le idee chiare e Andrea può dare tantissimo. È un giocatore che gioca molto per la squadra e questo per un allenatore è di fondamentale importanza. È vero che si dice che l’attaccante debba essere egoista e quelle erano un po’ le parole che a volte dicevo anche io ad Andrea: va bene giocare per la squadra, però ogni tanto cerca di più la giocata per te, perché poi il gol lo devi sentire e lo devi percepire. Andrea è un giocatore di grandissima forza fisica e ha un sinistro devastante. L’ho visto cambiare molto negli ultimi anni ed è cresciuto tantissimo. Sicuramente può dare molto anche dal punto di vista dell’esperienza, perché la Serie B è lunga. Credo che avere un giocatore così in squadra sia molto importante. Tra l’altro viene da una promozione con il Monza e quindi, sotto questo aspetto, può veramente fare la differenza per il Pisa”.

Che mercato ha fatto secondo lei il Pisa per provare a tornare subito in Serie A?

“Il concetto fondamentale è la Serie B. La conosciamo bene, anche perché due anni fa il Pisa è riuscito a salire in Serie A. La B è lunga e credo che il mercato del Pisa non sia ancora chiuso. Guardando il mercato in entrata e in uscita e il bilancio complessivo, bisogna ricordarsi che il Pisa è una società importante e virtuosa. Sicuramente completeranno la rosa, ascolteranno l’allenatore e vedranno anche da queste prime partite di campionato quali indicazioni arriveranno. Siamo ancora nel calcio d’Agosto, però sinceramente ho visto qualche immagine e la squadra ha delle idee chiare. È un 4-3-3 nel quale l’allenatore ha cercato di mettere il giocatore giusto anche nelle proprie scelte. Davanti, con l’arrivo di Petagna, è diventato un reparto offensivo molto importante. Ascoltando anche le parole di Marras in una delle ultime interviste, si capisce che è un gruppo che sta lavorando bene, che ha voglia di emergere e di riscattarsi dalla stagione scorsa. E parliamo comunque anche di ragazzi nuovi, appena arrivati”.

Ha seguito le vicissitudini del Pisa nella passata stagione? Cosa pensa possa fare quest’anno una squadra che riparte dopo un’annata che non è stata all’altezza delle aspettative? Può essere una stagione di rilancio, pur mantenendo i piedi per terra?

“Sì, diciamo che la differenza è lampante. L’anno scorso si è partiti con un progetto, poi si è cambiato in corsa e secondo me si è finito male. È stata fatta una stagione di esperienza in una categoria che era nuova un po’ per tutti. Ovviamente non parlo della piazza, ma degli addetti ai lavori che hanno operato in Serie A. Secondo me le scelte di quest’anno sono anche figlie della stagione scorsa. Si è partiti con un allenatore che conosce la categoria e che comunque la Serie A l’ha portata a casa. Ripeto, secondo me le scelte fatte sono giuste: giocatori giovani, motivati e funzionali a questo progetto. Magari il Pisa non parte favorito, però sicuramente ha delle basi importanti”.

Per fare un bel campionato di Serie B preferirebbe avere giocatori forti oppure calciatori forti?

“La risposta potrebbe sembrare scontata. Servono entrambi, però la Serie B è lunga e l’organico è fondamentale. Secondo me bisogna avere giocatori importanti nei vari reparti, perché squalifiche e infortuni possono capitare durante l’arco della stagione e a volte i campionati si perdono anche per questi motivi. Credo che servano anche giocatori capaci, in determinati momenti, di far emergere esperienza e qualità. Con l’arrivo di Petagna e Marras il Pisa ha aggiunto molto. Marras può sembrare un ragazzo di categoria, ha fatto tanta gavetta, però secondo me adesso è nel pieno della maturità. È uno dei pochi giocatori che riesce a giocare dentro al campo e ad attaccare gli spazi. Con calciatori come Petagna, Moreo e Tramoni, secondo me il Pisa ha un attacco importante. Chi ha un reparto del genere in Serie B ha ottime possibilità di portare a casa i risultati”.

Ha detto che il calciomercato del Pisa non è ancora finito. Dove interverrebbe?

“Non è una questione di cambiare. Secondo me è giusto che in questi ultimi giorni di mercato ci siano la lucidità e la consapevolezza necessarie per valutare realmente il lavoro fatto e le cose da migliorare. Poi, se c’è da intervenire sul mercato, si può scambiare qualche pedina oppure prendere qualche giocatore in più da inserire nella rosa. Sinceramente il Pisa deve ritornare in Serie A. È giusto partire con grande umiltà, grande abnegazione e lavoro, però bisogna anche avere l’aspirazione di fare un campionato da protagonista. Secondo me ci sono tutte le carte in regola: gli obiettivi societari, la piazza, la tifoseria e, ovviamente, anche le disponibilità economiche”.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.