Dai propositi di salvezza all’ultima giornata fino allo stop ad un passo dal sogno, dopo un’altra stagione vissuta a grandi livelli. Il Pisa può guardarsi indietro con un certo orgoglio, dopo aver realizzato il secondo miglior risultato sportivo degli ultimi 27 anni. Rivediamo il film del campionato, ancora una volta recitato alla perfezione dai protagonisti in nerazzurro, in un’annata molto particolare, con il Covid-19 che a un certo punto ha sconvolto le vite di tutti, prima che il Pisa tornasse trasformato dall’esperienza del lockdown. Il futuro però non potrebbe essere più luminoso.

GENESI STAGIONE – Si inizia sulle onde dell’entusiasmo per la promozione di Trieste in Serie B, con la dirigenza intenta a stabilizzare la categoria appena conquistata. Storiche in questo senso le parole del ds Roberto Gemmi: “Se il Pisa si salva all’ultima giornata di campionato vado scalzo per tutta la città. L’obiettivo principale è la salvezza, dobbiamo restare con i piedi per terra perché in B abbiamo poco da insegnare e molto da imparare”. I bookmakers credono a un campionato difficile, quotando il Pisa a 101 per la promozione come quintultima forza del torneo. Come Gemmi anche il tecnico D’Angelo parla per aforismi. “Preferisco la fame alla fama“ dirà il tecnico nerazzurro alla vigilia del mercato, presagendo quelle che saranno le mosse della società. Per dar corpo alla prosecuzione dell’idea tattica del tecnico nerazzurro, che punta a potenziare il 3-5-2 e il 4-3-1-2 rendendoli i due schemi di base del campionato, viene fatto un mercato oculato.

Il DS Gemmi con Luca D’Angelo e Giovanni Corrado

IL MERCATO – La triade di Gemmi e Giovanni Corrado, con Luca D’Angelo, decide di non snaturare il progetto originario. L’idea di base è partita sulla conferma del gruppo che ha conquistato la promozione in Serie B. Almeno 18 giocatori infatti arrivano direttamente dalla scorsa annata. Sono 15 invece i calciatori che sono andati via tra prestiti, cessioni e risoluzioni. Parallelamente si è lavorato per potenziare la squadra dando diverse alternative in ogni reparto senza rimanere scoperti. Arrivano il terzino Francesco Belli dalla Virtus Entella, il centrale Ramzi Aya dal Catania, il centrocampista in prestito Marco Pinato dal Sassuolo, Nicholas Siega il tuttocampista, mentre Meroni viene ceduto e ripreso per due anni in prestito dal Sassuolo. Operazione onerosa invece quella di Raul Asencio, una delle scommesse di Gemmi e D’Angelo, con un investimento importante in termini di stipendio. Altra scommessa, oltre al reintegro in rosa di Ingrosso, l’arrivo di Varnier, con l’obiettivo di essere la promessa che il calcio italiano ha visto in lui. Sul gong arriva Fabbro dal Chievo per chiudere il reparto offensivo.

La rete di Gucher alla Juve Stabia (da pagina Facebook del calciatore)

LA PRIMA PARTE DEL TORNEO – Ai nastri di partenza, dopo il ritiro di Storo, il Pisa si presenta molto bene, riscaldandosi in Coppa Italia. Arriva il 3-0 al Potenza e poi lo 0-3 contro il Bologna, ma i nerazzurri fisicamente stanno bene e lo dimostrano. La partenza è ottima con il Pisa che resta imbattuto le prime quattro giornate di campionato, rischiando anche di battere il Benevento all’esordio, nella gara di apertura della Serie B giocatasi all’Arena, con Marconi che sbaglia un rigore nel recupero. Il Pisa è corsaro a Castellamare di Stabia, poi schianta 4-1 la Cremonese e incanta tutti, pareggiando 2-2 col Chievo. La sconfitta 2-3 con l’Empoli in casa grazie a una rete nel recupero interrompe il record più lungo della storia del Pisa, quello di 27 risultati utili consecutivi. La sconfitta è anche la prima di una lunga serie di risultati che cambieranno negli ultimi minuti di gara, tra vittorie e sconfitte e che porteranno il Pisa ben 11 volte a far sussultare i propri tifosi nel recupero, come un difetto, ma anche un pregio. Segue un periodo di crisi, con la squadra di D’Angelo che per oltre un mese e sei gare non riesce più a vincere, toccando il fondo con la sconfitta 1-0 di Livorno e la paura che quello che si fosse visto fino a quel momento fosse solo un caso. Il Pisa si riprende vincendo quattro delle successive sette partite, ma poi altri tre passaggi a vuoto la ancorano in un limbo tra lotta per i playout e una classifica che potrebbe anche far sognare i playoff, con grande equilibrio di forze in campionato, un equilibrio che perdurerà fino alla fine. Con il Pordenone a dicembre si fa male però Michele Marconi, il vero bomber della prima parte del torneo, per lungo tempo anche leader insieme a Iemmello del Perugia della classifica marcatori. Quando però a dicembre si fa male Marconi, ecco spuntare il “caso Asencio“, con il calciatore che alla fine viene messo fuori squadra da D’Angelo, costretto a schierare al suo posto Giani in partita. “Ho preferito metterlo da parte e sarà così fino alla fine della stagione – dice D’Angelo, dopo che in passato il calciatore era stato multato per aver postato un video in cui gioca alla playstation mentre la squadra perde e lui è a casa a farsi gli affari propri. – Questo perché tutelo il gruppo anziché il singolo giocatore. Non è sbocciato l’amore calcistico. Forse avremmo avuto bisogno, ma abbiamo bisogno di giocatori che vadano in campo con l’elmetto dello stesso colore, quello neroazzurro”.

Vido e Soddimo a San Piero a Grado

MERCATO DI GENNAIO – A gennaio, come nella stagione passata, il direttore sportivo Roberto Gemmi ha voluto giocare d’anticipo, con l’arrivo di Danilo Soddimo e il giovane Luca Vido in gruppo prima dell’ufficializzazione. Salutano Liotti, Di Quinzio e Izzillo, ma soprattutto saluta Raul Asencio, protagonista in negativo della prima parte del campionato. Arrivano anche il giovane Vladan Dekic e Antonio Caracciolo, senza contare il centrocampista in prestito per 18 mesi Marco Pompetti dall’Inter, ma anche Eros Pisano, fortemente voluto da Roberto Gemmi. Nel frattempo arrivano anche gli assalti ai pezzi pregiati da parte delle altre squadre. Ramzi Aya lascia il Pisa per motivi personali mai esplicitati, accasandosi alla Salernitana. Il Pisa resiste anche alle lusinghe di Genoa, Roma, Torino e Cagliari per Stefano Gori, mentre Lisi è corteggiato da Cremonese e Crotone, ma non si muove da Pisa, con la volontà della società di arrivare fino in fondo al campionato senza farsi scippare i calciatori migliori della rosa. Luca Vido, che a Pisa ritrova tre suoi compagni di squadra ai tempi della Primavera del Milan con cui nel 2014 ha vinto la Viareggio Cup. Si tratta di FabbroGori e Pinato. Allo stesso modo Danilo Soddimo ritrova Robert Gucher, eroe di centinaia di battaglie a Frosinone, con i due giocatori protagonisti del doppio salto e di due promozioni in Serie A con i ciociari. Antonio Caracciolo ha disputato invece la prima parte della stagione con Danilo Soddimo a Cremona, arrivato lo scorso anno e i due già si conoscono bene. Inoltre l’arrivo di Eros Pisano, un uomo di fiducia di Roberto Gemmi, che conosce bene il calciatore da oltre 15 anni e in passato hanno vissuto diverse esperienze calcistiche insieme. C’è da dire molto anche dagli arrivi di Vladan Dekic e Marco Pompetti, che insieme all’Inter hanno vinto tutto con la Primavera, tra campionato e Viareggio Cup. Il disegno dunque è chiaro: non solo aumentare il tasso tecnico della squadra, ma anche integrare elementi in un gruppo già esistente.

Francesco Lisi

GLI INFORTUNI E IL TRIONFO COL LIVORNO – I nerazzurri alla fine escono dal loop degli infortuni, ma si ritrovano sotto virus influenzale che alla fine di gennaio crea non pochi problemi a una buona fetta della squadra. Dopo cinque gare senza vincere, il Pisa si riprende battendo 4-3 in trasferta la Cremonese, con un gol all’ultimo secondo di Eros Pisano che conquista il suo nuovo pubblico. I nerazzurri infatti avevano pareggiato con Juve Stabia, Benevento e Frosinone, perdendo in casa col Venezia e in trasferta con l’Empoli, ma riprendendosi battendo il Perugia e soprattutto il derby con il Livorno con un gran gol di Lisi. L’esultanza però non è del tutto appagante perché la partita con i labronici si svolge a porte chiuse. Sono infatti giorni difficili, in cui vige una grande incertezza e in cui un virus di cui ancora si sa molto poco inizia a prendere piede nelle vite di tutti, dopo aver terrorizzato l’oriente nei mesi precedenti. Il Pisa però con questa vittoria si lascia alle spalle la zona retrocessione ed è nel suo miglior momento dall’inizio della stagione. Proprio nel suo miglior momento però, il Coronavirus esplode nel paese.

Fabbro fa “il pianista” durante il Coronavirus

IL CORONAVIRUS – Accade tutto molto rapidamente e l’intera nazione finisce in quarantena. Anche la società nerazzurra ha sospeso gli allenamenti in attesa della decisione da parte delle autorità e delle istituzioni che portano alla sospensione del campionato. Nessuno sa cosa fare, nemmeno i protagonisti. Non lo sa neanche il presidente della Figc Gabriele Gravina, che alla Gazzetta dello Sport non ha escluso di spalmare la stagione su due stagioni. Ormai è davvero tutto un navigare a vista. Viene ipotizzata la data del 3 aprile per la ripartenza, ma è solo una chimera, i numeri del virus costringono alla sospensione per quasi 3 mesi. Intanto c’è una lotta salvezza anche al Coronavirus, con Spinelli che punta al congelamento della classifica e al blocco delle retrocessioni. Corrado intanto traccia la linea da seguire: “È un periodo veramente brutto per il sistema calcio, che comporterà perdite notevoli a fine stagione. Bisognerà trovare fra tutti una linea univoca”. La linea univoca arriva con la Serie B che dimostra, a parte rarissimi casi, una unità di intenti invidiabile anche da parte della Serie A. A ripartire per prima è la Serie A, mentre la Serie B si schiera per poter terminare il campionato in tutta tranquillità ad agosto, come poi sarà. Intanto fa scuola il tifo nerazzurro. Pisa si risveglia con un incoraggiamento della Curva Nord all’Ospedale di Cisanello. Gli ultras nerazzurri hanno infatti lasciato uno striscione per sostenere medici, personale ospedaliero e chi sta lottando per questa malattia, come fossero i calciatori del Pisa che vanno in campo ogni domenica. “A voi il sostegno degli ultras” ha scritto la Curva, suscitando un plauso generale.

La conferenza stampa per lo stadio

LO STADIO – A giugno viene pubblicata dal Tar della Toscana la sentenza che ha annullato la delibera del Consiglio Comunale di Pisa n. 38 del 10 settembre 2019, che negava il permesso a costruire all’associazione islamica, in via del Brennero, una moschea, su terreni già acquistati, dove adesso è stato destinato un parcheggio. Politicamente questa sentenza fa mostrare il fianco a critiche da parte dell’amministrazione comunale, nel timore che la sentenza potesse ritardare l’iter per la nuova Arena,  un timore condiviso anche dal presidente del Pisa Giuseppe Corrado, che in tempi non sospetti, risalenti all’anno scorso, aveva dichiarato: “Avremmo preferito di gran lunga che le due questioni viaggiassero su binari differenti. Temo che la burocrazia ci metta lo zampino per allungare ulteriormente i tempi”. La “Variante Arena” però resterà efficace per lo stadio e l’intoppo si risolve in pochi giorni.  Intanto arrivano anche novità da Alessandro Pasquarelli di Yard, incaricato del progetto: «Almeno per noi, non cambia assolutamente nulla. Andiamo avanti con il progetto a: abbiamo bisogno ancora di qualche mese di tempo, ma a settembre contiamo di poter cominciare a definire progetto esecutivo e piano economico finanziario. Dopo esserci confrontati con il presidente, dovremo incontrare i progettisti. Poi ci sarà da riprendere contatto anche con gli investitori: la pandemia ha avuto un impatto notevole anche sull’economia». Il Pisa intanto dà appuntamento a luglio per discutere Pef e progetto definitivo in comune, invitando però anche a smetterla con le strumentalizzazioni.

Il lungo serpentone di giocatori all’Arena per i tamponi e i test sierologici

UN PISA IN LOCKDOWN – Il Pisa in lockdown intanto, agli ordini del preparatore Marco Greco va avanti e non si ferma anche tra le mura di casa. Marin lo definisce “uno scenario da Call of Duty”. Mentre sui social i calciatori fanno divertire i propri tifosi, a casa ci si allena seriamente, per farsi trovare pronti. In attesa che il protocollo venga adeguato al campionato di Serie B infatti, la società nerazzurra ha già sanificato Arena Garibaldi e campi di San Piero a Grado. La società stanzia poi una cifra ci quasi 200 mila euro per i tamponi effettuati assieme ai test sierologico senza intoppi. L’unico intoppo è l’infortunio ad aprile di Birindelli, operato alla mano. “Il Pisa Sporting Club comunica che il calciatore Samuele Birindelli ha riportato un infortunio, durante l’allenamento domestico, che gli ha provocato una ferita da taglio sulla mano con lesione dei tendini estensori del primo dito e flessione del secondo e del nervo radiale. Il calciatore è stato già sottoposto ad intervento”.  I calciatori nel frattempo fanno alcune donazioni tra cui spicca anche quella di 3000 euro all’ospedale di Cisanello. Dietro le quinte però spicca la volontà di poter fare qualcosa di importante da parte di giocatori e staff.

Il risveglio di Marconi (Foto Pisachannel)

UNA NUOVA RIMONTA, AD UN PASSO DAL SOGNO – Contro il pronostico di ogni addetto ai lavori, il Pisa si presenta alla ripartenza come la squadra più in forma della Serie B. iniziando ad inanellare la sua striscia positiva più lunga della stagione, risvegliandosi ai piedi dei playoff e non aveva mai fatto così bene nel corso della stagione. Venti giocatori andati a segno, 31 giocatori diversi schierati in campionato. Sei vittorie consecutive in casa, successi con il Pescara, in trasferta con lo Spezia, poi il 2-0 col Cittadella, la vendetta contro Petroni con il Trapani e i soli due intoppi contro Pordenone, con la Trieste stavolta amara, e Cosenza, con la vendetta di Asencio. Torna al gol anche Michele Marconi che a fine campionato raggiungerà quota 15 reti segnate. Più che lecito sognare, mentre giocatori, tecnico e dirigenti fanno comprensibile “pretattica”, anche in via scaramantica, lasciando lontana l’attenzione e la pressione per un’ambizione che sta prepotentemente entrando dalla porta di servizio. Al bivio il Pisa si salva matematicamente e cerca di andare al bersaglio grosso. I nerazzurri fanno meglio di chiunque altro e arrivano alle porte dei playoff, giocandosi tutto fino alla fine. Purtroppo arriva almeno un’ultima tegola, con il saluto amaro di Stefano Gori, infortunatosi alla spalla che a due partite dalla fine è costretto ad abdicare e chiudere anzitempo la stagione. Infatti a sorpresa poche settimane prima il portiere era stato ceduto alla Juventus che lo aveva acquistato per 3 milioni di euro nell’ambito di un affare che ha portato invece a Pisa il portiere dell’under 23 bianconera Loria. Un affare importante con la società che si siede per la prima volta al tavolo delle grandi del calcio. Straordinario, prima della vittoria con l’Ascoli, il corteo dei tifosi che scortano la squadra all’Arena, tra gli applausi di tutta Italia. A Frosinone però ci pensa la classifica avulsa a eliminare i nerazzurri che fanno “54 punti veri” come li ha definiti il tecnico Luca D’Angelo e il presidente Corrado.

D’Angelo osserva (Foto Pisachannel)

D’ANGELO RESTA AL 100% – Al di là della beffa finale il Pisa ha disputato una stagione in crescendo, con il tecnico nerazzurro che si è messo in luce al pari dei giocatori, raggiungendo la vittoria numero 100 in carriera e anche il quinto posto di sempre, come numero di presenze, sulla panchina nerazzurra. Un tecnico che, come ha sempre abituato da quando è uscito dalla scuola di allenatori di Coverciano, ha avuto come marchio di fabbrica un girone di ritorno su livelli altissimi rispetto a quello d’andata, un dato confermato senza dubbio quest’anno, ma anche nel corso della stessa stagione, quando il Pisa fece 27 risultati utili consecutivi, passando dall’undicesimo posto alla Serie B senza più perdere un colpo. D’Angelo è stato anche corteggiato da molte squadre, non ultima il Lecce, ma non si muove da Pisa, restando al 100%, come da lui dichiarato nel post-Frosinone. Da lui infatti partirà il futuro del Pisa.

La foto nelle storie instagram di Robert Gucher mentre i tifosi accompagnano la squadra all’Arena per Pisa-Ascoli

IL FUTURO – Un futuro radioso e già anticipato dalle parole del presidente Corrado dopo il pareggio di Frosinone: “Domani ci riposeremo e poi penseremo al prossimo campionato. Ci siamo ricavati un ruolo importante in Serie B, molti dirigenti si sono congratulati in questi giorni, ma noi non ci accontentiamo perché quel passettino era alla nostra portata. L’amaro in bocca c’è per la classifica avulsa, se siamo arrabbiati siamo ancora più motivati. Con l’esperienza maturata quest’anno, vogliamo sempre migliorarci. Se facciamo un ulteriore passo avanti il prossimo anno possiamo gioire”. Un Corrado che ha voluto rilanciare con il Pisa che potrebbe stavolta puntare direttamente ai playoff dopo qualche acquisto importante, nell’ottica della volontà del proprio presidente. I nerazzurri ora si prendono il loro meritato riposo durante il fine settimana, prima di cominciare a parlare della nuova stagione.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018