La Serie B ormai è realtà e non deve ingannarci. Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi 6 anni è che la retrocessione è sempre dietro l’angolo e non guarda in faccia nessuno. Top team, squadre rodate, società strutturate. La Serie B è tanto bella quanto spietata ed è una trappola. Finora questo il Pisa lo ha sempre retto bene. In B ci vorrà esperienza e tanto attaccamento alla maglia oltre che fame e giocatori adatti.
“Il nuovo corso comincia adesso” aveva dichiarato Gabbanini ai microfoni di Dazn sabato, prima della partita contro il Parma. Senza aspettare il verdetto aritmetico, ormai solo rimandato. La presenza di Gabbanini a Parma ci dice proprio questo, che il nuovo direttore sportivo è già pronto e sta gettando le basi del suo lavoro, chiamato a mettere ordine dopo un’annata che ha lasciato ferite profonde.
Il primo nodo sarà la panchina. Hiljemark ha ancora alcune partite davanti, ma la società dovrà decidere presto se affidargli anche la ripartenza oppure aprire una fase diversa. Una scelta centrale, perché la Serie B richiede una guida forte, riconoscibile, capace di reggere pressioni e momenti difficili. Per il momento, nonostante Knaster gli abbia rinnovato la fiducia, tanto da sacrificare Vaira, la sua permanenza non è scontata.
Poi ci sarà la rosa. Alcuni giocatori avranno mercato, altri dovranno essere valutati con attenzione. Il Pisa dovrà vendere bene, trattenere chi può dare garanzie e cercare elementi già pronti per un campionato lungo, sporco, spesso deciso dai dettagli. Profili tecnici, certo, ma anche uomini abituati a reggere la categoria.
C’è infine un tema non meno importante, quello di ricostruire il morale. Tanto dei giocatori, quanto della piazza. Una stagione con tante sconfitte può lasciare addosso insicurezze, sfiducia e paura dell’errore. Ripartire vorrà dire anche liberare la squadra da questo peso, creando un gruppo nuovo nello spirito prima ancora che nei nomi.
Il Pisa ha una possibilità: giocare d’anticipo. Non deve sprecare questo tempo che è l’unico valore aggiunto, oltre all’esperienza accumulata e alla consapevolezza degli errori commessi, da cui si può fare tesoro. Il tempo sarà la prima risorsa. Usarlo bene farà la differenza tra una vera ripartenza e una stagione, nel migliore delle ipotesi, interlocutoria.



