Quindici gol subiti in dieci partite, una media di una rete e mezzo a gara. La difesa è ormai il problema più evidente del Pisa di Paolo Bianco. La sconfitta per 2-0 contro l’Avellino ha riportato in primo piano difficoltà che le buone prestazioni offensive delle ultime settimane avevano parzialmente mascherato. I nerazzurri hanno segnato 18 reti, ma continuano a concedere troppo, diventando la sesta peggior difesa del torneo. Un dato che incide sulla classifica e che rischia di diventare un limite importante nella corsa alle prime posizioni.
ERRORI CHE SI RIPETONO – Al Partenio sono riemersi problemi già visti in altre partite. Marcature insufficienti, difficoltà sulle seconde palle, letture sbagliate e una gestione delle ripartenze avversarie spesso approssimativa. Nel primo tempo l’Avellino ha colpito una traversa, trovato il salvataggio di Moreo sulla linea e segnato dopo l’ennesimo calcio d’angolo. Tre episodi che ci mostrano la fragilità della fase difensiva. Anche Confente, pur protagonista di alcune buone prestazioni in questo avvio di stagione, non è sempre apparso impeccabile. Non si tratta più di singoli errori occasionali, ma di situazioni che si ripresentano con frequenza.

CAMBIANO GLI UOMINI, NON I PROBLEMI – Bianco ha modificato più volte il reparto arretrato, alternando Calabresi, Caracciolo, Canestrelli, Bozhinov, Primasso e Angori. Il giovane Primasso si è guadagnato spazio e fiducia, ma nel complesso nessuna combinazione ha ancora garantito quella solidità necessaria per affrontare un campionato di vertice. Il tecnico ha scelto stabilmente la difesa a tre, senza però aver trovato un equilibrio altrettanto stabile. Le rotazioni, tra scelte tecniche, squalifiche e problemi fisici, non hanno aiutato, ma neppure possono spiegare interamente le difficoltà.
UN PROBLEMA ANCHE COLLETTIVO – Sarebbe riduttivo attribuire tutte le responsabilità ai difensori. Il Pisa spesso si allunga, perde le distanze tra i reparti e lascia troppo campo agli avversari. Quando la pressione sul portatore non funziona, la retroguardia si ritrova esposta. Bianco ha ricordato che la sua squadra è costruita per attaccare e che qualche rischio è inevitabile. Non sempre però l’attacco potrà compensare le reti incassate, come dimostrato ad Avellino.
GENNAIO DIVENTA UNO SNODO – A questo punto una riflessione sul mercato appare necessaria. Il Pisa ha investito molto per rinforzare altri reparti, ma la difesa continua a offrire meno garanzie del previsto. Se nelle prossime settimane non arriveranno miglioramenti significativi, l’intervento di Gennaio potrebbe diventare una priorità per la dirigenza. Non necessariamente una rivoluzione, ma almeno un innesto capace di aumentare affidabilità e qualità del reparto.


