Si è conclusa stasera la lunga maratona del calciomercato estivo, che ha visto i nerazzurri impegnati con dieci acquisti, quaranta movimenti in uscita e un saldo positivo. Dopo la retrocessione dalla Serie A il Pisa si è trovato davanti a un lavoro enorme: un esercito giocatori da gestire, un nuovo direttore sportivo già insediato durante il precedente campionato, un nuovo allenatore e una squadra da ricostruire con l’obiettivo di tornare subito competitiva in Serie B. Dal casting per la panchina alla scelta di Paolo Bianco, dai primi addii alla cessione record di Durosinmi, passando per gli arrivi di Marras, Leone, Rao, Ferrah, Zanon, Petagna, Correia, Confente e Pittarello, tutti gli acquisti nerazzurri. Gli affari si sono conclusi molto prima dell’ultimo giorno di mercato, altro sinonimo di programmazione. La squadra consegnata al tecnico ha due giocatori per quasi ogni ruolo, un attacco con numeri importanti e diversi giovani. L’ultimo giorno la società ha ceduto Bonfanti alla Carrarese in prestito con diritto di riscatto a 1,5 milioni e il 20% sulla futura rivendita. Restano aperte le sessioni di Høholt, Mbambi e Vignato, possibili grazie alla chiusura posticipata dei mercati esteri in alcuni paesi nei prossimi giorni. Rimangono in squadra a causa di infortuni di media entità Buffon e Bettazzi. Frosali invece potrebbe essere integrato in prima squadra da Bianco. Sono stati quasi tre mesi molto intensi, ma ora è arrivato il momento di tirare le somme sul calciomercato nerazzurro firmato dal nuovo direttore sportivo Leonardo Gabbanini e dal direttore generale Giovanni Corrado. Come sempre mettetevi comodi, prendete un caffè e rilassatevi. Anche stavolta sarà una lunga lettura.

(Per una migliore lettura si consiglia di interagire con i collegamenti ipertestuali)

La prima immagine con cui Gabbanini, ad aprile, si è presentato a stagione ancora in corso

DALLA RETROCESSIONE A GABBANINI – Per raccontare il mercato estivo 2026 del Pisa bisogna partire ancora una volta da qualche settimana prima dell’apertura ufficiale delle trattative. Stavolta addirittura da Aprile, quando la stagione di Serie A non era ancora terminata e la strada per la retrocessione era ormai segnata. Il 21 Aprile la società aveva infatti esonerato Davide Vaira, in seguito a forti divergenze con la proprietà (in particolare con Alexander Knaster) nate dalla volontà del dirigente di esonerare l’allenatore Oscar Hiljemark. Così era stata affidata la direzione sportiva a Leonardo Gabbanini, anticipando una delle decisioni principali dell’estate e permettendo al nuovo dirigente di iniziare subito a studiare una rosa che da lì a poco avrebbe avuto bisogno di un intervento profondo. Gabbanini entra in una struttura nella quale Giovanni Corrado continua ad avere un ruolo centrale nella programmazione della prima squadra e nelle scelte di mercato. I due lavoreranno fianco a fianco per tutta l’estate, con competenze differenti ma con una condivisione continua delle principali operazioni. La situazione d’altronde era molto diversa rispetto a dodici mesi prima. Nell’estate 2025 il Pisa era appena tornato in Serie A dopo 34 anni e doveva provare a migliorare una squadra che aveva appena dominato il campionato cadetto con Filippo Inzaghi. Un anno dopo la base di partenza era quella di un gruppo retrocesso, reduce da una stagione conclusa malissimo, con molti giocatori acquistati per la massima serie, diversi rientri dai prestiti e una quantità di contratti difficilmente sostenibile per una normale rosa di Serie B. Quando abbiamo fatto i conti tra Maggio e Giugno si arrivava infatti a oltre quaranta elementi. Gabbanini, nelle sue prime parole pubbliche, aveva posto l’accento soprattutto sulla conoscenza dei giocatori e sulla volontà di capire chi fosse realmente disposto a proseguire. Un concetto che col passare dei mesi avrebbe assunto un significato molto concreto, perché diversi elementi della rosa hanno chiesto di valutare altre possibilità dopo la retrocessione, mentre su altri la società ha scelto direttamente di voltare pagina. Allo stesso tempo alcuni calciatori sono stati tolti dal mercato, pur avendo richieste, perché ritenuti importanti per ripartire. Prima di tutto, però, bisognava scegliere l’allenatore.

Hiljemark mentre si gode un pomeriggio di relax con la squadra matematicamente esonerata, a campionato in corso

L’ADDIO A HILJEMARK E IL CASTING PER LA PANCHINA – L’esperienza di Oscar Hiljemark era sostanzialmente già finita prima dell’ultima giornata di campionato, anche se l’esonero ufficiale è arrivato soltanto l’8 Giugno. Dopo aver sostituito Alberto Gilardino a Febbraio, lo svedese non era riuscito a cambiare il corso della stagione e aveva chiuso la propria esperienza con risultati scandalosi, diventando statisticamente il peggior allenatore della storia del Pisa con la peggior striscia negativa di tutta l’ultracentenaria storia nerazzurra. La società aveva quindi iniziato da tempo a lavorare sul successore e già nei primi giorni di Giugno la rosa dei candidati era abbastanza definita. I nomi principali erano Fabio Pecchia, Paolo Zanetti, Marco Baroni e Paolo Bianco. Pecchia partiva con credenziali importanti soprattutto per le promozioni già ottenute in carriera e per la conoscenza della Serie B. Zanetti era un altro profilo gradito, mentre Baroni aveva dalla sua un curriculum di grande esperienza. Bianco, invece, era una pista che avevamo iniziato a raccontare già alla fine di Maggio, ma sembrava molto più complicata per la sua situazione col Monza. Per alcuni giorni è difficile individuare un vero favorito. La società porta avanti i colloqui, poi la decisione passa direttamente ad Alexander Knaster. Il patron vuole un tecnico capace di guidare immediatamente una squadra con ambizioni importanti e l’intenzione è quella di non trascinare la scelta troppo a lungo. Il 5 Giugno i colloqui sono ormai conclusi e la corsa è sostanzialmente a quattro. Poi succede una cosa abbastanza particolare. L’8 Giugno sembra che Bianco debba definitivamente rimanere al Monza. L’incontro con il club brianzolo porta inizialmente alla conferma e per qualche ora il tecnico esce dalle valutazioni, lasciando Pecchia, Zanetti e Baroni. Su Sestaporta continuiamo però a tenerlo dentro il discorso, perché la sua posizione non appare così definitiva come sembra. Due giorni dopo la situazione infatti cambia completamente.

La presentazione di Paolo Bianco

KNASTER SCEGLIE BIANCO – Il 10 Giugno arriva la decisione. Alexander Knaster, coadiuvato da Corrado e Gabbanini, sceglie Paolo Bianco e il Pisa trova con il tecnico un accordo fino al 2028, con opzione per una ulteriore stagione. A quel punto rimane soltanto da risolvere formalmente il rapporto col Monza, passaggio che richiede ancora alcuni giorni e che porterà alla risoluzione consensuale. L’annuncio ufficiale del Pisa arriverà soltanto il 22 Giugno, ma Bianco è di fatto il nuovo allenatore già dal 10 e inizia a lavorare a distanza insieme alla dirigenza sulla costruzione della squadra. È una scelta interessante anche per il momento vissuto dal Pisa. Bianco aveva appena riportato il Monza in Serie A e decide di scendere di categoria per sposare il progetto nerazzurro. Nelle sue esperienze precedenti aveva dimostrato soprattutto di saper prendere squadre in difficoltà e ricostruire ambienti complicati, prima a Frosinone e successivamente proprio a Monza. Per un Pisa reduce da una retrocessione, con uno spogliatoio inevitabilmente segnato dalla stagione precedente, è uno degli aspetti che la società considera maggiormente. E’ proprio Giovanni Corrado a spiegarlo nel corso della conferenza di presentazione dell’allenatore, sostenendo che la Serie A è stata una “palestra”, il Pisa aveva sottostimato alcune difficoltà e ora l’obiettivo non deve essere semplicemente tornare su, ma capire come tornarci, costruendo qualcosa di più solido: “Bisogna fondere il vecchio gruppo con quello nuovo e trattenere con forza chi ha ancora la stessa voglia della società”. La scelta dell’allenatore arriva inoltre molto prima rispetto alle estati precedenti, permettendo a Bianco e alla dirigenza di confrontarsi sulla rosa per diverse settimane prima del raduno. Il tecnico, alla vigilia della prima giornata di campionato, confermerà: “tutti gli acquisti sono stati condivisi con me”, una circostanza tutt’altro che secondaria per valutare questo mercato. Alla presentazione il club ha espresso anche la linea del mercato. Gabbanini ha parlato della necessità di fondere il vecchio gruppo con il nuovo. Ha poi chiarito il criterio per gli acquisti: “Chi verrà a Pisa deve fare una scelta netta ed essere il motore principale della trattativa”. Bianco è stato altrettanto chiaro con chi era già sotto contratto: “Chi resta a Pisa deve essere non felice, ma di più di restare qui”. Gran parte delle decisioni prese nei due mesi successivi nasce da queste parole.

Stengs dopo essersi curato

I MANCATI RISCATTI E L’EREDITÀ DELLA SERIE A – Prima di comprare, il Pisa ha dovuto chiudere i rapporti rimasti dalla stagione precedente. Calvin Stengs è rientrato al Feyenoord, Samuel Iling-Junior all’Aston Villa e Lorran al Flamengo. Erano arrivati con aspettative importanti e hanno lasciato un contributo inferiore a quello sperato. Si sono conclusi anche i contratti di Raúl Albiol, Juan Cuadrado e Nicolas. Marius Marin, dopo sette stagioni, ha lasciato per mancato rinnovo ed è andato all’Al-Nasr negli Emirati Arabi alla scadenza del contratto. Si è trattato di un addio traumatico per la tifoseria pisana che in Marin aveva avuto un vero e proprio leader e capitano per tanti anni. Il caso più strano ha riguardato Ebenezer Akinsanmiro. Il Pisa era convinto di aver esercitato il riscatto dall’Inter per 7,5 milioni, lasciando ai milanesi il controriscatto a 8,5. Una diversa interpretazione di una norma tra il club e la Lega ha invece fatto saltare l’operazione. Il centrocampista è tornato all’Inter. Un incidente regolamentare che ha tolto al nuovo allenatore un giocatore giovane e già abituato all’ambiente. Michel Aebischer era invece diventato a tutti gli effetti un calciatore del Pisa perché nel finale della scorsa stagione era arrivato il riscatto del suo cartellino per 4,5 milioni di euro. Dal ritiro della Svizzera al Mondiale ha manifestato la volontà di giocare in Bundesliga o di restare in Serie A, ma non di rimanere in nerazzurro. La società ha provato inizialmente a difendere una clausola indicata tra i 4,5 e i 5 milioni. Insomma, chi voleva uno dei patrimoni tecnici della rosa doveva pagare. Col passare delle settimane, però, trattenere un calciatore che aveva già scelto di partire avrebbe avuto poco senso. Fino a quando non è arrivata l’offerta dell’Union Berlino, che ha rilevato il giocatore per 3,7 milioni di euro bonus inclusi. Il calciatore è stato così accontentato nelle sue intenzioni di lasciare il sodalizio nerazzurro. Il Pisa, in questa fase del calciomercato, si è ritrovato così con una rosa enorme. Ai giocatori rientrati dai prestiti si aggiungevano i giovani, gli elementi fuori dal progetto e un gruppo di prima squadra ancora da valutare. A metà Luglio erano già usciti in venticinque tra cessioni, scadenze e mancati riscatti. Ne restavano comunque più di trenta in squadra. La gestione degli esuberi è diventata una parte del mercato importante quanto gli acquisti.

La prima foto di Marras a Pisa

LE PRIME CESSIONI E I DUE ACQUISTI PRIMA DI MORGEX – La prima operazione in uscita è stata chiusa in Danimarca. Alexander Lind, tornato al Nordsjælland in prestito durante la stagione di Serie A, è stato ceduto a titolo definitivo per 3,2 milioni. L’accordo prevede fino a 1,5 milioni di bonus e il 20% sulla futura rivendita. Il Pisa lo aveva pagato circa quattro milioni nel 2024. Tra prestito, parte fissa, premi e percentuale, l’investimento può essere recuperato quasi per intero. Il giocatore ha ritrovato l’ambiente nel quale voleva vivere e giocare. Sono poi arrivate le uscite di Jan Mlakar, tornato al Maribor in prestito con diritto di riscatto, e Zan Jevsenak, passato allo stesso club a titolo definitivo. Pietro Beruatto è andato al Benevento per una cifra inferiore ai 500 mila euro. Alessandro Arena ha firmato con l’Arezzo. Andrea Pavanello è stato ceduto alla Pergolettese. Andrea Beghetto ha risolto il contratto e ha poi firmato per il Conegliano. Operazioni meno ricche, utili però per ridurre contratti e numero dei giocatori. Sul mercato in entrata il Pisa ha impiegato qualche settimana per passare dai sondaggi alle firme. I primi due acquisti della sessione estiva sono stati Tommaso Marras e Giuseppe Leone. Marras è arrivato dal Mantova a titolo definitivo per 2,8 milioni di parte fissa, con bonus che possono portare l’operazione a circa 3,1. Ha firmato un contratto lungo, un quadriennale fino al 2030. Il Palermo ha provato a inserirsi all’ultimo nell’affare, ma il Mantova e il giocatore hanno rispettato la parola data al Pisa. Esterno destro mancino, classe 2004, Marras aveva chiuso l’ultima Serie B con sette gol e due assist. Bianco lo ha utilizzato subito da titolare. Leone è stata un’occasione particolare. Una clausola da mille euro gli consentiva di lasciare la Juve Stabia. Il Pisa ha superato Padova e Südtirol, resistendo anche all’ultimo tentativo del Palermo. Il regista è arrivato a titolo definitivo con un contratto pluriennale. Aveva già vinto la Serie C con la Juve Stabia e poi giocato da protagonista in B. Per caratteristiche era il giocatore che mancava: ordinato, capace di verticalizzare e abbastanza maturo da prendersi subito la responsabilità della regia. L’utilizzo della clausola ha creato qualche tensione con la Juve Stabia, soprattutto con il vecchio diesse degli stabiesi Lovisa, apostrofato malamente dal presidente delle Vespe. Il Pisa, nelle settimane successive, ha trattato a condizioni normali altri due calciatori del club campano. Quei contatti porteranno ad Agosto agli acquisti di Omar Correia e Alessandro Confente.

Knaster, Gabbanini, Giuseppe e Giovanni Corrado, Freggia a Morgex

IL RITIRO DI MORGEX – Il Pisa è partito per Morgex il 15 Luglio. Bianco ha portato in Valle d’Aosta il gruppo scelto per la prima parte della preparazione. Gli esuberi, molto pochi a dir la verità, sono rimasti tra Pisa e la Primavera, con un programma separato. La decisione ha evitato di ripetere il maxi ritiro con quasi quaranta calciatori. Ha anche reso chiaro, fin dai primi giorni, chi dovesse cercare una nuova sistemazione. Marras e Leone sono stati gli unici nuovi acquisti presenti dall’inizio. Il resto del gruppo era formato soprattutto da giocatori reduci dalla Serie A e giovani di rientro. Il tecnico ha lavorato sulla difesa a quattro, abbandonando come sistema principale la linea a tre usata nelle stagioni precedenti. La squadra ha battuto il Pavia 6-1, pareggiato 1-1 con la Juventus Next Gen e perso 1-0 contro la Pro Vercelli. Risultati estivi, condizionati dai carichi. Alcune indicazioni, invece, sono servite subito al mister per impostare il lavoro successivo. Serviva un terzino destro. Serviva almeno un centravanti. A centrocampo le possibili partenze di Aebischer, Touré e Høholt rendevano necessario almeno un altro innesto. Il grave infortunio di Mateus Lusuardi, arrivato proprio nella prima amichevole, ha tolto un centrale mancino a Bianco con Coppola e Denoon che erano ancora indietro nei rispettivi recuperi. La società però ha scelto di non acquistare un altro difensore centrale, confidando nei rientri e nella quantità già presente in rosa. Una scelta precisa e anche un rischio, soprattutto fino al pieno recupero degli infortunati. Il ritiro è servito pure a recuperare alcuni giocatori. Vural si è preso responsabilità in mezzo al campo. Leris è stato spostato sulla fascia sinistra. Tramoni ha ritrovato libertà offensiva. Caracciolo, dopo aver ammesso pubblicamente il disastro della stagione precedente, ha rinnovato per un altro anno con la volontà di chiudere la carriera a Pisa. Moreo ha lavorato con il gruppo nonostante le voci del Palermo. Bianco, che abbiamo definito affettuosamente “Il mentalista” ha cominciato da loro il lavoro psicologico per togliere dalla testa le nove sconfitte con cui si era chiusa la Serie A.

L’attaccante passa al Genk dove segnerà 4 reti nelle prime 4 partite di campionato nel torneo belga

LA CESSIONE RECORD DI DUROSINMI – Durante il ritiro è maturata la vendita più alta nella storia del Pisa. Rafiu Durosinmi è passato al Genk per 10,5 milioni di euro, ai quali si aggiungono bonus fino a portare l’affare attorno agli undici milioni e il 10% sulla futura rivendita. Il nigeriano era arrivato soltanto a Gennaio dal Viktoria Plzen. Aveva segnato un gol in una squadra precipitata verso la Serie B, conservando però un mercato internazionale importante. Va aggiunto che Durosinmi a sua volta era stato anche l’acquisto più costoso della storia nerazzurra, con un accordo impostato sui dieci milioni più due di bonus. Il margine tra acquisto e cessione non è quindi quello di un calciatore preso per poche centinaia di migliaia di euro e rivenduto a undici. Dal punto di vista contabile l’ammortamento e le condizioni dei bonus possono comunque generare una plusvalenza. Dal punto di vista sportivo il Pisa ha recuperato il valore di un investimento che, dopo la retrocessione, rischiava di diventare molto difficile da sostenere. L’operazione ha dato liquidità e ha permesso alla società di completare il primo blocco di acquisti. A fine Luglio i primi cinque innesti avevano un costo complessivo di circa 7,4 milioni: 2,8 per Marras, due per Ferrah, 1,6 per Zanon, uno per il prestito di Rao e i mille euro della clausola di Leone. La sola parte fissa incassata dal Genk era superiore.

La prima foto di Zanon all’arrivo a Pisa

RAO, FERRAH E ZANON COMPLETANO IL PRIMO BLOCCO – Dopo il ritiro sono arrivati tre calciatori che hanno cambiato le possibilità tattiche di Bianco. Emanuele Rao è stato preso dal Napoli in prestito secco e oneroso per un milione. Il Palermo lo aveva seguito a lungo. Il Pisa però ha accelerato e ha ottenuto il sì del Napoli. Classe 2006, reduce da sei reti e tre assist con il Bari, può giocare su entrambe le fasce. Quella per Rao è l’operazione meno coerente con la linea seguita dal Pisa negli ultimi anni. La società ha sempre cercato di evitare i prestiti secchi, soprattutto quando prevedono un costo rilevante. Un milione per una sola stagione è una spesa importante. Il vantaggio però è tecnico e immediato: Bianco ha ricevuto un under già pronto per la categoria, senza occupare posti nella lista over. Se Rao farà la differenza e aiuterà il Pisa a salire, il costo avrà avuto un senso. A Giugno, però, tornerà al Napoli senza lasciare un valore di cartellino al club nerazzurro. Ichem Ferrah è invece l’unico acquisto di questa sessione arrivato dall’estero, in netta controtendenza con quanto visto fino alla scorsa stagione. Il Pisa lo ha acquistato dal Lille per due milioni e gli ha fatto firmare un quadriennale. Il transfer internazionale ha ritardato l’annuncio di qualche giorno, anche se il giocatore si allenava già con il permesso dei francesi, ma non ha spostato di un millimetro il suo effettivo impiego a inizio stagione. Ferrah aveva segnato dodici gol e fornito sei assist con il Cambuur nella seconda divisione olandese la stagione precedente. Ha uno contro uno, tiro e ampi margini di miglioramento. Il suo idolo è nientepopodimeno che Salah. Deve adattarsi alla Serie B italiana, campionato meno aperto e più tattico rispetto a quello dal quale arriva. Simone Zanon invece ha risolto il problema della fascia destra, per modo di dire, perché comunque era dai tempi di Birindelli che mancava un giocatore che potesse giocare a tutto campo con queste caratteristiche. La trattativa con la Carrarese è stata lunga, ma molto positiva. Il club apuano aveva inizialmente respinto una proposta complessiva per lui e Fabio Abiuso. Cagliari e Sassuolo hanno provato a inserirsi, ma alla fine il giocatore ha dato priorità al Pisa e l’accordo è stato chiuso a 1,6 milioni, con la formula del prestito e obbligo di riscatto legato a condizioni considerate formali. È di fatto un acquisto a tutolo definitivo distribuito nel tempo. Zanon conosce la categoria e lo scorso ano aveva totalizzato 17 assist e sette gol in 116 presenze con la Carrarese. Nelle prime partite ha già mostrato corsa e capacità di arrivare sul fondo, bloccando con il Padova anche le incursioni di Zanimacchia e Caprari, anche se poi la partita non ha portato punti ai nerazzurri.

Gabbanini e Giovanni Corrado a Morgex

GLI AFFARI SFUMATI E LE PISTE ABBANDONATE – Come ogni estate sono circolati molti nomi. Alcuni erano semplici sondaggi. Altri sono diventati trattative vere. Conviene distinguerli per non mettere sullo stesso piano una telefonata esplorativa e un’offerta presentata. Ad esempio Matteo Cocchi è stato a lungo un obiettivo concreto. Il Pisa aveva chiesto all’Inter una formula con diritto di riscatto e controriscatto, ma l’operazione è andata morendo quando la vicenda del riscatto di Akinsanmiro si è risolta in maniera negativa. Il Padova così ha chiuso l’operazione con condizioni gradite ai nerazzurri milanesi. Simone D’Uffizi è stato trattato per la fascia, ma l’Ascoli ha respinto l’offerta e il giocatore ha preferito restare, pur davanti a una proposta economica migliore. Fabio Abiuso era il centravanti che Bianco conosceva dai tempi del Modena. La Carrarese lo ha valutato oltre cinque milioni e non ha accettato di inserirlo nello stesso affare di Zanon. Così il Pisa ha ritenuto il prezzo troppo alto ed ha virato su altri obiettivi. Per l’attacco sono stati valutati anche Gabriele Artistico, Andrea Adorante, Federico Bonazzoli e Samuele Mulattieri, oltre a un sondaggio per Gennaro Borrelli. Artistico è poi andato al Padova. Adorante era reduce da un intervento alla schiena e il Venezia non aveva fretta di cederlo e alla fine lo ha trattenuto. Bonazzoli aspettava una proposta dalla Serie A, mentre Mulattieri ha scelto il Verona. Tobias Bech dell’Aarhus è rimasto un profilo osservato, senza arrivare a una trattativa decisiva. Il Pisa ha chiesto informazioni anche per Igor Drapinski, Matteo Topalovic, Stefano Di Mario, Luis Hasa, Davide Bettella e Alessandro Dellavalle. Nessuno di questi calciatori è arrivato vicino alla firma. A centrocampo si è parlato di Filippo Bandinelli e poi di Emil Bohinen. Il primo non è diventato una priorità. Il secondo è stato una vera alternativa quando la Juve Stabia aveva respinto la prima offerta per Correia. La società però ha scelto di tornare sul francese e alzare la proposta portando in fondo la trattativa. L’ultimo bivio ha riguardato Gennaro Borrelli. Il Pisa lo ha trattato col Cagliari come ultima alternativa a Pittarello, quella più concreta, già cercata anche in passato. La riduzione della distanza col Catanzaro però ha fatto cadere la pista di cui abbiamo però appreso solo all’ultimo momento, quando ormai era di fatto già tramontata.

Pittarello arriva a Pisa, la prima foto

IL LUNGO INSEGUIMENTO A PITTARELLO – Filippo Pittarello è stato il primo nome per l’attacco per quasi tutta l’estate. Il Pisa aveva raggiunto presto l’accordo col calciatore per un biennale con opzione di rinnovo per il terzo anno. Il Catanzaro chiedeva 2,5 milioni e non voleva liberarlo senza aver trovato un sostituto. L’arrivo di Emanuele Pecorino in Calabria ha in seguito reso possibile il passaggio successivo, senza però chiudere subito la distanza economica. Così la trattativa ha attraversato almeno tre fasi. Prima l’offerta inferiore ai due milioni più bonus. Poi il rilancio oltre quota due. Infine l’accordo per circa due milioni di parte fissa e premi capaci di portare il totale a 2,5. La vicenda è stata gestita bene dal Pisa, però forse su questa operazione si è tergiversato un po’ troppo, poiché Bianco aveva bisogno subito di una prima punta. Per tutto il ritiro infatti ha lavorato con Meister e Stojilkovic, entrambi poi destinati alla cessione. In Coppa Italia ha dovuto gestire l’emergenza con Moreo che si è infortunato. A quel punto contro il Padova Petagna, arrivato da pochi giorni, ha giocato per novanta minuti senza avere ancora la condizione migliore. Pittarello è senza dubbio un acquisto giusto per caratteristiche e rendimento, ma è arrivato comunque con il Catanzaro che ne ha impedito l’impiego, con l’intenzione di liberarlo solo dopo aver affrontato il Pisa. Dodici reti nell’ultima Serie B dicono che il Pisa ha preso uno dei centravanti più produttivi del torneo. Averlo avuto due o tre settimane prima avrebbe aiutato, ma comunque la bontà dell’operazione prescinde il problema venutosi a creare in fase di finalizzazione di trattativa.

Petagna arriva a Pisa, la prima foto

PETAGNA E TOURÉ, LO SCAMBIO CHE CAMBIA L’ATTACCO – Andrea Petagna è stata forse la sorpresa dell’ultima parte di mercato. Mentre la società guardava altri obiettivi il Monza lo ha proposto al Pisa, anche per il rapporto costruito con Bianco durante la promozione, così il mister e i dirigenti hanno avallato questa opportunità. L’ingaggio e il valore residuo del cartellino inizialmente rendevano l’operazione difficile. La soluzione è arrivata collegando il suo trasferimento alla cessione di Idrissa Touré. I due affari sono stati formalizzati separatamente. Petagna è arrivato a titolo definitivo e ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno. Touré è andato al Monza. Nell’intesa complessiva è stato però il Pisa a guadagnarci, ricevendo il cartellino dell’attaccante e un conguaglio di 2,3 milioni. Per il centrocampista tedesco, arrivato nel 2021 e diventato uno dei simboli della promozione, si tratta di una plusvalenza quasi totale. Lascia dopo 153 presenze e 13 gol. Petagna ha esperienza, sa giocare spalle alla porta e conosce il modo di lavorare dell’allenatore, con il quale strinse un patto d’acciaio la stagione scorsa. Nell’ultima Serie B ha segnato nove reti. La sua è una importanza oltre che dal punto di vista della finalizzazione, soprattutto tattica, perché fa salire la squadra e libera spazio per gli esterni. Il Pisa gli ha affiancato Pittarello e confermato Moreo.

Correia e Confente, l’arrivo in coppia dei due giocatori. La prima foto

CORREIA E CONFENTE, L’ASSE CON LA JUVE STABIA – Dopo settimane di contatti, il Pisa ha chiuso a poche ore dall’esordio in campionato due operazioni con la Juve Stabia. Omar Correia era stato valutato fin dall’inizio dell’estate. La prima offerta è stata respinta e il club campano ha proposto al giocatore un rinnovo con aumento. Così il Pisa ha alzato la cifra fino a 3,5 milioni più bonus. Correia ha firmato un triennale ed è di fatto l’acquisto più costoso della sessione per la prima squadra, almeno nella parte fissa. Il francese porta caratteristiche diverse rispetto a Leone. Recupera palloni, copre campo e può giocare davanti alla difesa oppure da mezzala. Con la Juve Stabia aveva chiuso la stagione con 36 presenze, quattro gol e due assist. È entrato bene già contro il Padova, pur avendo svolto pochissimi allenamenti con i nuovi compagni. Il suo arrivo ha completato un centrocampo che aveva perso Marin, Aebischer e Touré. Il portiere Alessandro Confente invece è stato acquistato per circa 500 mila euro e ha firmato fino al 2029. La società lo ha scelto come titolare, pur avendo ancora Semper e Scuffet sotto contratto. Una decisione in realtà figlia di una richiesta specifica del tecnico Bianco che ha voluto nel portiere specifiche caratteristiche di gioco palla a terra. Confente aveva raggiunto i playoff con la Juve Stabia dopo quattro stagioni da protagonista a Vicenza. Contro il Padova ha commesso l’errore che ha deciso la partita, ma l’episodio non cancella il valore del portiere e non può bastare per giudicare l’operazione. Anche in questo reparto i tempi sono stati stretti. Confente è arrivato a ridosso del campionato. Semper è rimasto in panchina perché in uscita. Scuffet, inizialmente escluso dal progetto, è stato infine reintegrato in rosa.

La lettera di Semper con cui saluta la città. Lo aspetta l’Arabia Saudita

LA VICENDA SEMPER-SCUFFET – Uno degli eroi della promozione in Serie A, Adrian Semper, ha salutato Il Pisa dopo due stagioni, una promozione e una retrocessione. L’Al-Fateh lo ha acquistato per 1,5 milioni di dollari, circa 1,3 milioni di euro. Il Pisa lo aveva pagato 2,5 milioni al Como nel 2024. Il confronto economico, sebbene segnali una perdita sul prezzo del cartellino, questa è attenuata però dall’ammortamento che manda di fatto in pari l’operazione e, naturalmente, dal contributo dato dal giocatore alla promozione in Serie A. La lettera pubblicata dal croato ha restituito una versione meno semplice rispetto alle voci di inizio mercato. Semper ha scritto che sarebbe voluto restare e provare a vincere un altro campionato. Ha ringraziato proprietà, dirigenti, compagni e tifosi. Il trasferimento in Arabia gli garantisce un contratto triennale e condizioni economiche importanti, si vocifera di circa 3 milioni di dollari lordi. La sua partenza ha riaperto la porta a Simone Scuffet. Il friulano era stato escluso dal ritiro ed era stato in un primo momento molto vicino al Venezia. L’infortunio al soleo ha fatto saltare l’operazione. Dopo la cessione di Semper, il Pisa lo ha reintegrato e gli ha assegnato il numero 12. Nelle gerarchie Confente parte davanti, Scuffet sarà un’alternativa esperta e Loria il terzo.

Meister a Morgex

MEISTER IN INGHILTERRA E LE ALTRE USCITE – Tra i giocatori più chiacchierati in uscita c’è stato Henrik Meister che ha lasciato spazio a Petagna e Pittarello. Il Derby County lo ha preso in prestito oneroso per 1,5 milioni, con diritto di riscatto a nove milioni. Sono previsti bonus e una percentuale superiore al 20% sulla futura rivendita. Il Pisa aveva investito circa quattro milioni per acquistarlo dal Rennes. L’onere del prestito però permette di recuperare subito una parte della spesa. Se il Derby eserciterà il diritto, l’affare diventerà molto ricco. In caso contrario il giocatore tornerà a Pisa dopo una stagione e la società potrebbe decidere di cederlo nuovamente. Molto probabile che si arrivi a questa ipotesi, dopo tutto. Passiamo ora alle tante cessioni del mercato: Mert Durmush e Motiejus Sapola sono andati allo Spezia in prestito con diritto e contro-opzione. Filip Stojilkovic si è trasferito al Rapid Bucarest per 150 mila euro di prestito oneroso, diritto di riscatto a tre milioni e contro-opzione del Pisa. Ante Vukovic è stato ceduto in prestito alla Juve Stabia nel merito dell’affare che ha portato in nerazzurro Correia e Confente. Giacomo Maucci e Niccolò Conti sono passati alla Vis Pesaro, dove troveranno spazio in Serie C. Di contro invece Alessandro Carnaroli, difensore del 2009, ha compiuto il percorso inverso a titolo definitivo anche se è rimasto nelle Marche in prestito. Tra le operazioni minori sono partiti anche Adrian Raychev, in prestito al Levski Sofia, Lorenzo Tosi al Grosseto, Nicolas Giuliani alla Pistoiese, Matteo Luppichini all’Aquila, Riccardo Bassanini e Niccolò Mazzantini al Piacenza, Lorenzo Pucci al Prato e Daniel Battistella al Seravezza. Per i giovani la logica è semplice: cercare di arrivare in un posto per giocare invece di restare ai margini della prima squadra. Il lavoro di sfoltimento è stato enorme.

Moreo rinnova in sede. La nostra foto esclusiva

MOREO RINNOVA E IL LAVORO DEL MENTALISTA – Il mercato più importante del Pisa riguarda anche chi non è partito. Angori è stato seguito a lungo dal Bologna e da altri club di Serie A, però non è arrivata un’offerta sufficiente. Canestrelli e Tramoni sono rimasti in nerazzurro, col corso che è stato recuperato mentalmente, ma solo il tempo ci dirà effettivamente quanto sono state impattanti le scorie della scorsa stagione. Vural ha avuto per lungo tempo mercato in Turchia, ma è stato dichiarato incedibile. Caracciolo ha prolungato il proprio contratto di un anno, così come Moreo che, dopo una fase nella quale il Palermo aveva provato a convincerlo, ha scelto di continuare a Pisa. Il rinnovo di Moreo fino al 2028, con opzione al 2029 in caso di Serie A ha un peso che va oltre le sette reti segnate nell’ultimo campionato. Conferma un uomo centrale nello spogliatoio e uno dei pochi giocatori capaci di occupare più posizioni in attacco. Bianco può usarlo da punta, sottopunta o esterno atipico, di fatto è un jolly importantissimo per questa squadra. La società, inoltre, ha anche evitato di rinforzare una concorrente diretta. Mantenere una parte del gruppo della promozione del 2025 era necessario. Dopo una retrocessione viene naturale chiedere una rivoluzione totale. Sarebbe stato un errore. Caracciolo, Canestrelli, Angori, Leris, Piccinini, Vural, Tramoni e Moreo conoscono Pisa e hanno già vinto insieme. Loyola, Bozhinov e gli altri arrivati a Gennaio possono essere valutati in un contesto più adatto. Il lavoro di Bianco è partito dalla capacità di restituire motivazioni a questi giocatori così come aveva fatto a Monza e Frosinone. Non a caso noi lo abbiamo chiamato “Mentalista”.

L’ULTIMO GIORNO E COSA ACCADRA’ DOPO – L’ultimo giorno il Pisa ha pensato solo a cedere, dopo aver chiuso il mercato in entrata con l’arrivo di Pittarello. Nicholas Bonfanti è stato ceduto alla Carrarese in prestito con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni più il 20% sulla futura rivendita. Non tutto, però, è stato risolto, anche se qualcosa si risolverà nei prossimi giorni. Malthe Høholt sarà ceduto all’estero, mentre sarà finalizzata la cessione di Jérémy Mbambi al Sint-Truiden prima della chiusura del mercato belga. Infatti in alcuni paesi europei e non solo il mercato chiude più tardi. In Olanda e Danimarca il 2 settembre. Belgio, Austria, Ungheria e Scozia il 3. Turchia il 4, il 5 in Portogallo, il 7 settembre in Croazia, poi la Svizzera l’9 e il 10 la Polonia. Grecia il 15 settembre, Serbia il 18. In Arabia addirittura a Ottobre, quindi Vignato potrebbe essere ceduto anche più avanti nelle prossime settimane. Rimangono in squadra a causa di infortuni di media entità Buffon e Bettazzi. Frosali invece sarà integrato in prima squadra da Bianco al quale non dispiace il giocatore. Eventualmente andrà in prestito a Gennaio.

Ichem Ferrah, la nostra prima foto in città

LE SPESE – I dati disponibili permettono di costruire una stima su quanto è stato speso e incassato. Le cifre di mercato non comprendono sempre commissioni, premi alla firma, modalità di pagamento e impatto degli ingaggi. Alcuni bonus possono scattare tra mesi o anni. È quindi più corretto distinguere gli importi fissi conosciuti da quelli potenziali. Per gli acquisti della prima squadra il Pisa ha impegnato circa 13,4 milioni di euro di parte fissa. La somma comprende Marras per 2,8 milioni, Ferrah per 2, Zanon per 1,6, il prestito di Rao per 1 milione, Leone per mille euro, Correia per 3,5 milioni, Confente per 500 mila e Pittarello per circa 2 milioni. Restano fuori il valore attribuito a Petagna nell’operazione con il Monza e la cifra, non resa nota, investita su Carnaroli. Con i bonus Marras può arrivare a 3,1 milioni e Pittarello a 2,5. Anche Correia prevede premi. Il valore complessivo può quindi superare i quattordici milioni.

I giocatori sotto la Curva Nord (Foto Gabriele Masotti)

GLI INCASSI E NON AVER DEPREZZATO I GIOCATORI CON LA RETROCESSIONE – Sul fronte degli incassi, le parti fisse note superano i 22 milioni. Durosinmi ha portato 10,5 milioni, Lind 3,2, Aebischer 3,5, Touré 2,3 oltre al cartellino di Petagna, Semper circa 1,3 e il prestito di Meister 1,5. A queste cifre vanno aggiunti il corrispettivo inferiore ai 500 mila euro per Beruatto e gli importi non comunicati di altre cessioni definitive. I 200 mila euro di bonus per Aebischer portano l’operazione con l’Union Berlino a 3,7 milioni. Aggiungiamo anche i 130mila euro di prestito di Stojilkovic. Il saldo di cassa costruito sulle cifre note è positivo per almeno otto-nove milioni, prima di considerare commissioni, stipendi e valore contabile dei cartellini. E può ancora crescere. Lind infattiprevede altri 1,5 milioni di bonus e il 20% sulla rivendita. Durosinmi può arrivare a undici milioni e lascia il 10% su un futuro trasferimento. Meister può portare nove milioni più bonus e una percentuale superiore al 20%. Stojilkovic, Mlakar, Durmush e Sapola sono stati ceduti con diritti di riscatto. L’operazione economicamente migliore resta quella di Touré. Era arrivato a titolo definitivo nel 2021 e, dopo cinque stagioni, ha prodotto 2,3 milioni di incasso e il cartellino di Petagna. La vendita più alta è quella di Durosinmi. Quella con più potenziale futuro può diventare Meister, se il Derby lo riscatterà. Di fatto la società ha finanziato l’intero mercato con le uscite e ha conservato ampi margini di guadagno. Dopo i costi affrontati in Serie A e la riduzione dei ricavi legata alla retrocessione, era un obiettivo importante. E non abbiamo considerato i 10 milioni di euro di paracadute che arrivano dalla Serie A. Di fatto il Pisa non solo si è rinforzato, ma ci ha anche guadagnato dal calciomercato e non era un fatto scontato dopo la retrocessione e dopo che i soliti maligni avevano bollato come inutili alcune operazioni della scorsa stagione. Altro merito di questo mercato è quindi non aver deprezzato gli investimenti della scorsa stagione. Il Pisa non ha perso nulla, se non in rari casi come Aebischer, cercando di accontentare il giocatore, andando in pari oppure con margini di guadagno minimi o futuri. Sicuramente un buonissimo lavoro da parte della società.

C’E’ ANCHE LA FIRMA DI BIANCO SUL MERCATO – Il tecnico Paolo Bianco è stato accontentato praticamente su tutto e ha avuto un ruolo attivo nella costruzione della squadra. Ogni operazione è passata anche dalla sua valutazione. Marras era già stato richiesto dal tecnico ai tempi del Monza, Petagna aveva lavorato con lui in Brianza, mentre altri giocatori sono stati individuati sulla base delle caratteristiche necessarie al suo calcio. A confermarlo è stato lo stesso Bianco alla vigilia della prima giornata contro il Padova: “Sono molto soddisfatto. Sono abituato ad allenare e non a costruire le squadre, ma tutti gli acquisti sono stati condivisi con me e non è un fatto scontato”. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni. Il mercato è stato portato avanti attraverso un confronto continuo tra Giovanni Corrado, Leonardo Gabbanini e l’allenatore. Bianco ha indicato le qualità tecniche, tattiche e caratteriali di cui aveva bisogno, mentre la società ha cercato di tradurle in operazioni concrete. Questa squadra, quindi, porta anche la sua firma. Un aspetto che rafforza la sintonia tra il tecnico e il club, ma che allo stesso tempo aumenta le responsabilità dell’allenatore: adesso toccherà a lui trasformare una campagna acquisti costruita anche sulle sue indicazioni in una squadra capace di rendere secondo le aspettative.

L’arrivo di Emanuele Rao, la nostra prima foto

LA FILOSOFIA DEL MERCATO, IL GIOCO DELLE COPPIE E LA FAME – Se guardiamo la rosa nella sua interezza ci accorgiamo di un fatto importantissimo. Il Pisa è stato costruito a coppie con almeno due giocatori forti per ogni ruolo. Tra i pali Confente è stato scelto per giocare. Ha 28 anni, conosce il campionato e arriva da una stagione positiva. Scuffet è un secondo solo nelle gerarchie iniziali. Ha esperienza in Serie A, all’estero e in nazionale. Loria conosce l’ambiente e accetta il ruolo di terzo, già considerato in passato un secondo di lusso. Il reparto, alla fine, è tra i più completi della categoria. Il percorso per arrivarci, anche se è stato confuso, comunque si è risolto con un buon parco portieri. In difesa Bianco ha scelto la linea a quattro. Zanon occupa la fascia destra, con Calabresi ed Esteves come alternative dalle caratteristiche diverse. A sinistra il titolare naturale è Angori. Leris ha dimostrato di poter giocare basso e offre una soluzione più fisica. Al centro restano Caracciolo e Canestrelli, affiancati da Bozhinov, Calabresi, Denoon e Coppola. Lusuardi tornerà dopo il lungo infortunio, ma la sua stagione è da considerarsi finita. Non sarà però una scelta definitiva quella della difesa a quattro, i centrali a disposizione del Pisa possono assorbire anche la difesa a tre all’occorrenza, numericamente e qualitativamente. Numericamente il Pisa è coperto. La società ha deciso di non comprare un altro centrale nel finale di mercato. La qualità del reparto dipenderà da due fattori: il pieno recupero dei giovani e l’adattamento alla difesa a quattro. Caracciolo garantisce grande esperienza e carisma, Canestrelli continuità e Bozhinov fisicità. Denoon e Coppola hanno potenziale, ma vengono da stop lunghi. Calabresi può giocare ovunque. Il rischio è però di avere tanti nomi e poche certezze atletiche nella prima parte della stagione. Se i recuperi procederanno bene però, la scelta sarà stata corretta. Il centrocampo è il reparto maggiormente trasformato assieme a quello avanzato. Marin, Aebischer e Touré sono partiti. Leone, Correia, Vural e Loyola offrono una combinazione completa per tre posti a disposizione. Leone detta i tempi, Correia recupera palloni e copre spazio. Vural porta tecnica, conduzione e tiro. Loyola può inserirsi e aumentare il ritmo, anche se deve dimostrare molto dopo la retrocessione dell’anno scorso. Piccinini resta un cambio affidabile ed ormai è diventato un veterano di questo gruppo. Manca forse un secondo regista puro dietro Leone, ma Vural e Loyola possono abbassarsi e offrire soluzioni diverse. Bianco avrà anche la possibilità di passare a due centrocampisti senza perdere equilibrio. In attacco il salto numerico è netto. Il Pisa ha tre centravanti: Petagna, Pittarello e Moreo, anche se quest’ultimo è da considerarsi un jolly che può giocare ovunque. Sulle fasce ci sono Tramoni, Marras, Ferrah e Rao. Leris può avanzare rispetto al ruolo di terzino riadattato da Bianco, ma comunque è da considerarsi un altro jolly. Le caratteristiche del reparto si completano tra i giocatori a disposizione. I numeri dell’ultima stagione sono notevoli. Moreo ha segnato sette gol in Serie A, Petagna 9in B e Pittarello 12. Le tre punte arrivano a 28. Marras ne ha realizzati 7, Ferrah 12, Rao 6 e Tramoni 2 nella massima categoria. Il totale del reparto arriva a 55 reti. Sono campionati e contesti diversi, perciò la somma non garantisce 55 gol al Pisa, ma indica però che quasi tutti gli attaccanti hanno già dimostrato di poter segnare e le grandi potenzialità di questo reparto. La profondità è superiore a quella di molte concorrenti. Bianco può giocare con una punta e due esterni, avvicinare Moreo a un centravanti oppure usare Tramoni dietro due attaccanti. Può scegliere velocità con Rao e Ferrah, maggiore controllo con Marras e Tramoni, peso con Petagna e Pittarello. Gli uomini per far bene ci sono, adesso devono trovare condizione e intesa.

Il tecnico Paolo Bianco ha avuto parte attiva sul mercato

CONSIDERAZIONI FINALI, UN PISA COSTRUITO PER RISALIRE – Il mercato estivo 2026 del Pisa nasce da una retrocessione traumatica e da una rosa fuori misura, anche economicamente. Gabbanini e Giovanni Corrado hanno dovuto tagliare, vendere, recuperare motivazioni e comprare per rinforzare. Hanno portato a termine quasi quaranta movimenti in uscita e nove acquisti, mantenendo un saldo economico positivo. In questa sessione estiva è davvero difficile contestare la qualità generale del lavoro svolto. Il Pisa ha preso giocatori nel pieno della carriera come Confente, Correia, Petagna e Pittarello. Ha investito su giovani già pronti come Marras, Zanon, Ferrah e Leone. Ha aggiunto Rao per avere un under capace di incidere subito. Non ha ceduto Angori, Canestrelli, Vural e Tramoni. Hanno rinnovato Caracciolo e Moreo. Il gruppo conserva così una parte forte dell’identità costruita nella promozione del 2025, ma si è anche aperto a nuove motivazioni. Le cessioni sono state gestite bene e di meglio non si poteva fare. Durosinmi ha prodotto l’incasso più alto della storia del club. Lind è tornato in Danimarca senza trasformarsi in una perdita pesante. Aebischer ha ottenuto la Bundesliga e il Pisa ha incassato 3,7 milioni da un calciatore che non voleva restare. Touré ha generato denaro e l’arrivo di Petagna. Semper è andato in Arabia con un contratto importante. Meister può valorizzarsi in Inghilterra e lascia al Pisa la possibilità di incassare molto. Non mancano comunque in questa analisi anche i rischi. La difesa, a parte il rinnovo di Zanon, non è stata rinforzata al centro dopo il grave infortunio di Lusuardi. Sulla carta il Pisa parte nel gruppo delle favorite insieme alle altre retrocesse e al Palermo. La Serie B ha già ricordato alla prima giornata quanto sia pericoloso pensare che bastino i nomi. Tutte le squadre scese dalla Serie A hanno cominciato male. Il Pisa stesso ha perso contro una neopromossa dopo aver creato più occasioni. La differenza la faranno la capacità di reggere la pressione, la condizione degli attaccanti e il tempo necessario per trasformare tanti nuovi giocatori in una squadra. Se proprio dobbiamo dare un voto, anche se è un semplice esercizio di stile che di solito non viene preso come tale, ma viene usato spesso per screditare chi lo da, il mercato merita un 9. La qualità degli acquisti e il saldo economico lo spingono in alto. Il lieve dubbio sulla difesa e la gestione dei portieri e le incognite di ogni calciomercato non ci permettono di andare oltre, però questo 9 si potrà trasformare in 10 se il Pisa concorrerà per la Serie A o abbassarsi drasticamente se il campo dirà il contrario. Come sempre, dopo l’ultima firma comincia il giudizio che conta. Quello del campo.

IL TABELLONE DEL CALCIOMERCATO

ACQUISTI: Filippo Pittarello (Catanzaro, definitivo), Omar Correia (Juve Stabia, definitivo), Alessandro Confente (Juve Stabia, definitivo), Andrea Petagna (Monza, definitivo), Simone Zanon (Carrarese, prestito con obbligo di riscatto), Ichem Ferrah (Lille, definitivo), Emanuele Rao (Napoli, prestito), Giuseppe Leone (Juve Stabia, definitivo), Tommaso Marras (Mantova, definitivo), Alessandro Carnaroli (Vis Pesaro, definitivo e lasciato in prestito alla Vis Pesaro).

CESSIONI, PRESTITI, SVINCOLI E FINE PRESTITI: Michel Aebischer (Union Berlino, definitivo), Ebenezer Akinsanmiro (Inter, fine prestito), Raúl Albiol (svincolato), Alessandro Arena (Arezzo, definitivo), Gabriele Ascareggi (svincolato), Daniel Battistella (Seravezza, prestito), Riccardo Bassanini (Piacenza, prestito), Andrea Beghetto (risoluzione consensuale, poi Conegliano), Pietro Beruatto (Benevento, definitivo), Nicholas Bonfanti (Carrarese, prestito), Federico Buemi (svincolato), Alessandro Carnaroli (Vis Pesaro, prestito), Niccolò Conti (Vis Pesaro, prestito), Juan Cuadrado (svincolato), Mert Durmush (Spezia, prestito con diritto e contro-opzione), Rafiu Durosinmi (Genk, definitivo), Nicolas Giuliani (Pistoiese, prestito), Samuel Iling-Junior (Aston Villa, fine prestito), Zan Jevsenak (Maribor, definitivo), Alexander Lind (Nordsjælland, definitivo), Lorran (Flamengo, fine prestito), Matteo Luppichini (L’Aquila, prestito), Marius Marin (svincolato, poi Al-Nasr), Giacomo Maucci (Vis Pesaro, prestito), Niccolò Mazzantini (Piacenza, prestito), Tommaso Mazzoni (svincolato), Henrik Meister (Derby County, prestito con diritto di riscatto), Jan Mlakar (Maribor, prestito con diritto di riscatto), Nicolas Andrade (svincolato), Andrea Pavanello (Pergolettese, definitivo), Giacomo Presotto (svincolato), Lorenzo Pucci (Prato, prestito), Adrian Raychev (Levski Sofia, prestito), Mattia Sala (svincolato, poi Arezzo), Motiejus Sapola (Spezia, prestito con diritto e contro-opzione), Adrian Semper (Al-Fateh, definitivo), Calvin Stengs (Feyenoord, fine prestito), Filip Stojilkovic (Rapid Bucarest, prestito con diritto e contro-opzione), Lorenzo Tosi (Grosseto, prestito), Idrissa Touré (Monza, definitivo), Ante Vukovic (Juve Stabia, prestito).

LA ROSA DEL PISA

CALCIATORI OVER (massimo 18 giocatori nati fino al 31 Dicembre 2002)

5 Simone Canestrelli (2000)
7 Mehdi Leris (1998)
10 Matteo Tramoni (2000)
12 Simone Scuffet (1996)
14 Felipe Loyola (2000)
19 Tomas Esteves (2002)
22 Leonardo Loria (1999)
29 Omar Correia (2000)
32 Stefano Moreo (1993)
36 Gabriele Piccinini (2001)
37 Andrea Petagna (1995)
55 Giuseppe Leone (2001)
72 Simone Zanon (2001)
98 Alessandro Confente (1998)
– Filippo Pittarello (1996)

CALCIATORI BANDIERA (massimo 2 giocatori con almeno quattro stagioni consecutive nel club)

4 Antonio Caracciolo (1990)
33 Arturo Calabresi (1996)

Anche Matteo Tramoni è eleggibile per la lista dei calciatori bandiera, ma viene posto nella lista over

CALCIATORI UNDER (numero illimitato di giocatori nati a partire dall’1 Gennaio 2003)

2 Rosen Bozhinov (2005)
3 Samuele Angori (2003)
11 Ichem Ferrah (2005)
13 Andrea Primasso (2005)
16 Louis Buffon (2007)
17 Emanuele Rao (2006)
21 Isak Vural (2006)
23 Tommaso Marras (2004)
24 Jacopo Frosali (2006)
26 Francesco Coppola (2005)
44 Daniel Denoon (2004)
47 Mateus Lusuardi (2004)
91 Tommaso Guizzo (2009)
92 Brando Bettazzi (2007)

IN ATTESA DI CESSIONE ALL’ESTERO
8 Malthe Høholt (2001)
27 Jérémy Mbambi (2008)
– Emmanuel Vignato (2000)

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.