Un altro turno in cui la classifica, dietro, non si è mossa. Il Lecce ieri ha perso con il Bologna, il Verona con il Torino e la Cremonese ha perso col Cagliari. Insomma, ancora una volta il distacco del Pisa dal quartultimo posto è rimasto invariato a quota -9. Aumentano così i rimpianti perché dietro è gara a chi fa peggio.
Il Pisa resta fermo. E insieme a lui anche la lotta salvezza, almeno per quanto riguarda le squadre in fondo alla classifica. I numeri delle ultime sette giornate raccontano tutto: Hellas Verona, Cremonese, Lecce e il Pisa hanno ottenuto gli stessi punti, appena tre a testa. Bastava poco. Davvero poco. Anche solo quattro o sei punti in più e oggi il discorso sarebbe diverso, con i nerazzurri ancora pienamente dentro la corsa salvezza.
Invece la realtà racconta altro. Eppure il calendario, almeno sulla carta, lascerebbe ancora uno spiraglio. Il Pisa affronterà in sequenza il Genoa, il Parma, poi lo scontro diretto con il Lecce e la sfida contro la Cremonese. Quattro partite che rappresentano, di fatto, l’ultima occasione per fare qualche calcolo. Ma solo per l’aritmetica. Il problema è, infatti, che il margine di errore è troppo risicato. Basterebbe anche una sola vittoria di Lecce o Cremonese per parlare in modo concreto di retrocessione matematica già tra un paio di giornate. Poi, nel finale, arriveranno le sfide con la Lazio e il Napoli. Due gare complicate, certo, ma con due squadre che potrebbero non chiedere più nulla al campionato a quel punto della stagione ciò non farebbe altro che aumentare i rimpianti.



