Juan Cuadrado resta fuori dalla nazionale colombiana. Il giocatore del Pisa era stato inizialmente preconvocato per questa tornata di gare nazionali, ma il commissario tecnico Néstor Lorenzo ha poi deciso di non inserirlo nella lista definitiva, scegliendo un criterio chiaro: spazio a chi gioca con continuità ed è al meglio fisicamente.
Una decisione inevitabile, soprattutto in prospettiva. A 37 anni, Cuadrado vede complicarsi sempre di più la corsa verso il Mondiale del 2026, che resta il suo grande obiettivo dichiarato. Più volte il giocatore ha ribadito la volontà di arrivarci, provando a dare ancora un contributo sia al Pisa che alla nazionale. Un contributo però frenato da una compromessa integrità fisica.

Le parole di Lorenzo vanno però in un’altra direzione. Il tecnico argentino ha spiegato di voler costruire un gruppo competitivo puntando su giocatori in condizione e con spazio nei rispettivi club. “Vogliamo che chi arriva abbia l’opportunità nelle migliori condizioni”, ha detto ai media colombiani, lasciando intendere che le scelte guardano più al presente che alla storia dei singoli. Non è un’esclusione definitiva, ma il segnale è forte. Lo stesso Lorenzo ha citato diversi veterani tra cui proprio Cuadrado alle prese con problemi fisici o con meno continuità, spiegando come la priorità sia stata data a chi può garantire affidabilità immediata. “Ci sono molti veterani come Cuadrado, come Mina; c’è anche ‘Carlitos’ Cuesta, che ha un problema muscolare; Sinisterra ha infortuni che lo tengono fuori; Carrascal ha giocato con molto dolore, con iniezioni e ho preferito che non facesse parte di questo microciclo”, ha spiegato il commissario tecnico della Colombia.
Il paradosso è che, fino a poco tempo fa, Cuadrado era stato un punto fermo della Colombia proprio con Lorenzo in panchina. Oggi invece si ritrova ai margini, in un gruppo che sta cambiando pelle e che guarda sempre più al futuro.
Senza impegni con la nazionale, Cuadrado potrà concentrarsi esclusivamente sul finale di stagione, mettendo esperienza e qualità al servizio della squadra in un momento delicato. Il sogno Mondiale non è ancora chiuso, ma si allontana. Per riaprirlo servirà continuità, mai avuta quest’anno, condizione e prestazioni convincenti. Il tempo, però, non è dalla sua parte.



